I mezzi pubblici fantasma, incentivo all’uso dell’auto ed all’inquinamento

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Autobus Cotral
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I consigli dello Stato Italiano attraverso le pubblicità che spesso ascoltiamo o vediamo, sono sempre  tenuti in considerazione, perché il cittadino onesto obbedisce, soprattutto quando il consiglio è per il bene del paese, per non inquinarlo, si fa di tutto anche a costo di  rinunciare ad usare l’auto. Tutti uniti da una sola bandiera i  fratelli d’Italia, cambiano con grande volontà e pazienza le abitudini,  organizzando la propria esistenza prendendo i mezzi pubblici per trovarsi puntualmente al posto di lavoro. Tutto semplice, fino a quando ci si rende conto che in realtà lasciano a desiderare a cominciare dagli orari  esistenti sulla carta,  ma non nella realtà, senza contare che chi ha la responsabilità di tale organizzazione non faccia fino in fondo il proprio dovere, che è quello di organizzare con puntualità gli orari dei mezzi pubblici, mentre spesso e volentieri partono in anticipo senza considerare il danno provocato a chi ha rinunciato a  prendere la propria auto per amore della Patria.  Si sa che per legge i mezzi pubblici  possono partire in ritardo ma mai in anticipo, ci si ritrova a fare i conti con  il tempo tiranno, ad aspettare ore ed  ore l’arrivo del pullman  fantasma che mai si  vede all’orizzonte,  occhi puntati fissi  e indiavolati, come ipnotizzati verso il suo arrivo, senza contare il livore sulle guance, i denti che con rabbia stritolano le labbra a smorzare gli spropositi che potrebbero uscire da esse,  senza razionalità e vergogna. Così è il trascorrere del tempo per i mezzi di locomozione fantasma,  anche nei castelli romani  siamo proprio indietro anni luce. Se ci venisse in mente all’improvviso di fare una gita da Frascati a Roma che sono poco più di 12 chilometri è meglio non farlo,  perché il minimo d’attesa è un’ora, se tutto va bene, se poi la gita la si sposta da Frascati a Grottaferrata  che sono poco più di tre i chilometri è meglio andare a piedi, perché la viabilità lascia a desiderare, come ai vecchi tempi quando c’erano le diligenze, o in tempi recenti l’andare a piedi era l’unico modo per spostarsi, causa la guerra. La cosa magnifica che rende orgogliosa la popolazione castellana è, che a soli dodici chilometri c’è la metropolitana che attraversa in pochissimo tempo tutta Roma,  con  puntualità anche se si perde una corsa, il difficile sono quei dannatissimi dodici chilometri che separano Frascati  dalla  metropolitana. Per colpa della precarietà dei mezzi pubblici si perdono ore e ore per fare non più di 15 minuti di corsa. Questo è il quadro della situazione invernale, perché finita la scuola, essi  diventano d’elite e si lasciano desiderare come le belle donne, danneggiando il lavoratore che,  mattiniero aspetta inesorabilmente e inutilmente  l’arrivo dell’elite e spesso e volentieri è causa di ritardi sul posto di lavoro. Forse questo grido non sarà ascoltato ma di certo a lungo andare si arriverà al limite della sopportazione, e lavoratori e non,  rinunceranno allo spirito di sacrificio, ritornando sui propri passi  perché la comodità è uguale per tutti, come “La Legge”,   non curandosi più dell’inquinamento e del risparmio che i bus, qualora presenti e irreprensibili avrebbero potuto offrire. Frascati può essere, se c’è chi studia e organizza per il suo benessere, il punto nevralgico della viabilità sia per i Castelli e dintorni che per  l’andirivieni Frascati Roma e viceversa; una soluzione potrebbe essere l’utilizzo, al posto dei pullman giganteschi che oltre ad essere ingombranti e lenti sono sicuramente più costosi e più inquinanti,  di navette sicuramente  più pratiche e veloci che potrebbero arricchire il territorio con la massima presenza di visitatori da tutto il mondo,  dal momento che le entrate in primis sono per le presenze turistiche, renderebbero altresì felici i lavoratori che tutte le mattine non si alzerebbero facendosi il segno della croce come per dire: quale sarà il mio destino? E tutti coloro che senza pensarci due volte decidessero di andare al volo a Roma o nei Castelli Romani.

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