I professori protestano davanti al Ministero della Pubblica Istruzione

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Protesta professori
Professori protestano davanti al Ministero della Pubblica Istruzione
Protesta professori
Professori protestano davanti al Ministero della Pubblica Istruzione

Un gruppo di professori che hanno frequentato il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) hanno presidiato, stamani, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), fino ad ottenere il tanto atteso incontro con il Ministro Maria Chiara Carrozza.

Come militi di una guerra folle, soldati sbandati nel caos di una guerra civile tra disperati, i tieffettini (così chiamati quelli che hanno frequentato il TFA) hanno mantenuto le loro posizioni sotto il sole battente di una giornata di luglio. La scalinata dell’edificio che ospita il MIUR in viale Trastevere era colma di professori, ostinati a manifestare tra l’indifferenza dei media e la curiosità dei passanti.

La guerra dei numeri che oscura non solo il merito, ma anche la più banale chiarezza dei procedimenti burocratici, ha sferrato l’ennesimo colpo al sistema scolastico; un sistema sempre più costretto a rovinare verso il basso, verso un abisso nel quale dubitiamo vi sia qualche prode Sisifo pronto a far rimontare la pietra.

Sì, si tratta solo e semplicemente di una guerra dei numeri, e dove ci sono i numeri si infilano i sindacati, che speculano e crescono sulle difficoltà e poi vanno dai politici, che cercano voti, e gli presentano le loro tessere… così inizia il gioco perverso dei numeri nel regno della quantità, segno di un tempo senza valori. Non vorrei parlare di merito, parola oggi amplificata dai megafoni dei manifestanti; ma quantomeno mi sia concesso di parlare di correttezza dei procedimenti, non credo possa essere considerato accettabile il cambio di regolamento a partita iniziata.

Cos’è il TFA? Il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) è l’ultima procedura disposta, nel 2010 dal ministro Gelmini, per l’abilitazione degli insegnanti. Il TFA costituisce il titolo necessario per poter insegnare nelle scuole dopo aver conseguito la laurea.

Fino al 2008 l’abilitazione poteva essere conseguita principalmente tramite le SSIS, ovvero le Scuole di specializzazione per l’insegnamento, che il ministro Gelmini ha abolito senza attivare contestualmente i nuovi percorsi. Per alcuni anni, quindi, non c’è stata alcuna procedura chiara e formalizzata che permettesse ai neolaureati di diventare insegnanti (o ai laureati precedenti di ottenere l’abilitazione). Tra il mese di luglio e quello di ottobre 2012 si sono svolte le tre prove preselettive di accesso al TFA (quiz, scritto e orale), quindi si è svolto il tirocinio presso le varie università e le scuole superiori convenzionate con le università (alcuni devono ancora terminare). Oltre 20.000 candidati sono stati selezionati su più di 100.000 domande di partenza.

Qual è il problema? Mentre questi circa 20.000 tieffettini stavano svolgendo il loro tirocinio – costato, tra esami preselettivi e corso, 2.600,00 € e tante ore di studio e tirocinio sottratte alla famiglia e al lavoro – è iniziata una procedura per l’attivazione dei TFA speciali, chiamati PAS (Percorso Abilitante Speciale) ed istituti con Decreto Ministeriale. Il Decreto ha disposto le modifiche al regolamento approvato nel 2010 dalla maggioranza di centrodestra. L’unico titolo di accesso richiesto è l’anzianità di servizio, ovvero: che gli insegnanti interessati abbiano svolto almeno tre anni di servizio nelle scuole, con almeno 180 giorni all’anno (540 giorni) anche non consecutivi, nel periodo che va dall’anno scolastico 1999/2000 al 2011/2012. Quindi per questi aspiranti professori NON CI SARÀ NESSUN TEST PRESELETTIVO, basterà il fatto che abbiano insegnato, senza abilitazione, in qualche istituto per un po’ di tempo. Quindi professori che nessuno ha mai valutato e che hanno magari insegnato in qualche istituto privato dove c’era l’amico dell’amico si troveranno abilitati senza superare alcun test di ingresso, grazie all’ennesima sanatoria italiota.

Come è potuto avvenire tutto questo? Semplice, gli aspiranti al PAS (ex TFA speciali) sono stimati essere tra gli 80.000 e i 100.000 (nettamente superiori ai circa 20.000 del TFA ordinario), questi hanno trovato un valido appoggio nei sindacati e nei politici, confermando le osservazioni che Alexis De Tocqueville fece nel suo viaggio in America che lo portarono a definire la democrazia come la “tirannide della maggioranza”. Una tirannide che ha avuto il potere di cambiare le regole del gioco a partita iniziata.

Qual è il paradosso? I tieffettini che hanno superato dure prove preselettive per accedere ad un percorso abilitante a numero chiuso, che dava speranze di inserimento nel mondo del lavoro, rischiano di vedersi scavalcare in graduatoria da chi, godendo di una sanatoria ope legis, ha avuto accesso ad un percorso abilitante particolareggiato e può anche vantare un punteggio per anzianità di servizio. Sembra evidente che cambiando i presupposti il TFA ordinario perde di valore e perde la sua funzione quale strumento di inserimento nel contesto scolastico. Per essere chiari non vale più quei 2.600,00 € che è stato pagato.

Non c’era alcun bisogno di eliminare i test preselettivi, a chi ha insegnato già viene riconosciuto un punteggio e sarebbe stato giusto fargli superare gli stessi test preselettivi, anche perché gli anni di insegnamento dovrebbero facilitare il superamento di questi test, strutturati sui programmi scolastici. Il TFA ordinario già prevede una diminuzione di ore di tirocinio per chi può vantare crediti nell’insegnamento, questo sarebbe stato sufficiente al riconoscimento dell’anzianità di servizio.

Le difficoltà principali saranno vissute dagli studenti, costretti a fare i conti con un corpo docenti sempre più anziano e demotivato, che giunge in cattedra dopo anni di stenti e percorsi tortuosi. Docenti che dovrebbero rappresentare delle istituzioni di cui non si fidano più!

Ci saranno altri incontri con il Ministro Carrozza e alla fine vedremo se i tieffettini riusciranno almeno a farsi inserire nella terza fascia delle Graduatorie ad Esaurimento per settembre, per sfruttare l’unico anno in cui potranno spendere la loro costosa abilitazione; poi, la fabbrica delle aspettative sfornerà altri 100.000 abilitati circa e il lavoro diverrà un miraggio. Tra le altre richieste c’è quella che riguarda la differenziazione dei punteggi tra PAS e TFA, per far si che chi ha goduto della sanatoria (PAS) sia perlomeno messo in coda agli abilitati del TFA ordinario… la guerra tra poveri continua.

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