Inizia il nuovo anno scolastico

Inizia il nuovo anno scolastico ai Castelli Romani con il saluto del sindaco di Monte Compatri D'Acuti agli studenti e al Mamiani di Roma

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AUGURIO DI BUON ANNO DIDATTICO DEL SINDACO D’ACUTI: “CON LO ZAINO IN SPALLA E IL CORAGGIO DEGLI ESPLORATORI, BUONA SCUOLA”

“Come due novelle esploratrici, preparate lo zainetto. E io vi guardo mentre siete già pronte per questa nuova avventura. Vi vedo, da un lato combattute tra l’entusiasmo del nuovo inizio e l’ansia del ritorno. Vorrei dirvi, ma non lo farò, di rallentare: perché sbagliare e imparare dai propri errori significa avere talento. Io mi godo questi momenti da padre, che pensa alle sue due figlie pronte a iniziare il nuovo anno scolastico. Ma che non dimentica come da sindaco sente il peso della responsabilità di oltre mille alunni che siedono sui banchi dei plessi di Monte Compatri. A voi, care ragazze e cari ragazzi, vorrei ricordare di sorridere e mettere nel vostro zaino solo quello di cui avete sul serio bisogno: curiosità, vivacità e impegno. C’è tempo per diventare grandi, ma parte di quel percorso lo riprenderete o inizierete proprio da queste ore, in cui siete chiamati dalla campanella che suona. A voi, studenti, voglio suggerire che è importante diventare capofila ma negli ultimi banchi si ride più: imparate a far coesistere e convivere queste vostre esigenze. Vorrei consigliarvi di avere cura delle cose, soprattutto quelle che la dirigenza scolastica e i docenti metteranno a vostra disposizione nelle aule. Non affannatevi per gli errori: la scuola vi darà il tempo di capire e correggerli. Fidatevi di lei. Qualcuno di voi imparerà a scrivere o disegnare altri torneranno a farlo: fatelo nei ‘bordi’, che i vostri maestri stabiliscono, ma continuando a metterci l’anima e lo spirito dell’esploratore. Qualcuno di voi scoprirà l’alfabeto, altri giocheranno con le sue combinazioni o con quelle dei numeri: sperimentate, sempre. Ricordate che tolleranza, accoglienza, solidarietà e comprensione devono essere le vostre linee guida. Lo so, fino a pochi giorni fa gli unici pensieri erano il gioco, la libertà e la spensieratezza: da oggi vi peserà tornerà a scuola, non solo per colpa dello zaino sulle spalle. Ma pensate a questi momenti come un cammino verso il nuovo. Di cui mai dovete aver paura. A voi, docenti guidati dalla dirigenza scolastica, forza: non è semplice la vostra missione di formare i cittadini del futuro. A voi, genitori, chiedo pazienza: ricordiamoci che gli insegnanti non siamo noi. A voi, tutti: buona scuola”, scrive su facebook il Sindaco di Monte Compatri Fabio D’Acuti.

Roma, al liceo Mamiani si torna sui banchi: le emozioni degli studenti

Fra aspettative e ansie dei nuovi liceali

Molte aspettative, una buona dose d’ansia ma sopratutto la consapevolezza di vivere una giornata che segna un rito di passaggio. È un miscuglio di sentimenti contrastanti quello che si respira davanti al portone del liceo Mamiani di Roma, dove questa mattina la campanella ha suonato per la prima volta dopo la lunga pausa estiva. Gli studenti e le studentesse delle classi prime vengono accolti alle 8 e mezza, insieme ai loro genitori, per una presentazione in aula magna. Già dalle 8, fuori dalle mura color ocra dello storico liceo romano, si iniziano a formare capannelli di genitori e alunni. Molte famiglie si conoscono, i genitori si salutano e iniziano a parlare fra loro, mentre i figli ne approfittano per allontanarsi un po’ e scambiarsi confidenze. Altre famiglie, più timide, restano invece in disparte. Una madre sfodera lo smartphone dalla tasca e scatta una foto alla figlia che, controvoglia, abbozza un sorriso carico di nervosismo. “Mi sento un po’ traumatizzata- ammette Giorgia- ho dormito pochissimo stanotte, ma spero che vada bene e che riuscirò a superare l’ansia, dopotutto il primo giorno dovrebbe essere più leggero”. Accanto a lei Tiziano, suo fratello gemello, sembra invece più calmo: “Certo sono emozionato, credo che tutti gli adolescenti sentano quel brivido dentro quando si inizia il liceo, ma sono più contento che preoccupato”. Le preoccupazioni più diffuse riguardano sopratutto i professori, le nuove materie, ma anche il rapporto con i compagni di classe con cui si condivideranno i prossimi cinque anni. Sentimenti in bilico, quindi, proprio come questa fase della vita, incastrata fra l’infanzia e l’età adulta. Lo sa bene Giorgio, la voce e i lineamenti di un bambino che contrastano con la consapevolezza e la maturità delle sue parole: “Quando uscirò da qui sarò cresciuto- riflette- sarò un uomo, avrò imparato molte cose nuove e avrò già direzionato la mia vita, in questa scuola la mia vita cambierà e questa cosa è molto emozionante”. Fra ansia e trepidazione, finalmente il suono della campanella spezza questo clima d’attesa. Il primo giorno di scuola è ufficialmente iniziato e, andrà come andrà, come ci ricorda Antonio, “il primo giorno di liceo è qualcosa che non si scorda mai”.

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