Grottaferrata, Fontana su decesso di una gatta in via IV Novembre

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Gatti Persiani
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Lo scorso 26 luglio, in esito all’episodio accaduto 3 giorni prima a Grottaferrata, in Via IV Novembre, dove una gatta era stata rinvenuta senza vita ed in condizioni tali da far pensare ad un brutale episodio di sevizie, da parte di ignoti, il Sindaco Giampiero FONTANA era intervenuto sulla vicenda, anche a seguito dei moltissimi messaggi ed appelli ricevuti da tutta Italia, con i quali si invitava il Comune di Grottaferrata all’adozione di provvedimenti finalizzati ad impedire il ripetersi di episodi simili.

Nell’occasione, il Sindaco aveva altresì confermato l’iter burocratico in corso per la stipula di una Convenzione con un’Associazione animalista locale, diretta anche ad una maggiore prevenzione dei maltrattamenti ed al potenziamento della tutela del benessere degli animali sul territorio comunale.

Il Sindaco, inoltre, aveva ribadito che l’Amministrazione comunale, di concerto con la Polizia Municipale e le Forze dell’Ordine, avrebbe assicurato ogni possibile sforzo per individuare l’autore o gli autori del gesto ed evitarne il ripetersi.

Nei giorni seguenti la locale Stazione dei Carabinieri ha effettuato le opportune indagini, attivando il Dipartimento di Prevenzione-Servizio Veterinario dell’ASL RMH, con sede ad Ariccia, al fine di acquisire l’esito dell’esame autoptico svolto presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana, con sede in Roma, dove i resti della sfortunata gatta erano stati composti.

Il referto dell’autopsia, effettuata il 30 luglio, è stato reso disponibile dalla ASL il giorno 4 agosto, chiarendo finalmente le cause del decesso dell’animale che, come dichiarato dal Medico Veterinario che ha effettuato l’esame, sono da imputare a mero incidente.

Il Medico dichiara infatti che la gatta “di razza europea, sesso femminile, mantello grigio tigrato, di circa 2 anni di età, che presentava amputazione della punta dell’orecchio destro, appartenente molto probabilmente ad una colonia felina, è deceduta per esiti di esteriorizzazione dell’intestino tramite breccia operatoria a seguito della rottura dei punti di sutura”, aggiungendo che “il personale incaricato per la cattura dell’animale, si è accertato che l’intestino erniato dalla breccia operatoria non era annodato nelle sbarre del cancello, ma avvolto in esse. Tale circostanza fa supporre che l’animale, mentre attraversava le sbarre con l’intestino erniato (che si presentava disidratato ed imbrattato di terra) si sia agganciato ad una di esse e l’animale, nel tentativo di liberarsi, si sia ulteriormente imbrigliato al cancello fino alla rottura dell’intestino digiuno.”

Il Medico inoltre soggiunge che “non è da escludere la causa umana per la gestione post operatoria dell’animale non consona ad interventi di laparotomia in cui l’animale è stato reimmesso nel territorio senza aver effettuato la degenza in maniera idonea e sorvegliata” e che “da quanto rilevato dai referti fotografici e autoptici, si può affermare con certezza che si tratta di un mero incidente, anche se non è da escludere la causa umana per la gestione post operatoria dell’animale non consona ad interventi di laparotomia in cui l’animale è stato reimmesso nel territorio senza aver effettuato la degenza in maniera idonea e sorvegliata.”

Da ultimo, il referto afferma che è “da considerare inoltre che una breccia operatoria così ampia per intervento di sterilizzazione (con apertura sulla linea alba di 9-10 cm) fa pensare ad un intervento di sterilizzazione effettuato ad un animale gravido, e quindi ad una maggiore attenzione nella gestione post-operatoria dello stesso, perché si allungano i tempi di ripresa e di guarigione.”

Al riguardo, il Sindaco FONTANA, fermo restando il rammarico per il decesso della gatta, ha preso atto che non si è trattato di un episodio di maltrattamento e violenza sull’animale, bensì di fatalità, ancorché la gatta, come dichiarato dal Medico Veterinario, non è stata accudita come avrebbe dovuto nel decorso post-operatorio. Resta purtroppo sconosciuto il luogo ed il Medico Veterinario che avrebbe effettuato l’intervento chirurgico di sterilizzazione, nonché il soggetto che avrebbe dovuto accudire con maggiore cura la gatta nel decorso post-operatorio.

Il preannunciato incaricato dal Sindaco per la “Tutela ed il Benessere degli animali”, a mente dall’art. 41 dello Statuto comunale, si occuperà in prima persona anche di assicurare una maggiore vigilanza, per quanto possibile, affinché episodi simili non abbiano a ripetersi.

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