Il gruppo promotore “Sinistra Italiana” Albano Laziale risponde a Carletti e Fiorani

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Albano Laziale - piazza Mazzini
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Albano Laziale – piazza Mazzini

“Diceva un noto scienziato della politica che così come un persona non può essere giudicata da ciò che pensa di se stesso, anche una formazione sociale non può essere giudicata dalla sua ideologia.  Questo pensiero ci è venuto in mente leggendo la nota di due personaggi che si autoproclamano veri, unici ed autentici dirigenti della sinistra italiana ad Albano. Essi affermano senza mezzi termini la loro autoconvinzione: la sinistra italiana ad Albano siamo noi e non l’anonimo “Gruppo promotore Sinistra Italiana ad Albano”.

Per la verità è lungi da noi il considerarci unici rappresentati, noi modestamente pensiamo di essere solo una piccolissima parte che insieme agli altri vuole contribuire alla costruzione di una più giusta società. Quindi anche se non legittimati dalla “benedizione” degli autentici, possiamo, modestamente chiedere loro: ma voi da chi e dove siete stati eletti alla delicata funzione di dirigenti e rappresentanti unici della sinistra italiana ad Albano? Ma non è stato deciso nelle sedi opportune che il nome del Partito, la formazione dei gruppi dirigenti, l’organizzazione futura saranno decisi dal processo costitutivo in corso e nei congressi locali, regionali e nazionale.

Noi questo abbiamo capito discutendo con i compagni e leggendo i documenti scaturiti da discussioni a vari livelli. Abbiamo capito che si è aperta una ampia campagna di adesioni al processo costituente variamente articolata: le adesioni da parte di singoli a mezzo on-line; nelle postazioni attive nelle sedi della realtà (letteralmente: sedi della realtà); nelle iniziative pubbliche. Rende edotti di ciò il I cap. del doc. Le tappe del percorso costituente. Anche l’Assemblea nazionale Cosmopolitica ha fatto chiarezza su tali aspetti.

Certamente un altro percorso è ipotizzabile: il travaso di dirigenti precedenti nel nuovo soggetto politico. Coloro che si autoproclamano hanno in testa probabilmente questo disegno. Ma quest’approccio non è foriero di nessun risultato positivo, è una strada già sperimentata che ha provocato soltanto divisioni ed emarginazioni, macerie.

Gli estensori della nota presi unicamente dall’intento di “decretare il loro monopolio politico”, non riescono nemmeno a leggere serenamente e obiettivamente ciò che altri soggetti, non avversari politici, scrivono. Infatti, la nota dei “promotori” sulle centraline è talmente chiaro da non richiedere uno sforzo interpretativo sovraumano. Essi compiono un’operazione scorretta mettendo sullo stesso piano Sergi e Andreassi.

Ebbene chiariamo subito e senza tatticismi: noi guardiamo con fiducia l’iniziativa della Sergi, apprezzandone la serietà, lo studio e la tensione sociale e culturale. Di Andreassi vogliamo dire, senza erigerci a giudici irriverenti, ma esprimendo un’opinione politica, che egli è ormai un uomo completamente inserito negli assetti di governo di Albano. Partecipa come uno dei punti di forza ad una aggregazione politica che fa dell’autoreferenzialità e del verticismo il suo punto di forza. Tutt’altro che un rinnovatore della politica albanense. Ad onor del vero, coloro che oggi lo attaccano sono stati nella stessa giunta per 5 anni. Inoltre, nella precedente consultazione elettorale amministrativa insieme sostenevano con caparbietà la coalizione di Marini. Molto probabilmente sarebbero nella stessa giunta se gli elettori non avessero pesantemente penalizzato SEL.

Infine vorremmo dire che non ci meritiamo una lezione di politica istituzionale da chi non sa di che cosa parla. La storia del movimento politico democratico e popolare italiano, che poteva contare su estese radici di massa, dimostra che anche senza aver nessun ministro nel governo si riuscirono ad ottenere risultati apprezzabili sul piano economico, sociale, culturale e di costume. Le condizioni che li resero possibili: elaborazione politica generale e di prospettiva, una proposta politica e organizzazione/partecipazione ai movimenti.

La definizione del ruolo dell’opposizione unicamente come “puro controllo” e “pressione politica” la rende un espediente verticistico e subalterna alle scelte della maggioranza. Il nuovo soggetto della sinistra italiana deve essere capace di indicare soluzioni efficaci al disagio sociale, alla disoccupazione, alla mobilità sociale, allo sviluppo compatibile, ai problemi della pace, ambientali, alla costruzione di città moderne e vivibili ecc.

Ad Albano noi poniamo l’esigenza di aprire una discussione su alcuni temi: a) il bilancio comunale. La sua definizione, che comporta anche l’adozione di tecnicalità, deve essere improntata alla socialità. I cittadini devono essere informati circa le risorse disponibili (trasferimenti, imposte e tributi, rendimento del patrimonio immobiliare, ecc),  la loro allocazione per la gestione quali-quantitativa dei servizi), il rapporto costi-benefici derivanti per le scelte che vengono compiute a sostegno di attività economiche comunali.

Chiediamo che vengano resi pubblici i dati sull’inquinamento acustico e atmosferico.

Chiediamo venga definito un regolamento comunale, che pur tenendo conto delle leggi vigenti in materia,  garantisca trasparenza e competenza per le assunzioni nella pubblica amministrazione.

Chiediamo che la città venga dotata di strutture e spazi per le attività luddiche-ricreative” così il gruppo promotore “Sinistra Italiana”  Albano Laziale.

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