I Comunisti dicono no al Mc Donald’s a Frattocchie

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Mc Donald
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Mc Donald’s

“Fuori dal Consiglio comunale – si legge in una nota del Partito Comunista d’Italia di Marino – e dal governo cittadino da oltre venti anni, vediamo che politiche di visione di contrasto alla occupazione economica sono mancate o sono state inefficaci. Il Mc Donald è chiaro che faccia il proprio mestiere. Quale? Fare affari, ovunque sia. L’ovunque sia, è stato individuato non a Marino per ragioni storiche o culturali, no. Semplicemente perché ha uno spazio in cui fare business all’incrocio di due strade dense di scorrimento. E’ una colpa? No. E’ una fesseria averlo consentito. Forse la visibilità era un problema, in quel luogo, quando c’erano attività di commercializzazione e lavorazione artigianale di alimenti? No. Ora però, siccome ciò che “tira” è il “brand”, si tagliano una ventina di alberi d’alto fusto per rendere ben visibile l’arrogante scritta Mc Drive. Ed a questo proposito, la questione, ora, non è di dispiacersi se viene tralasciata – continua la nota – certa offerta culinaria locale. Se si vuole con politiche adeguate comunali, si fa di certe presenze (dal chiosco della porchetta, alla pizzeria e alla trattoria, per non dire di fraschette e ristoranti) una bella politica di sostegno: ma c’è questa volontà? Noi comunisti l’abbiamo e, nel passato l’abbiamo anche resa concreta con iniziative comunali. Ma il dramma serio, il pericolo, sarà proprio il fatto specifico della tipologia di Mc: sarà un McDrive. Quindi file di auto che entreranno ed usciranno in modo pressochè continuativo. E dove? Al centro, fisicamente, dell’incrocio anzidetto. Qualcuno si è affrettato a dire che comunque gli imprenditori dell’operazione realizzeranno uno svincolo/rotatoria con vicolo del torraccio. Ma che è una presa in giro? Vicolo del Torraccio è una stradina, nei decenni inutilizzata. Quindi fare uno svincolo rotatoria non significa altro che aumentare il volume di traffico che gira in poche centinaia di metri. Infine, non riguardo – conclude la nota del Pcdi Marino – all’importanza, ma al tema principale della difesa culturale nostra, come hanno potuto la Sovrintendenza e gli Uffici comunali consentire la soluzione “tecnica” della fruizione dei resti di strada romana (decine di metri) rinvenuti durante i lavori? Il punto non è che si sia resa compatibile la presenza di attività e fruizione; e non è neppure che per fruizione si sia pensato ad una presenza di lastre trasparenti per vedere il reperto archeologico. Il punto è come si sia accettato che questo non sia rimasto esterno all’edificio ma all’interno. Di modo che, se io cittadino voglio osservare quel tratto di strada romana, devo, necessariamente, obbligatoriamente, strutturalmente, entrare dentro l’edificio Mc Donald: è una capitolazione della logica e della autonomia culturale. Questa è la strada per il sub appalto del Colosseo ad una società di Wrestling”.

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