Il razzismo in fuorigioco con il progetto Briswa

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Mettere il razzismo in fuorigioco? Si può, con il progetto internazionale Briswa. Con il supporto della commissione europea, nell’ambito del programma Erasmus+ -sport. L’Academy Football Club di Monte Compatri ha l’ambizione di promuovere buone pratiche contro tutte le discriminazioni. A partire dal messaggio contenuto all’interno del suo stesso nome: the Ball Rolls In the Same Way for All. Tradotto: la palla rotola per tutti allo stesso modo. Sono sette i partner di sei nazioni diverse e con un traguardo ben preciso: diffondere la cultura della tolleranza e dell’integrazione. Partendo da chi gioca: perché, su un campo di calcio, non possono esistere differenze. Un’iniziativa che l’amministrazione monticiana, guidata dal sindaco Marco De Carolis ha subito sposato e rilanciato. Un traguardo da raggiungere attraverso diverse azione, tra cui lo sviluppo di alcuni questionari da distribuire nelle scuole calcio di tutt’Europa per studiare il fenomeno del razzismo nel mondo dello sport in genere e più in particolare in quello del calcio. Lo scopo, dunque, è quello di affrontare la discriminazione, vista come una minaccia per lo sport (Trattato di Lisbona); adottando nuove azioni. Da qui lo sviluppo di un modello di simulazione con la metodologia della System Dynamics, che permetterà di individuare eventuali policy per la mitigazione di questo problema. I partner, oltre l’Academy Football Club ed il SYDIC – System Dynamics Italian Chapter per l’Italia, sono l’Università della Macedonia per la Grecia, l’ente Sport For All per la Bulgaria, il Debreceni Honved Sport per l’Ungheria, la Youth Football Tournament Doo per la Serbia, l’associazione Coltea Brasov 1920 per la Romania. Promuovere un senso comune di appartenenza e partecipazione è il primo passo per evitare il razzismo istituzionale: senza differenze di colore, cultura, razza, etnia. Partendo proprio dalla creazione del logo: un pallone, in cui si riconosce un abbraccio, utilizzando colori primari che, almeno uno di questi, sono presenti anche nelle bandiere dei partner per indicare la nazionalità. Sottolineata dall’esagono, simbolo tipico di un pallone, le cui sei punte rappresentano le sei nazioni. Il razzismo istituzionale deriva dal contesto politico e sociale: per questo è necessario scattare una fotografia della geografia umana degli spettatori, per farne un focus da analizzare. I destinatari di questo scatto sono i professionisti del mondo calcio, i soggetti istituzionale e, infine, i cittadini. Gli studi sui principali metodi adottati in Europa per contrastare il fenomeno, i questionari, la formazione di una figura professionale qualificate da inserire nelle accademie calcistiche e le eventuali policy da adottare suggerite sono voci da analizzare, catalogare, per pubblicare ‘Il Manuale del razzismo nel calcio”. Valore aggiunto del progetto, la durata: 18 mesi (gennaio 2017-giugno 2018). Il progetto BRISWA verrà presentato nella conferenza stampa di mercoledì 22 febbraio alle h.17:00, nella sala consiliare ‘Tinello Borghese’ di Monte Compatri (via Placido Martini, 1). Appuntamento cui parteciperanno il sindaco De Carolis, i rappresentanti dei partner italiani del progetto Ing. Stefano Armenia, Dr. Camillo Carlini e Andrea Augello (SYDIC – AFC); lo psicologo dello sport Dr. Aldo Grauso ed il presidente dell’A.I.A.C. Lazio Sergio Roticiani.

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