Fratelli d’Italia attacca la maggioranza sui patti territoriali

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Palazzo Savelli
Il palazzo comunale di Albano Laziale
Palazzo Savelli
Il palazzo comunale di Albano Laziale

“La politica e i suoi rappresentanti nelle istituzioni –  si legge in una nota diramata da Fratelli d’Italia Albano Laziale – come i parlamentari, consiglieri regionali e consiglieri comunali, all’interno delle loro assemblee, le maggioranze, hanno potere cosiddetto “sovrano” quel potere che appunto sta al di sopra; possono revocare decisioni prese in precedenza, come è successo ad esempio per l’IMU, possono introdurne norme, fare e modificare regolamenti, insomma sono i rappresentanti del popolo sovrano e esercitano potere decisionale.

Certo, non si occupano delle cose d’ufficio, quelle che per capirci possono fare i dipendenti.

Le assemblee istituzionali – continuano da FFdi – persino il consiglio comunale di Albano, sono cosa seria; in queste sedi ci si occupa di cose molto importanti, al loro interno si parla di indirizzi programmatici, si decidono le aliquote IRPEF, IMU, TARES, si decide la pianificazione urbanistica del territorio.

Per semplificare, i rappresentanti politici eletti democraticamente dai cittadini decidono.

Cose scontate? Non lo è stato per la maggioranza di sinistra che governa con il Sindaco Marini da quasi quattro anni. Una massiccia cementificazione attraverserà Albano, Pavona e Cecchina con 16 Patti Territoriali e migliaia di metri cubi, senza che questi siano omogenei al piano regolatore del 2008.

Perché solo alcuni privati e perché solo così pochi cittadini beneficiano dell’azione politica della sinistra che governa? E tutti gli altri cittadini? E le richieste dei comitati di quartiere? 

Erano atti d’ufficio, bisognava portarli per forza in consiglio, anche il TAR lo imponeva, questa la difesa in aula di consiglieri di sinistra, infastiditi, nervosi e spaesati, ostaggi della loro maggioranza. Forse la bugia si stava trasformando in verità e qualcuno nei corridoi aveva la faccia soddisfatta, l’esperienza era ancora una volta servita, era solo questione di tempo, perché ai saggi e ai furbi è chiara la differenza tra ostaggi e uomini liberi, un prezzo.

Per noi una bugia non diventerà mai una verità, – aggiungono gli esponenti di Fdi – se questa amministrazione non voleva i patti territoriali e voleva evitare una cementificazione del territorio poteva, ma in base al mandato elettorale, doveva, revocare le delibere consiliari precedenti su ogni patto. Avrebbe potuto esprimere parere contrario.

Sarebbe costato alle casse comunali in eventuali risarcimenti, ma le scelte libere non hanno prezzo; le coperture economiche si trovano quando si è convinti di fare un bene superiore, basta vedere un’altra volta il caso IMU prima casa.

Gli uffici eseguono ciò che il consiglio decide, in forza del mandato popolare, così come fu revocata ad esempio l’esecuzione del rifacimento di Piazza Mazzini, si è modificato lo statuto dell’Albalonga, si decidono le più alte aliquote IMU, si decide di mettere soldi sull’archivio dell’urbanistica anziché sulle scuole, si ferma l’iter del PRG.

La politica è una cosa seria, non si dovrebbe muovere in forza di sentenze di tribunali amministrativi, se così fosse un cittadino che sollecitasse l’approvazione del piano regolatore del 2008 al TAR, sarebbe in grado di decidere la programmazione territoriale, sostituendosi al consiglio comunale”. Così si conclude la nota del partito di Giorgia Meloni di Albano Laziale.

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