Intervista al vincitore del Roma Videoclip 2015 Federico Malafronte

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Federico Malafronte
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Federico Malafronte

Ciao Federico, raccontaci un po’ di te e di come ti sei avvicinato alla regia.

“Ciao a tutti voi di Meta Magazine. Come mi sono avvicinato alla regia? Una domanda sempre scomoda alla quale rispondere, si tende a iniziare ad elencare esperienze passate come se fossimo dei vecchi nostalgici, quando alla fine ho solo 30 anni. Preferisco evadere rispondendoti che l’essere regista è una continua ricerca di se stessi o di un qualcosa che è diverso da noi, che veste i panni di un personaggio misterioso dal quale siamo affascinati.

Bisogna avere curiosità e conservare un occhio da fanciullo, ho sempre pensato che fare il regista significasse poter realizzare sogni e fantasie proprie e altrui, con gli anni poi ho verificato che ci si scontra spesso con la realtà ma bisogna sempre “illudersi” o credere che sia possibile. La ricerca di questo lavoro nasce nelle camere da letto di molti di noi dove sin da piccoli si iniziava a consumare i vhs con film cartoni o leggere libri e cominciare a fantasticare. Questa ricerca in età adulta cresce con la conoscenza delle persone, ascoltando racconti di strada e sempre più con il tempo, sino a portarci a viaggiare.

Essere registi è un lavoro che non hai mai fine, stimola sempre più e non ci si deve mai sentire arrivati perché questo decreterebbe la morte della ricerca di stessi e degli altri, oltre che del proprio lavoro. Il cinema, come l’arte, è un qualcosa che muta di continuo, è sempre in movimento spinto da un desiderio che porta ad un cambiamento, a viaggiare e a fare nuove conoscenze”;

Ultimamente hai vinto il premio per la regia del videoclip Parlo All’infinito di Jacopo Ratini al Festival Roma Videoclip 2015, come è stato arrivare primi tra 40 partecipanti da tutta Italia?

Parlo All’Infinito di Jacopo Ratini, videoclip vincitore del premio Roma Videoclip 2015 ideato da Francesca Pigianelli, grazie al sostegno del pubblico, è stato ed è uno dei progetti a cui più tengo, progetto indipendente che è riuscito ad arrivare a molti e a far sì che nel video partecipassero attori del calibro di Giorgio Colangeli e tanti nuovi emergenti del nostro teatro e cinema italiano. Dunque questa è già una vittoria significativa, perché l’idea ed il gruppo ha invogliato molte persone a partecipare sia durante le riprese che dopo.

Conoscere Jacopo Ratini, cantautore romano, è stata un’esperienza nuova perché nonostante sia un fan dei cantautori in generale, non mi ero mai approcciato a questo mondo particolare e magico.  Penso che troppo spesso ci si dimentichi di questi straordinari artisti solamente perché vendono di più altri generi musicali, sono molto contento di aver conosciuto Jacopo e di aver condiviso con lui quelle che erano le sue emozioni e sensazioni riguardo la sua musica. Sono altrettanto felice ed orgoglioso del percorso che sta facendo il videoclip riscuotendo molti consensi, anche sul web”;

Hai curato la regia dei videoclip del comico Enzo Salvi Il Bailo dello Sbailo e Mi Fido Di Te (contro l’abbandono dei cani). Com’è stato lavorare con Enzo? Parlaci della vostra amicizia.

“Ho avuto l’opportunità di lavorare con diversi attori comici della scena romana e non solo ma mai di dirigerli, Enzo Salvi a Roma è uno dei personaggi più amati, pertanto all’inizio avevo un po’ di soggezione nel fare la sua conoscenza invece quando ci siamo presentati mi ha trasmesso un’energia molto positiva, ricevere la sua telefonata mi è sembrato come parlare con un amico che conoscevo da tempo, ho scoperto non solo un bravo attore che si è messo a disposizione delle mie idee ma soprattutto una persona di cuore, umile e legata a dei valori importanti che stanno sparendo in questo mondo. Legatissimo alla sua famiglia ed ai suoi cani e pappagalli, agli amici che spesso porta nei suoi set e nel suo mondo, affezionatissimo ai suoi fans e sempre disponibile con loro. Conoscerlo e lavorarci insieme è stata una piacevole sorpresa, approfitto per ringraziarlo perché so che non è da tutti mettere in mano la regia ad un giovane emergente e affidarsi alle sue fantasie.

