Grottaferrata, presentato il libro di Angela Iantoscia

Presentato a Grottaferrata il libro della giornalista e scrittrice Angela Iantoscia sulle droghe sabato 22 febbraio presso la Libreria Adeia

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Angela Iantoscia a Grottaferrata
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Angela Iantoscia a Grottaferrata

«Nel nostro percorso di vicinanza al territorio con tanti momenti di informazione, riflessione e crescita, non potevamo mancare di essere presenti con un tema rilevante e drammatico come quello delle droghe. Lo abbiamo fatto con Angela Iantosca, una testimone importante di quel mondo che, lasciato troppo spesso in ombra dai media, vede intere famiglie distrutte. Il dramma della tossicodipendenza, infatti, non colpisce solo chi fa uso di stupefacenti ma anche il suo contesto. Con questo incontro e le verità che ne sono scaturite, ci auguriamo di essere stati di aiuto a quelli che oggi brancolano nel buio di un dramma che sembra non avere fine. Un abisso dal quale può trapelare la luce della speranza, grazie anche alla preziosa testimonianza di Angela Iantosca frutto di esperienze vissute sul campo». Ettore Pompili, presidente onorario dell’Associazione dei Nuovi Castelli Romani, commenta così il libro «In trincea per amore – Storie di famiglie nell’inferno delle droghe» presentato di recente alla Libreria Adeia di Grottaferrata. Edito per i tipi delle Edizioni Paoline, è l’ultimo lavoro di Angela Iantosca, giornalista e scrittrice che, dopo aver raccontato il mondo della tossicodipendenza con storie di ragazzi che hanno fatto uso di sostanze in “Una sottile linea bianca – Dalle piazze di spaccio alla comunità di San Patrignano” (Perrone 2018), apre il suo sguardo al mondo delle famiglie che con questo abisso sono costrette a fare i conti e alle quali non si pensa mai. Ha raccontato la scrittrice: «Un papà mi ha detto che pur di salvare suo figlio, ha fatto cose che un padre non dovrebbe mai fare. Ho capito allora che era necessario dar voce a chi si trova, suo malgrado, a fare i conti con questo inferno. Per far comprendere, attraverso le esperienze di chi è risorto, che si può chiedere aiuto, che non si è soli, che il troppo amore a volte può essere controproducente, che è importante parlare e che ci sono persone qualificate pronte ad ascoltare e indirizzare». In trincea per amore nasce dall’attento studio del fenomeno della tossicodipendenza, dalla frequentazione dei luoghi dello spaccio e, soprattutto, delle comunità di recupero, in primis San Patrignano e delle tante associazioni sparse nel territorio che, come dice la Iantosca, sono “una zattera in mezzo alla disperazione”, un appiglio, un luogo in cui non sentirsi soli, in cui comprendere quali errori siano stati commessi e, soprattutto, come provare a salvare un figlio, un marito, un genitore che di quelle sostanze non riesce a fare a meno e che in nome di queste sostanze sta distruggendo tutto. Il momento di incontro con Angela Iantosca ha visto la presenza di Carmelo Pandolfi, filosofo, docente di Storia della Filosofia Medievale presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. «Attraversati dalla tossicodipendenza, un fenomeno democratico e trasversale, non sono purtroppo solo i giovani» ha detto sottolineando come in Italia e in Europa si tenda a giustificare il negativo in nome di una falsa libertà, di una cultura chic improntata alla violazione delle regole. «Ci si può difendere dal male se si è consapevoli che esiste» ha affermato sollecitando i padri a ritrovare la loro autorità con i figli portati troppo spesso a pensare che non esistano limiti. «La distruzione delle passioni e il minimalismo: queste le strade che portano al fallimento e all’assunzione di droghe, un’abitudine difficile da sradicare senza l’aiuto di qualcuno, senza l’ascolto. Nella consapevolezza che il vizio, secondo Aristotele, sia solo la ripetizione di un atto negativo ogni volta più facile anche perché non contrastato». Ecco allora che la famiglia e la scuola che collaborano, le letture, lo sport, le associazioni, gli oratori e i movimenti ecclesiali possono rappresentare quella possibilità di salvezza per i tanti giovani e non disposti a disintossicarsi in primis, e poi a ricostruire se stessi grazie al prezioso aiuto dei molti che operano in questo settore molto spesso in forma di puro volontariato e amore per l’altro. Al termine dell’evento i ringraziamenti di Ettore Pompili per Angela Iantosca e Carmelo Pandolfi per la loro preziosa testimonianza. «Un altro importante tassello nel percorso di presenza avviato quindici anni fa dall’Associazione dei Nuovi Castelli Romani. Un grazie anche ai consiglieri comunali di Grottaferrata, Federico Pompili e Rocca di Papa, Ottavio Atripaldi, per la loro partecipazione a un momento di riflessione e conoscenza, di sicuro apporto positivo per le rispettive amministrazioni».

Nota biografica

Angela Iantosca, giornalista e scrittrice, finalista del Mattarella 2016, Ambasciatrice del Telefono Rosa, già inviata de La Vita in Diretta, da tre anni direttrice della rivista “Acqua&Sapone”, ha pubblicato: “Onora la madre – storie di ‘ndrangheta al femminile” (Rubbettino 2013), “Bambini a metà – I figli della ‘ndrangheta” (Perrone 2015), “La Vittoria che nessuno sa” (Sperling&Kupfer 2017), “Voce del verbo corrompere” (Maria Margherita Bulgarini 2017), “Una sottile linea bianca – dalle piazze di spaccio alla comunità di San Patrignano” (Perrone 2018). Direttore Artistico del Festival InDipendenze, realizza progetti nelle scuole di prevenzione alle tossicodipendenze. Dal 2018 è stata inserita nel progetto di prevenzione della comunità di San Patrignano, il We Free, con le letture teatrali di “Una sottile linea bianca”.

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