I diritti nascosti dei bambini alla Paolo VI di Castel Gandolfo

I diritti nascosti dei bambini DSA e BES Sigle nascoste alla scuola elementare Paolo VI di Castel Gandolfo un incontro per confrontarsi

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Il convegno I diritti nascosti dei bambini alla Paolo VI di Castel Gandolfo

Convegno operativo molto partecipato alla scuola elementare Paolo VI di Castel Gandolfo dove si è parlato dei “Diritti nascosti dei bambini, DSA e BES Sigle nascoste”.
Genitori, docenti, insegnanti di diverse realtà del territorio si sono confrontati con numerosi relatori. Sono intervenuti la psicologa Oriana Gabrielli, responsabile del servizio di Frascati di Neuropsichiatria Infantile della Asl Rm 6, i professori Daniele Alletti e Paolino Gianturco, la professoressa Sabrina Franciosi, le dottoresse Annalisa Giustini, Ester Loreto, Debora Mori e Paola Puggioni, il dott.Litterio Runza. Il convegno è stato organizzato, con il patrocinio dei Comuni di Castel Gandolfo ed Albano Laziale, dal preside della Paolo VI, Simone Desideri e coordinato dalla giornalista Enrica Cammarano. Durante la mattinata di lavoro è stato sottolineato come la scuola debba educare alla bellezza e a resistere al piacere della bellezza, con il docente paragonato a un direttore d’orchestra e con tutti i bambini chiamati a suonare il loro strumento musicale. Le corde dell’emotività e della relazione, è stato spiegato, sono le prime corde che vanno suonate. Il ruolo della famiglia è quello di prolungare la formazione, di personalizzare gli standard che la scuola fornisce, perché solo l’amore sublima la frustrazione. Tutti i relatori hanno posto l’accento sulla necessità di una cooperazione educante per scardinare la fragilità dell’umanità, che è sistemica. Per contrastare la fragilità la scuola deve attrarre i bambini alla magia della conoscenza. La vita, non solo da bambini ma anche da adulti, si affronta, hanno ripetuto concordemente i relatori, con degli strumenti fondamentali: il ragionamento, l’interazione uditiva cioè l’ascolto, e l’interazione dialogica, cioè la capacità di parlare e quindi di confrontarsi con gli altri.  “Una scuola con una visione diversa dove l’esperienza porta ad una inclusione vera, ha affermato il preside, Simone Desideri. Il bambino – ha aggiunto – non va mai etichettato ma indirizzato alla scoperta del suo potenziale e la scuola è il luogo deputato alla ricerca della scoperta. In ogni alunno – ha concluso – deve essere piantato un seme e deve essere coltivati con la cooperazione scuola/famiglia”.

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