Insieme per Mastrosanti, “Perchè la giunta Spalletta si deve dimettere”

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Roberto Mastrosanti
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Roberto Mastrosanti

“Non è intenzione del nostro Gruppo – si legge in una nota diramata dal gruppo consiliare a Palazzo Marconi Insieme per Mastrosanti – replicare alle dichiarazioni del Sindaco e del PD di Frascati (a proposito ci piacerebbe sapere da chi oggi è rappresentato). Tanto sono inconsistenti che non lo meritano.

Alcune brevi riflessioni vogliamo però farle. I due contendenti (Sindaco e PD), sempre l’uno con l’altro armati, gioiscono oggi della avvenuta revoca del trasferimento della dipendente da Roma a Frascati quasi fosse il raggiungimento di un grande risultato programmatico. Abbiamo serie difficoltà a comprenderne le ragioni e ci spieghiamo.

Ricordiamo che è la Giunta (dove siede anche il Segretario del PD) ha disposto il comando ed è la stessa Giunta che sembrerebbe averne disposto la revoca determinando lo smisurato gaudio del PD locale. Se per la maggioranza e per i democratici rappresentati da questo PD, fare e disfare la – continua la nota – tela come Penelope costituisce un grande risultato amministrativo e programmatico, forse allora un problema la città lo ha davvero. Ma tanto prima o poi anche i più recalcitranti lo capiranno.

Una ultima notazione, che poi è la più importante perché, almeno per noi, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza e ci ha fatto chiedere a gran voce le dimissioni di questa amministrazione.

Dove sono le scuse di questi signori e signore verso la dipendente (di cui il PD ha rivelato da subito le generalità) che, senza alcuna colpa, è stata sottoposta alla gogna mediatica di queste giornate?

L’hanno cercata loro, ne hanno richiesto il comando a Frascati, l’hanno fatta venire e poi l’hanno rimandata a casa, immolata sull’altare delle loro beghe di basso livello e tese solo alla conquista di spazio e di potere.

Come la definisce tutto questo il PD? Cosa ne pensa il Sindaco? La loro indifferenza dice più di mille parole. Noi, secondo una valutazione di buon senso, la definiamo al minimo maleducazione ed arroganza, prima di tutto, e poi incapacità, manifesta incapacità anche di gestire il semplice comando di un dipendente da un’altra amministrazione.

La soluzione gliela abbiamo già proposta.

Si scusino pubblicamente con la dipendente che hanno così malamente trattato e poi facciano, insieme ai satelliti che li sostengono, un piacere – conclude la nota – a tutta la città: se ne vadano a casa”.

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