Il Pd Ciampino replica al Partito Socialista dopo la candidatura Testa

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Partito Democratico
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POLITICA – “Il Psi con un comunicato stampa ha dato inizio alla campagna elettorale – dichiara in una nota il Partito Democratico di Ciampino – per il suo candidato a Sindaco Mauro Testa e con essa è cominciata anche la campagna di screditamento del Partito Democratico. Coraggio o viltà?

“Il Partito Socialista definisce – continua la nota – il Partito Democratico come un partito “chiuso” e “arrogante”, definizioni che arrivano puntuali come conseguente pretesa (in nome della qualità) della candidatura “unica” a Sindaco della città di Ciampino del’ ex Assessore Mauro Testa, in totale assenza di elementi strutturali che dovrebbero essere patrimonio di ogni Partito degno di questo nome.

La pretesa è quella di privare i cittadini di tutti quei meccanismi democratici e partecipativi atti a garantire la libera scelta per l’individuazione del candidato Sindaco – prosegue il Pd ciampinese – attraverso le Primarie, senza precludere a “nessuno”di voler legittimamente concorrere alla candidatura per l’elezione amministrativa più importante della Città.

Un Partito come quello del PD non può essere considerato “chiuso” se si muove nell’ambito di questi circuiti partecipativi volti a garantire la massima condivisione decisionale, ascoltando cioè la voce e le esigenze dei cittadini;

del resto le percentuali altissime di affluenza alle Primarie testimoniano il gradimento di questo strumento di selezione.

C’è un altro elemento sgradevole e poco elegante – sottolineano i democratici – che viene mosso contro il PD

e cioè ” l’arroganza dei numeri”. Sarebbe opportuno spiegare da parte del Partito Socialista cosa potrebbe funzionare meglio dei numeri in una democrazia. Il Partito Democratico e’ aperto a qualsiasi soluzione volta a garantire maggiore ascolto alle esigenze della città, ma si opporrà sempre con determinazione  a comportamenti, quelli si arroganti, di candidature imposte sulla base della formula: Prendere o Lasciare.

Uscendo per un attimo dalla nostra dimensione territoriale – aggiunge la nota – se il Partito Democratico fosse stato un partito arrogante non avrebbe garantito “spazi” politici e partecipativi nell’ambito Nazionale, tali da mettere tante volte in discussione proprio le candidature stesse del PD con sconfitte cocenti, in città come Napoli, Milano, passando per la tanto vituperata legge elettorale (Porcellum), dove il PD ha voluto dare prova di garanzia decisionale attraverso le “Parlamentarie”, per eleggere i propri candidati a rappresentanza della massima istituzione repubblicana eletta direttamente dal popolo sovrano, il Parlamento.

Tutto questo – conclude il Pd – il Partito Socialista non può dimenticarlo essendo stato attore principale, riconoscendo e condividendo la validità delle primarie in precedenti passaggi elettorali …

Questo non è coerente con la storia di un Partito come quello Socialista che ha sempre dimostrato responsabilità e correttezza istituzionale per tanti anni al fianco del Partito Democratico, ma quando si parla di “partecipazione” si parla di “libertà” come diceva Giorgio Gaber …

e nei processi democratici ogni strada è preclusa se non si ha la forza di garantire tutto questo”.

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