Istituto Murialdo, a scuola di empatia

Si è concluso il progetto promosso da Vivere Impresa No profit che ha coinvolto le classi della scuola media dell’Istituto Leonardo Murialdo di Albano

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Docenti dell'Istituto Murialdo di Albano

Comunicazione verbale e non verbale, ascolto attivo, conflitto e problem solving. Sono stati questi i temi affrontati durante il progetto “A scuola di empatia”, promosso dall’associazione Vivere Impresa No profit nelle classi della scuola media dell’Istituto Leonardo Murialdo di Albano Laziale per favorire nei ragazzi la capacità di immedesimazione e fargli apprendere modalità utili per gestire l’intelligenza emotiva. A condurre il corso negli scorsi mesi di gennaio e febbraio – attraverso filmati, confronti critici, role playing e simulate – è stata Daniela Olivieri, psicologa dell’età evolutiva, psicoterapeuta e delegata agli Aspetti psicologici di Vivere Impresa, con il coordinamento di Flavia Cece, responsabile dei Servizi educativi del Murialdo. Parole di apprezzamento sono state espresse dai docenti durante la riunione del Consiglio d’Istituto del 19 marzo. “Si tratta di un’esperienza molto proficua sul riconoscimento delle emozioni – hanno affermato – che va potenziata con più ore e, soprattutto, deve iniziare in prima media quando i conflitti tra i ragazzi sono ancora all’inizio ed è più facile migliorare alcuni atteggiamenti. I temi affrontati durante il corso di empatia, inoltre, sono stati oggetto di conversazione anche durante le altre ore di lezione. Motivo per cui anche noi, da oggi in poi, utilizzeremo quelle tematiche durante il nostro insegnamento”. Anche il feedback degli studenti coinvolti, hanno spiegato i professori, è stato molto positivo nei confronti di un’attività che ha permesso loro di prendere conoscenza delle proprie emozioni. “Sono emerse dinamiche particolari che, nella quotidianità, difficilmente sarebbero emerse e grazie alle quali alcuni ragazzi hanno deciso di uscire allo scoperto, scegliendo la strada del dialogo e del confronto al posto del conflitto, modificando i loro atteggiamenti e comportamenti. Il progetto, inoltre, ha fornito loro un lessico emotivo che gli permetterà di nominare e riconoscere i propri sentimenti e le proprie emozioni”. “Affinché il progetto sull’empatia dia risultati maggiori – ha commentato Padre Alessandro Agazzi, direttore dell’Istituto – è necessario strutturarlo in modo più efficace, soprattutto prevedendo una durata che vada oltre le cinque settimane perché le competenze acquisite finora dai ragazzi vanno allenate e motivate. Inoltre, il corso dovrà avere collegamenti con altri progetti dell’Istituto. Rielaborando il materiale utilizzato dalla dottoressa Olivieri, i docenti potranno utilizzarlo, per esempio, nella scrittura creativa, nella poesia e nel romanzo per far emergere e riconoscere la vasta gamma di emozioni con cui i ragazzi devono confrontarsi ogni giorno”. “Sono felice e soddisfatta per i risultati che siamo riusciti ad ottenere in così breve tempo – afferma Barbara Sarrecchia, presidente di Vivere Impresa -. Chissà quali risultati potremmo raggiungere se i corsi si tenessero per un periodo di tempo più lungo, per esempio un intero trimestre. Da parte nostra c’è la volontà di proseguire presso l’Istituto Murialdo, ma anche quella di estendere il progetto ad altri istituti scolastici del territorio. Senza ombra di dubbio, infatti, l’empatia aiuta i ragazzi a stare meglio con gli altri e a diventare adulti più felici e consapevoli”.

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