Il secondo consiglio a Ciampino dell’Amministrazione Ballico

Rose con la coalizione Diritti in Comune e i consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle Cedroni e Martella attaccano la Giunta Ballico

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Comune Ciampino
Palazzo comunale di Ciampino
Ciampino, Diritti in Comune: “Forno crematorio e 5G, la Giunta Ballico inizia nelle ambiguità”
“Oggi (martedì 30 luglio ndr) in Consiglio è stata una triste giornata per la salute e per i diritti dei cittadini”, scrive la coalizione Diritti in Comune in una nota diffusa a margine della seduta odierna del Consiglio comunale di Ciampino.  “Per quanto riguarda la nostra interrogazione sull’installazione di antenne 5G, non ci ha affatto convinto la risposta dell’Assessore all’Ambiente. Abbiamo infatti evidenziato che la precedente Giunta nel 2018 ha approvato una delibera per l’installazione di antenne microcellulari a pochi passi da scuole e parchi pubblici, senza il monitoraggio di Arpa Lazio – come previsto dal Regolarmente comunale antenne – ma con una semplice autocertificazione della stessa azienda proponente Celinex. L’Assessore sostiene che il problema non siano le antenne ma il Regolamento comunale, stesso, troppo vecchio da non tenere conto delle meravigliose sorti della tecnologia, il quale sarà appunto modificato per prevedere che queste multinazionali potranno autocertificare l’assenza di rischi per la salute senza passare per i pareri degli enti appositi”. “Una follia. La salute dei cittadini – denuncia la coalizione rappresentata dal consigliere Dario Rose in aula – non può essere sottovalutata in questa maniera e la pubblica amministrazione non può continuare ad essere schiava del profitto di pochi privati sui nostri territori” Infine la maggioranza in Consiglio si è rifiutata di modificare il nuovo Statuto di Asp laddove prevede la realizzazione di un forno crematorio da parte della nostra municipalizzata. Le rassicurazioni della Sindaca non bastano, le Amministrazioni devono parlare per atti pubblici, nero su bianco! Quindi, non votando gli emendamenti delle opposizioni, di fatto il centrodestra non solo rende possibile in futuro la realizzazione di un impianto di cremazione a Ciampino, ma lascia ancora ad Asp la possibilità di fare l’ennesima avventura imprenditoriale costosissima, inutile e dannosa, in giro per i territori, con i soldi dei ciampinesi”.

M5S Ciampino: “Da oggi Asp spa non sarà solo un’azienda di servizi pubblici ma entrerà nel novero delle Imprese. Chi rischia però sono i cittadini” 

Oggi (martedì 30 luglio) si è tenuta la seconda seduta del Consiglio Comunale. Tra i temi più dibattuti e che maggiormente interessano la collettività c’è stato quello della modifica dello Statuto dell’Azienda Servizi Pubblici spa, che ricordiamo è per il 99,96 % di proprietà del Comune di Ciampino. Tutti i consiglieri di minoranza avevano depositato una pregiudiziale alla discussione del punto, fondata sul fatto che in commissione non si era affrontato un aspetto fondamentale. Ci si riferisce alla situazione attuale di Asp spa che la vede quale azienda in crisi tanto che nell’ottobre scorso il Commissario straordinario si era trovata costretta a deliberare il ripianamento di un debito per l’esercizio 2017 di circa 197.000,00 euro, oltre alla ricostituzione del capitale sociale di 50.000,00 euro. Inoltre nella delibera del Commissario straordinario si richiama un debito di 4.000.000,00 euro, che Asp spa ha con un fornitore farmaceutico, e per il quale l’Amministratore Unico dell’Azienda si è impegnato a trovare un accordo col creditore prevedendo il pagamento del dovuto in 60 rate, vale a dire 70.000,00 euro al mese per 5 anni. Incurante di tale situazione e della necessità che Asp spa svolga puntualmente il Piano di Risanamento, visto che gli sono stati versati soldi pubblici, l’Amministrazione Ballico ha deliberato oggi una modifica allo Statuto societario, ovvero l’allargamento dell’oggetto sociale alla gestione di tutti i servizi cimiteriali, compreso la costruzione e la gestione del forno crematorio, e alla progettazione realizzazione e manutenzione di immobili ed impianti commissionati dagli Enti affidatari. Ci chiediamo se Asp spa sia nata per fare impresa: la risposta è no. Ci chiediamo se i cittadini vogliono che Asp spa possa fare impresa, mettendo a rischio le casse del Comune: la risposta è certamente no. Tra l’altro la costruzione e la gestione di un forno crematorio ha dei costi elevatissimi; basta andare su Internet e si vedrà che la spesa oscilla tra i 1.500.000 e i 2.800.000 euro, oltre ai costi di gestione e di personale qualificato; per non parlare poi dell’allargamento dell’attività all’imprenditoria edile. L’Azienda non ha né beni strumentali, né personale qualificato e, visto che non ha capitale da investire, dovrà ricorrere al subappalto con tutti gli scenari ipotizzabili. Infatti, qualora il subappaltante si rendesse inadempiente la responsabilità riguardo al committente rimarrebbe in capo ad Asp spa, col rischio di dover ricorrere ancora una volta alle casse comunali. Passi la privatizzazione dei servizi, tanto cara alla destra, ma qui siamo arrivati alla trasformazione del pubblico in privato, siamo passati dalla logica del pareggio di bilancio a quella utilitaristica tipica dei privati. Tutto con i soldi altrui. Oggi (martedì 30 luglio ndr) abbiamo assistito ad un vero e proprio stravolgimento della nostra Azienda partecipata, oltre ad uno svuotamento delle competenze degli uffici municipali e ciò nonostante tutti gli sforzi profusi dai consiglieri di minoranza per evitarlo. Questi ultimi hanno dato la possibilità alla maggioranza di porre rimedio, presentando una serie di emendamenti volti a ridimensionare le attività che si volevano attribuire ad Asp spa; invece tutti gli emendamenti sono stati respinti senza che nessun consigliere di maggioranza abbia fatto sentire la sua voce (o meglio uno sì dichiarando “Mettiamoci una pietra sopra”), quantomeno per argomentare e dare prova della consapevolezza personale circa la bontà della delibera che avrebbe votato. Tutti i consiglieri di maggioranza si sono limitati ad alzare la mano al segnale del via. Già la Giunta Terzulli era stata costretta a ritirare l’ipotesi della costruzione di un forno crematorio, rispetto alla quale i comitati che si erano formati avevano manifestato chiaramente di non affrontare neppure lontanamente l’argomento. Lapidaria è stata la frase oggi del nostro capogruppo, Cristian Martella, con la quale metteva la Sindaca, gli assessori e tutta la maggioranza di fronte alla responsabilità di essersi messi contro il volere dei cittadini. Una cosa è certa, il Forno Crematorio non va fatto né a Ciampino né in altri Comuni. La salute pubblica è un bene primario e va tutelata sempre e comunque, indipendentemente dalla residenza anagrafica dei cittadini”. Dichiarano i portavoce del M5S Ciampino Paola Cedroni e Cristian Martella.

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