Il Bailo dello Sbailo di Enzo Salvi e Red & Vegas è un videoclip che ha riscosso molto successo e che credo tornerà anche l’estate prossima a far ballare molte persone sulle spiagge del litorale. Girato interamente ad Ostia, che è un pò la casa di Enzo, è stato un set che ricorderò sempre per la professionalità di coloro che ne hanno fatto parte (cast tecnico e artistico) ma soprattutto per l’allegria che lo distingueva, sembrava quasi una scampagnata al mare tra amici, una grande famiglia.

Per quanto riguarda Mi Fido di te, Enzo mi chiamò e mi disse: «Federico sai quanto amo gli animali e soprattutto i cani, se ti dicessi Non abbandonare un cane per strada morirebbe di fame, abbandona un politico, tanto ha gia mangiato! Che en penseresti???» ed io risposi «Geniale!».

Così mi propose di fare questo spot contro l’abbandono dei cani in vista dell’estate e mi lasciò carta bianca.

Io, Enzo insieme ai suoi due cani Victor e Tyson e con la partecipazione di Carlo Senes, abbiamo girato questo spot in un solo giorno. Dopodiché sono tronato a casa, l’ho montato e l’ho condiviso su internet, la sera seguente, senza nemmeno saper nulla, veniva mandato in onda sul Tg 5.

Posso dire che ben pochi personaggi dello spettacolo sono cosi amanti degli animali come lo è Enzo, per lui sono parte della sua vita, a Napoli si dice che i figli so piezz ‘e core, per Enzo oltre ai figli anche i suoi cani ed i suoi animali sono pezzi del suo cuore. Spero di poter lavorare nuovamente con lui, magari in un film”;

Consiglieresti questo mestiere ai ragazzi che hanno la tua stessa passione? 

“Perché non dovrei? Del resto se la strada di una persona è quella di fare il regista o l’attore, piuttosto che un altro lavoro, prima o poi si concretizza. Bisogna mettersi in gioco per capire, avere la fortuna di buoni consigli, avere l’obbiettivo ben chiaro e crederci”;

Invece a proposito di teatro, sei un frequentatore? E dal punto di vista della regia, come cambia l’approccio lavorativo rispetto al cinema o alla televisione?

“Vado spesso a teatro, mi piace andare a vedere spettacoli di ogni genere anche quelli nelle piccole botteghe sperimentali, dove sopravvivono giovani sognatori come me.

La cosa bella è che di solito non so cosa vado a vedere, o meglio, non voglio sapere chi sono gli interpreti o quale sia la trama in maniera tale da non farmi condizionare da nulla e godermi lo spettacolo per quello che è stato pensato.

Il rapporto tra cinema e teatro è diverso, il primo è molto più frenetico ed è una grande affascinante macchina, il secondo è il luogo dove si può pensare, dove si instaura un rapporto più profondo con gli attori e si crea un contatto diverso.

Il cinema è per i pittori, il teatro per gli scultori, sono attratto da entrambi perché contribuiscono in maniera diversa alla mia crescita personale e artistica. La televisione la conosco poco…Chissà magari in futuro”;

Progetti futuri?

“Progetti futuri ce ne sono, stiamo lavorando…Magari ne riparleremo quando si concretizzeranno…Comunque mi auguro di tornare presto in teatro”;

“Parlando All’infinito”, qual’ è il sogno di Federico come uomo e come regista?

“Il sogno di Federico è proprio quello di non smettere di sognare, vorrei che tutto somigliasse di più ad un sogno che ad una realtà fatta solo di notizie tristi o negative, che tornassimo a condividere di più le emozioni tra di noi e non tramite mezzi come i social, che torni ad essere un paese dove si parla poco della politica, degli scandali e della corruzione ma di un paese propositivo, fatto di brave persone, di lavoratori, di giovani menti che crescono, perché ce ne sono tante. Sarebbe bello che la fuga di cervelli fosse sostituita da un ritorno di cervelli e che tutti noi apprezzassimo di più quello che abbiamo e valorizzassimo ognuno per ciò che è e non per quello che è costretto ad essere.

Mi piacerebbe che i giovani possano pensare di studiare per fare il lavoro per il quale hanno studiato e non altro. Chissà se è solo un sogno…O se diventerà realtà.

Grazie a tutti voi”.

 

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