Gabriele Del Grande, l’Italia si mobilita

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gabriele del grandeSi è tenuto questa mattina alle ore 11.00, di fronte al Quirinale, il presidio #iostocongabriele, per chiedere la sua liberazione che è anche la libertà di tutti. La libertà di stampa, la libertà di fare un giornalismo indipendente, senza bavaglio. Del Grande è stato arrestato il 10 aprile sul confine tra Turchia e Siria. Giornalista da sempre estremamente attento al tema delle migrazioni nel mondo e in particolare in Europa, fondatore di Fortress Europe – un centro d’osservazione che registra tutti i decessi di migranti e i naufragi censiti in Europa e nel Maghreb – si stava occupando di profughi, nella provincia di Hatay, al confine con la Siria. Gabriele Del Grande da anni cerca di raccontare, attraverso il suo mestiere, quella parte di mondo rappresentato da uomini e donne che cercano di scappare da guerre e che chiedono all’ Unione Europea accoglienza e, forse, un destino diverso. Il fermo e la detenzione del gironalista sono una violazione dei diritti di un cittadino italiano che non ha commesso nessun reato. Non esiste motivo alcuno perché la Turchia lo tenga ancora in trattenimento e non abbia dato seguito alla sua scarcerazione e rientro in Italia. La Turchia è all’ interno della NATO e con l’Unione Europea, nel marzo del 2016, ha chiuso un accordo sul trattenimento dei migliaia di migranti che dalla Grecia sarebbero potuti entrare in Europa. Quindi la Turchia è un partner importante e come tale deve rispettare i trattati internazionali, compresi quelli che fino a venerdì ancora non erano stati garantiti a Del Grande: un colloquio con il proprio avvocato, un incontro con le autorità consolari italiane e la possibilità di telefonare e comunicare con l’esterno. Da ieri qualcosa sembra essersi sbloccato, c’è stato infatti l’incontro con il console italiano e con l’avvocato Taner Kilic, il quale dichiara: «Non ci è stato concesso di vedere il suo dossier e al momento il direttore del centro di detenzione non ha informazioni riguardo a una sua possibile espulsione»; nessuno dice chiaramente, dunque, perché Gabriele non venga rimpatriato. 

Il giornalista, blogger e regista di Lucca è arrivato oggi al quarto giorno di sciopero della fame per affermare i suoi diritti, ed anche i suoi familiari hanno annunciato di aver iniziato il digiuno, a staffetta, per reclamare il ritorno in Italia di Gabriele.
In Italia la mobilitazione per la sua liberazione prosegue, la società civile, i cittadini italiani così come le istituzioni stanno organizzando presidi in diverse piazze italiane perché la sua vicenda si concluda con la sua liberazione ed il suo rientro in patria subito. La Turchia, che sta attraversando un momento molto delicato, deve dimostrare di essere un paese dove la democrazia è un principio inderogabile, così come la garanzia ed il rispetto dei diritti umani, per tutti.

Molte le adesioni al presidio di questa mattina a Roma (NoBavaglio Pressing, Casetta Rossa, Articolo 21, Erri de Luca, Fnsi…) dove hanno manifestato tanti semplici cittadini, decine di associazioni per i diritti umani, giornalisti, esponenti politici e delle istituzioni, per chiedere alle autorità turche la libertà immediata di Gabriele Del Grande. Tutti insieme per ribadire che la sua incolumità, come quella di moltissimi altri intellettuali, giornalisti, attivisti trattenuti, sia garantita e possa essere accertata dagli organismi internazionali.

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