Goss e Mbakwe non bastano alla Virtus per battere Siena

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Phil Goss Virtus Roma
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Phil Goss Virtus Roma

SPORT – La Mens Sana batte la Virtus Roma perché è più forte, più completa, più lunga nelle rotazioni e con quell’istinto del killer che ti viene solo con l’abitudine a vincere. Vince meritatamente Siena in un Palaeur pieno di 6200 tifosi che hanno riscoperto l’amore per il basket. Anche per loro, principalmente per loro, in quintetto c’è Phil Goss, il capitano, il cuore e l’anima di questa squadra. Sebbene in condizioni evidentemente menomate giocherà una trentina di minuti e sarà di gran lunga il migliore dei suoi. Trovatemi un altro americano che avrebbe rischiato un lungo stop pur di onorare la maglia ed il pubblico. Jennings e Green che per Siena hanno spaccato la partita nel terzo quarto, tanto per fare un esempio, non si allenarono prima dei play off perché i pagamenti non erano regolari. Altra stoffa, signori miei.
Ma torniamo alla partita. Una partita che Roma gioca bene. Tiene basso il punteggio (sarà 28 a 27 per Siena all’intervallo lungo), non mette in ritmo i verdi, fa spendere falli a Carter ed Ortner costretti presto ad uscire dalle rotazioni. Ci sono però dei sentori negativi. L’unico neurone di Hosley pare spento pure stasera, Jimmy Baron non la metterebbe neanche se al posto del canestro ci fosse una vasca da bagno, Kanacevic pare passato lì per caso, Bobby Jones sembra quello di regular season e non il Bobby da play off, Moraschini è timido, D’Ercole non sta bene e si vede. Insomma, fanno tutto Goss e Mbakwe.
Il terzo quarto inizia meglio di come era finito il precedente. Roma prova a prendere un vantaggio. Siena è lì.  Siamo 39 a 38 per noi. Quando prima Kanacevic e poi alla spicciolata Moraschini, Baron e Mayo entrano sul parquet insieme ad Hosley il cui unico neurone nel frattempo pare stesse salendo su un aereo per NewYork, destinazione casa sua a Brooklyn. Io non so cosa sia passato in testa a Dalmonte nel mettere per cinque minuti in campo contemporaneamente cinque giocatori del genere che avevano ampiamente dimostrato di essere fuori partita. Se si aggiunge poi che Siena inizia a mettere dei canestri assurdi, anche perché quei cinque là,  oltre a non fare un canestro neanche a pagarlo, hanno il grande demerito di mettere i senesi in ritmo. Ed in queste condizioni diventano mortiferi. E Siena vince.
Ma il cuore di Goss resta. L’applauso a Mbakwe che si attarda sul parquet sconsolato rimane. Il “che sarà sarà” intonato dalla curva a partita persa è da brividi. Il resto passa. Hosley se ne andrà e finirà nel dimenticatoio insieme a Bennerman, Alexander, Maurice Carter. Forse pure Goss andrà via ma rimarrà per sempre nella storia della Virtus. Insieme ai grandi.
Venerdi saremo di nuovo al palaeur. Il risultato diventa meno importante. Dobbiamo esserci per dimostrare lo stesso attaccamento alla maglia di Phil e per salutarlo, nel caso decida di andare in laguna. E se qualcuno dovesse ironizzare sul tre a zero per Siena ricordategli che siamo in semifinale per il secondo anno, che nessuno lo avrebbe immaginato ad inizio stagione e che i tifosi di Siena l’ anno prossimo dovranno appassionarsi a Domenica In perché Siena non ci sarà.  Radiata per truffa.

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