Insieme per Mastrosanti, “il valore delle Scuole Pie”

0
525
insiemepermastrosanti
Insieme per Mastrosanti
insiemepermastrosanti
Insieme per Mastrosanti

“La possibilità che le Scuole Pie, la prima e da oltre 400 anni (ne abbiamo celebrato l’anno scorso la fondazione) la piu’ antica scuola popolare europea, possano chiudere alla fine del prossimo anno scolastico ci addolora e rattrista, ricordando peraltro la battaglia che coinvolse solo pochi anni fa il Comune e i cittadini per la sua salvaguardia – inizia così la nota firmata dal Gruppo Civico “Insieme per Mastrosanti” sulle Scuole Pie di Frascati. L’istituto degli scolopi – come del resto altre realtà scolastiche quali Villa Sora, le Immacolatine, le Maestre Pie Filippini ed altre ancora – rappresentano per la nostra Comunità una realtà la cui importanza va oltre l’aspetto puramente scolastico e didattico, considerando quanto hanno inciso nella formazione umana di intere generazioni di Frascatani e non. Che tutto possa esaurirsi in una valutazione di esclusiva sostenibilità economica risulta frustrante e non accettabile. Che non si pensi e non si provi a salvaguardare almeno la funzione più specificamente sociale ed educativa   dell’istituto mediante l’ideazione e la promozione di modelli innovativi ed alternativi di aggregazione e socializzazione, è difficile da accettare perché lascia spazio a sentimenti di sconforto e di solitudine. Confidiamo – continua il gruppo civico – che, oltre l’aspetto puramente emotivo, la vicenda degli scolopi rappresenti l’occasione per una collettiva e comune riflessione della comunità cattolica, religiosa e laica, tesa a trovare vie e strumenti per salvaguardare la funzione formativa di “persone” svolta da sempre da alcune storiche istituzioni e la cui sorte rappresenta un interesse diffuso collettivo non demandabile a valutazioni esclusivamente economiche. L’alternativa è una progressiva inesorabile perdita di un patrimonio formativo cattolico locale, parte integrante della grande tradizione formativa Tuscolana, già vissuto in passato, ad esempio con la chiusura della scuola di Capocroce, cui la città non può e non deve rassegnarsi – conclude così la nota”.

Print Friendly, PDF & Email