In esclusiva a Meta Aurelio Picca, lo scrittore dei Colli Albani

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Un Giorno di Gioia l'ultimo libro di Aurelio Picca
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Un Giorno di Gioia l’ultimo libro di Aurelio Picca

Tre giorni dedicati alla cultura. Il 24 – 25 – 26 ottobre il borgo di Nemi, nel cuore dei Castelli Romani, ospita BiblioUp Festival, il Primo Festival delle Biblioteche dei Castelli Romani. Per l’occasione, Nemi si trasforma in una biblioteca all’aperto, rappresentando tutto ciò che le biblioteche possono offrire al pubblico: il borgo, i palazzi, i negozi, le scuole, gli istituti religiosi, i centri sportivi, i bar, le vie e le piazze accolgono eventi per tutti i gusti. In programma, infatti, concerti, reading, laboratori, musica, corsi di cucina, di ricamo, di yoga, eventi teatrali. Tra gli ospiti lo scrittore, poeta e giornalista Aurelio Picca, che nella giornata di domenica 26 presenterà il suo ultimo libro ‘Un giorno di Gioia’ (Bompiani 2014). Picca, nato a Velletri e residente nella campagna dei Colli Albani, come lui ama definirli, è uno dei protagonisti della narrativa contemporanea italiana. Ha esordito nel 1990 con il libro di poesie ‘Per Punizione’ e nel 1992 ha pubblicato la raccolta di racconti ‘La schiuma’. Seguono ‘I racconti dell’eternità’ (1995) e i romanzi ‘L’esame di maturità’ (2001), ‘Sacrocuore’ (2003), ‘Via Volta della morte’ (2006) e ‘Se la fortuna è nostra’ (2011).

“Credo di aver scritto solo libri che sentivo urgenti, non legati alla vanità, all’attualità, al momento” – ha dichiarato Picca a Meta. Del 2007 è il poemetto civile ‘L’Italia è morta, io sono l’Italia’, mentre del 2012 è il romanzo ‘Addio’. Il suo ultimo romanzo ‘Un Giorno di Gioia’ fonde la favola realistica e il noir glamour sentimentale: la storia si basa sul rapporto del bambino Jean con la madre Tilda, vedova bella ed ambigua, costretta a rubare gioielli a causa di un ricatto messo in atto da membri della sua stessa famiglia. Picca è inoltre giornalista pubblicista. Ha scritto e scrive di cinema, arte, letteratura, cronaca e costume su diversi quotidiani e periodici, tra gli altri Repubblica, Il Giornale, Max, Nuovi Argomenti, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Io donna.

Noi di Meta Magazine lo abbiamo intervistato in anteprima, prima della presentazione del suo ultimo romanzo al BiblioUp Festival nella giornata di domenica 26 ottobre.

BiblioUp Festival è un evento importante per la cultura e soprattutto per la letteratura, che valorizza il territorio dei Castelli Romani.

“Sono contento dell’invito e della mia partecipazione. Vivo da molto tempo nel territorio dei Colli Albani, un territorio legato al mito, a differenza dei Castelli che invece nascono nel medioevo. Si tratta di un nucleo antropologico, vulcanico e geologico, mitologico, nato ancor prima di Roma. Mi sento più abitante dei Colli che dei Castelli, legati al folklore. Parlando di Colli Albani, il riferimento è alla mitologia, mentre c’è un legame tra i Castelli e la storia. Bisognerebbe fare di più per valorizzare il territorio, sia i laghi vulcanici che gli antichi paesi.

Si potrebbe parlare perfino di una nuova lega che riunisce i paesi dei Castelli”.

Nemi è una piccola perla che brilla tra i Colli. Che ricordo ne ha?

“Di Nemi ho sempre scritto nei miei romanzi. Sono molto legato al buio del lago, sulle rive del quale andavo a passeggiare da ragazzo. E’ rimasto come tanti anni fa, e spero che così si mantenga. E’ un luogo magnetico, con un forte elemento selvaggio, non contaminato dal turismo mordi e fuggi. E’ un luogo suggestivo, ti chiama a sè emana un’ energia profonda”.

Come riesce a conciliare la professione di scrittore e poeta con quella di giornalista?

“Ho sempre collaborato con quotidiani come Il Corriere della Sera, La Repubblica, L’Unità, Il Giornale di Milano. Ho fatto il giornalista da scrittore: la letteratura mi ha prestato al giornalismo. Ho scritto di arte, un giornalismo diverso da quello copia e incolla. Ora sono annoiato dai giornali, mi sono dedicato di più alla letteratura. Lavorare non stanca se si hanno idee, progetti ed energia.

Il giornale ha precise esigenze, l’indomani è già carta straccia, la letteratura dura a lungo”.

Quali sono i suoi progetti futuri?

“Sto lavorando a un romanzone e la location sarà proprio quella dei Colli Albani, quindi il territorio a sud di Roma, fino ad Anzio e Nettuno. Vorrei scrivere una storia popolare, ce l’ho in mente da tempo”.

L’appuntamento è quindi per domenica 26 ottobre, tra le 17:00 e le 18:30, nella Sala del Pattinaggio di Palazzo Ruspoli a Nemi dove la presentazione dell’ultimo romanzo di Picca sarà introdotta da Marco Noc. Un incontro interamente dedicato alla letteratura da non mancare.

 

 

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