Gli occhi di Albano In Libro

La manifestazione culturale e letteraria organizzata dal Comune di Albano Laziale Albano In Libro raccontato dagli occhi di una giovane spettatrice

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Al via Albano In Libro 2019

Ci sono particolari che entrano dentro me e scavano per giorni, fino a riuscire sotto forma di parole. Sono dettagli, cose quasi insignificanti, che però mi colpiscono e si vanno a posizionare in un angolo della mia testa. E stanno lì, a muoversi, rincorrersi, toccarsi, allontanarsi. Fino a che non mi accorgo che nonostante i giorni passino, loro sono lì, e sono quelli che hanno reso veramente speciale un momento.

I dettagli di questi tre giorni di “Albano In… Libro” sono due occhi. Due occhi pieni di lacrime dietro due enormi lenti rotonde. Sono quelli di una ragazza che canta sottovoce, con le mani davanti la bocca, le canzoni di Simone Cristicchi nello spettacolo di sabato sera. Si nasconde, ma non può celare tutto di sé. E quegli occhi hanno la capacità di attirare la mia attenzione più degli artisti che ho davanti. Sono occhi grandi, illuminati ogni tanto da qualche lacrima che li riempie, spalancati come a voler mangiare tutto quello che hanno davanti, farlo proprio, senza tralasciare alcun movimento. Sono occhi pieni, emozionati ed emozionanti.

Ecco, se c’è un dettaglio che in questi tre giorni di Festival mi ha ammaliato, sono stati quegli occhi e le centinaia di altri su cui mi sono soffermata. Si trattasse di occhi attenti ai contorni di un foglio colorato da ritagliare, occhi divertiti a seguire trottole di legno, occhi sognanti fissi ad ascoltare parole che uscivano come piccole stelle dai libri, occhi stanchi ma tenuti aperti come persiane in primavera grazie alla passione, all’amore, all’attaccamento viscerale verso un oggetto tanto semplice quanto profondo qual è il libro. Perché quando hai la fortuna di essere “dietro le quinte”, puoi cambiare i punti di vista, guardare il pubblico anziché lo spettacolo, goderti un particolare anziché perderti nel totale. E puoi capire, dagli occhi, se quello per cui hai lavorato ha colpito nel segno.

Dagli occhi di quella ragazza a quelli del gruppo di lavoro di “Albano In… Libro” il passo, nella mia testa, è breve. Li vedo ancora tutti carichi di dubbi alla prima riunione, e col sorriso sulle labbra passo a vedere quelli di domenica, in chiusura di Festival, pieni di soddisfazione. E sono il mio piccolo particolare, il mio dettaglio, il mio “Albano In… Libro”.

In fin dei conti, gli occhi sono quelli che non tradiscono. E se di emozioni abbiamo voluto parlare in questi tre giorni, le emozioni che leggiamo tramite un libro, il primo organo del nostro corpo che vanno a colpire sono proprio loro. E attraverso loro ci entrano dentro, per poi chissà, riuscire di nuovo sotto forma di parole per dare vita a un circolo di sentimenti senza fine. Come in un libro.

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