Genzano, “dormiamo in macchina in attesa di una casa”

La storia di una coppia avente diritto di una casa popolare in attesa da un anno a Genzano. Gabbarini attacca il sindaco Lorenzon

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Genzano di Roma

Siamo a Genzano, quella che stiamo per raccontare è la storia che abbiamo ascoltato da una coppia di cittadini genzanesi i cui nomi celeremo per motivi di privacy; che oggi si trova a vivere all’interno della propria automobile non avendo più un tetto sulla propria testa. La coppia, un uomo e una donna, già attenzionata dai servizi sociali del Comune di Genzano di Roma in quanto priva di abitazione e di reddito fisso è tuttora in lista per accedere all’assegnazione di una casa comunale. Nel frattempo, trovando ospitalità temporanea, si erano più volte premurati di espletare tutte le pratiche necessarie mediante gli uffici comunali preposti tanto che, ad oggi, risultano essere inseriti nelle apposite graduatorie essendo aventi diritto ad un alloggio. Ciò che ci raccontano tuttavia rappresenta un vero e proprio calvario lungo circa un anno, da quel primo incontro con le autorità comunali e gli uffici competenti. Un calvario fatto di “generiche promesse, approssimazione e rimpalli di responsabilità” tra Giunta comunale e uffici. “Abbiamo incontrato il sindaco Daniele Lorenzon – ci dice la coppia – esponendogli il nostro caso. Chiedendo a lui quali fossero le vie necessarie per accedere a quello che, documenti alla mano, era un nostro diritto. Abbiamo ricevuto subito rassicurazioni e indicazioni sulle pratiche da espletare, da qui in poi entriamo in un girone dantesco fatto di pressappochismo, incompetenza e trascuratezza messo in atto da assistenti sociali e amministrazione pubblica. Come può sentirsl secondo lei – ci raccontano – una persona che è costretta a vivere all’interno della propria macchina quando da un assistente sociale ci si sente dire che invece di dormire in macchina potevamo comprarci una casa, che per lavarci possiamo andare presso la Caritas di Roma? E pensare – continuano – che dagli assistenti sociali ci si dovrebbe aspettare in primo luogo comprensione e sensibilità umana, rispetto a persone che mettono a nudo la propria intimità cercando di mantere una dignità non sempre facile da mantenere”. Voi non ricevete nessu sussidio da parte del Comune? chiediamo: “L’assistente sociale in questione nello scorso luglio ci disse che avevamo diritto ad un sussidio di 200 Euro al mese, ma nonostante ne avessimo diritto il sussidio ci fu concesso soltanto per il mese di luglio e non per i mesi successivi”. Mentre accadevano queste cose l’amministrazione comunale come si è comportata? “Semplicemente non sono esistiti, se si escludono i tentativi diretti e indiretti di non incontrarci di svicolare di far finta di niente”. Il Comune magari non possiede un alloggio pronto per voi, non ci avete pensato? “Sappiamo per certo che anche in questi mesi è stato assegnato un alloggio usando una procedura in deroga per l’emergenza abitativa. Ci chiediamo perchè nessuno ci abbia interpellati e perchè tanto silenzio”. “Ci teniamo a sottolineare un aspetto di primaria importanza per noi ciò che chiediamo è un nostro diritto attestato da nostro Isee a zero e dalla nostra condizione di reale indigenza non da un capriccio, non da un tentativo di sfruttare pubblici servizi”. Sul caso è stata presentata anche un’interrogazione in consiglio comunale da parte del consigliere Flavio Gabbarini, che da noi interpellato così ha commentato: “Il Comune ogni sei mesi dovrebbe aggiornare le graduatorie per le assegnazioni degli alloggi comunali in modo da verificarne l’effettiva disponibilità. In più il sindaco ha la facoltà in virtù di un’emergenza abitativa verificata così come nel caso di specie di assegnare l’alloggio superando le graduatorie esistenti. Tutto ciò non è stato fatto. Il Comune altresì non ci risulta faccia nulla per rientrare in possesso di immobili abusivamente occupati. E la storia di questi due cittadini – continua Gabbarini – è solo l’ultimo e grave esempio di un totale distacco tra Amministrazione Comunale e realtà della nostra città. Uffici che agiscono senza un reale controllo ed un reale indirizzo politico per cui il cittadino spesso manca di interlocutori e quando li trova non riesce ad avere una risposta. Se il sindaco vivesse davvero Genzano saprebbe che almeno due immobili comunali liberi sarebbero già a disposizione”.

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