I lavoratori CoopService si ribellano ai licenziamenti

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lavoratori coopservice
Mobilitazione agli Ospedali CTO, Sant’Eugenio e Policlinico Tor Vergata. Il nostro Nicola Gallo ha raccolto le impressioni dei lavoratori a Tor Vergata.
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Mobilitazione agli Ospedali CTO, Sant’Eugenio e Policlinico Tor Vergata. Il nostro Nicola Gallo ha raccolto le impressioni dei lavoratori a Tor Vergata.

Un sabato intorno ad ora di pranzo. Il caldo sulla spianata di Tor Vergata e all’entrata del Policlinico una serie di bandiere delle sigle sindacali e dei lavoratori in presidio permanente da giovedì  4 fino a lunedì 8. Quel giorno è previsto un incontro, che gli R.S.A. sindacali che abbiamo ascoltato reputano decisivo, con l’assessore al Lavoro Lucia Valente. Prima, la settimana appena terminata, la notizia di circa sessanta lettere di licenziamento, ma chi sono questi dipendenti che perdono lavoro con effetto immediato “con la firma della ricevuta di ritorno della raccomandata”? dicono con rabbia alcuni lavoratori. Sono lavoratori addetti ai servizi di polizie/multi servizi degli Ospedali CTO, Sant’Eugenio e Policlinico Tor Vergata.  “Si nascondono dietro la motivazione ufficiale che è un effetto della “spending rewiew” – ci raccontano – la legge che taglia gli sprechi nella pubblica amministrazione”. Sono dipendenti CoopService e “visto che tutte le altre ditte che operano nel settore dei servizi della sanità di Roma hanno trovato forme di risparmio che non toccano i posti di lavoro – continuano in un volantino firmato da CGIL Filcams, CISL Fisascat e Uil Trasporti Lazio – vuol dire che la verità è un’altra: la CoopService vuole mano libera nella organizzazione del lavoro attraverso la flessibilità selvaggia, del tipo mi servi e salti il riposo, non mi servi e stai a casa e non ti pago”. Le organizzazioni sindacali intendono, come è ovvio, contrastare in ogni modo questi licenziamenti appellandosi “all’unità di tutti i lavoratori e con il sostegno delle Istituzioni”. Sono pronti a “chiedere agli enti appaltanti di mettere alla porta quelle ditte che non sono capaci di dialogare con le organizzazioni dei lavoratori per trovare soluzioni condivise”. Una difesa disperata del lavoro acuita alle difficoltà del momento socio-economico del Paese tanto da chiedere di non toccare il lavoro che “da sostegno a decine di famiglie e perché garantisce la qualità del servizio ospedaliero e la salubrità degli ambienti per i dipendenti e per tutti i cittadini – ci tengono a dire gli organizzatori della protesta. Registriamo per questo le parole di Massimo Di Marco (Filcams/CGIL)  che ci racconta come “8 mesi fa è stato aperto un tavolo di trattativa con l’azienda CoopService, che lamentava che i taglio da “Spending Rewiew”  che aveva provocato esuberi sugli appalti su scala nazionale. Partivano due tavoli: un tavolo nazionale con le sigle sindacali ed un altro con le sigle regionali per i territorio . Si è cominciato a proporre dei tagli al 15% per poi scendere al 12%, percentuale inaccettabili anche perché non è mai stato verificato se fossero reali sui presidi territoriali. Non hanno accettato la cassa in deroga di 6 mesi che avrebbe fatto comodo a tutti, invece facendo marcia indietro hanno chiuso il tavolo. Da là l’irrigidimento con la lettera di mobilità per esubero di trenta dipendenti qui a Tor Vergata e altrettanti sommando  il CTO ed il Sant’Eugenio ed Asl RM C. Passati i 120 giorni sarebbero decaduti questi provvedimenti, lunedì abbiamo un incontro con l’Assessore al Lavoro Lucia Valente, ma loro hanno voluto fare un atto provocatorio inviando le lettere di licenziamento prima. Siamo consapevoli dei tagli e del momento, vogliamo solo chiarezza. Se i dirigenti parlano di tagli per il 6% e a noi ci viene prospettato un sacrificio doppio i conti non tornano. Con 39 licenziamenti su 176 unità di personale tra cui le categorie protette e tenendo conto solo in parte dei carichi familiari le cose non vanno. Parliamo poi di licenziamenti poi ad effetto immediato, con pagamento del mancato preavviso. Il presidio è cominciato da giovedì, e da allora il policlinico non viene pulito, garantendo i presidi minimi, però i problemi da ora sono due: i licenziamenti e la salute dei ricoverati. Siamo al limite dell’igiene con il rischio di infezioni ospedalieri. I segnali dell’azienda rimangono provocatori, abbiamo ricevuto segnali positivi dai dirigenti dei tre ospedali, con i tre direttori generali che hanno scritto al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ed alla CoopService che richiedono il reintegro immediato dei lavoratori licenziati. Silenzio dalla CoopService, ci auguriamo che l’incontro di lunedì serva a sbloccare la vicenda. Verifiche che ci garantiscano sui reali tagli, con questi firmeremo accordi prendendoci le nostre responsabilità. Sono stati licenziati anche 3 rappresentanti sindacali al Policlinico e 3 al Sant’Eugenio”. Confermano i  fatti Nello Gambioli UIL, RSA Policlinico Tor Vergata, ed il lavoratore del CTO Massimo Gentile, uno degli ottanta dipendenti dell’Ospedale,  che hanno aspettative ottimistiche per l’incontro di lunedì. In caso contrario dopo l’appuntamento con l’assessore al Lavoro verranno decise le future iniziative. Presente anche Giancarlo Marinacci, RSA UGL, che condivide il volantino e le parole dei colleghi delle sigle confederali.

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