Influenza e BPCO, quando ricorrere allo specialista

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IRCCS San Raffaele Pisana di Roma
San Raffaele Pisana
Irc San Raffaele Pisana

Termometri, antipiretici e anticongestionanti: il freddo e l’inverno sono alle porte e con essi il rischio di contrarre l’influenza, la malattia stagionale per antonomasia. Come rivela il bollettino della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) il picco dell’epidemia arriverà tra circa un mese, ma nelle ultime tre settimane l’influenza ha già colpito in Italia oltre 89.000 soggetti, e altri 499.000 sono stati vittime delle cosiddette sindromi respiratorie acute.

«Tra i soggetti maggiormente a rischio», spiega il Dott. Cardaci, Responsabile del Reparto di Pneumologia Riabilitativa dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma «vi è il malato con patologie respiratorie croniche come la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), un’affezione cronica polmonare».

Tra le cause della riacutizzazione della patologia un ruolo fondamentale gioca proprio l’influenza. Necessario diventa pertanto riconoscerne i sintomi per evitare che si manifestino gravi episodi di insufficienza respiratoria acuta. «Aumento della tosse e dell’affanno, dell’espettorato che diventa di frequente purulento, della dispnea e del senso di costrizione toracica» puntualizza lo pneumologo, «sono i campanelli di allarme da considerare per ricorrere tempestivamente ad una approfondita valutazione specialistica e ad accertamenti diagnostici specifici. In gruppi selezionati di pazienti, sempre sotto controllo specialistico, può essere opportuna una terapia preventiva attraverso il vaccino antinfluenzale, demandando la decisione a una scelta concordata tra il medico di medicina generale e lo specialista».

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