Ritmo barocco, la mostra resta a Genzano

A Genzano di Roma presso Palazzo Sforza-Cesarini la mostra Ritmo barocco

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Ritmo barocco

Ritmo barocco, progetto artistico di Pablo Echaurren, resta a Genzano di Roma nel suo Palazzo Sforza Cesarini. La mostra, allestita in occasione della 239esima edizione della Tradizionale Infiorata, viene concessa al Comune in comodato d’uso gratuito per i prossimi cinque anni.

Artista a tutto campo abituato ad esprimersi attraverso pittura, ceramica, illustrazione, fumetto, scrittura, musica e video, Echaurren dipinge da bassista, nel caos della musica del quotidiano ne avverte il ritmo di fondo e lo traduce in pittura, in oggetto artistico, con un linguaggio universale.

La musica è tra le sue tante passioni. Ai Ramones, gruppo punk degli anni settanta, ha dedicato libri, tele e collage, raccontandoli anche in un documentario del 2010. Amante del rock e del punk, possiede una collezione di bassi, anche rarissimi, tra cui un T. Holmes Bo Diddley, un Longhorn della Danelectro e un EB Gibson del 1954, e dai suoi disegni sono stati realizzati alcuni esemplari.

Nel linguaggio universale della musica Echaurren trova l’humus ideale per coniugare l’alto e il basso, dai dipinti ai poster, dai collage alle copertine di libri e ai fumetti, dalle ceramiche agli arazzi e dal video alla scrittura. Ne discende un’idea dell’artista come artefice a tutto campo, indifferente agli steccati e alle gerarchie che solitamente tendono a comprimere la creatività. In questo caso, il basso è anche quello elettrico, elevato a icona sacra nelle ceramiche in stile barocco con cui si apre la mostra. Il percorso prosegue con una serie di tele, collage, manifesti e Lucifero, uno dei bassi da lui disegnati, dal “cuore” sonoro e come sempre spiazzante.

Nella mostra si fondono tre elementi in apparenza distinti: il basso elettrico, lo stile barocco e l’arte della ceramica. Il basso elettrico, simbolo di uno stile di vita e di un modo di guardare le cose, è in grado di coniugare la ritmica e l’armonia. E se il rock ha a che fare con il barocco perché infrange limiti, regole e codici, la ceramica è pop, arriva alle persone in forma di oggetto e si presta a infinite varianti e variazioni.

“Con Echaurren si è creata fin da subito una sinergia – ha commentato il sindaco Daniele Lorenzon –. Sono molto contento che Genzano possa continuare ad ospitare una mostra tanto prestigiosa in uno dei luoghi culturali simbolo della nostra città. La nostra storia è testimonianza di creatività e laboriosità e siamo certi che parlando il linguaggio universale dell’arte riusciremo a riaffermare la nostra identità e a promuoverla nel mondo”.

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