Italia resto del mondo, differenze tra dire e fare

Il Prof. Luca Andreassi in Zona Mista mette a confronto la capacità di effettuare tamponi e la concretezza di Wuhan con la strategia italiana

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Wuhan, Cina. Le autorità di Wuhan, epicentro della pandemia di coronavirus, hanno deciso di testare tutti (TUTTI) i cittadini (11 MILIONI) entro 10 (DIECI) giorni per evitare una seconda ondata della malattia. La notizia, riportata dalla CNN, segue l’annuncio di 6 (SEI) nuovi casi rilevati nell’ultima settimana nella città dopo oltre un mese senza nuovi contagi

Palazzo Chigi, Roma, Italia. “Stiamo lavorando giorno e notte per rafforzare le attività di monitoraggio, contact tracing e tele-assistenza, in un’ampia strategia integrata che prevede potenziamento degli ospedali, delle terapie intensive e della medicina del territorio. Aspettiamo di vedere il funzionamento della App, ma invito a considerare che potremmo essere i primi al mondo ad avere sviluppato un sistema pubblico con tutte le garanzie” [Giuseppe Conte al Corriere della Sera].

Wuhan e Palazzo Chigi potrebbero essere una metafora della differenza che esiste tra il “fare” ed il “dire”. Dispiace, e preoccupa, osservare come, in Italia, si continui a ragionare per slogan propagandistici.

Quanto dichiarato da Conte è esattamente quello che chiediamo da 70 giorni ed è quello che il Governo avrebbe dovuto fare, e non ha fatto, in questo periodo di quarantena. Non oggi.

Essere andati avanti con la logica del “passo dopo passo” ci ha portato a fare un unico passo, che peraltro abbiamo fatto noi chiudendoci dentro casa. Ed a non avere, oggi, alcuno strumento di convivenza col virus. Pochi test, nessun tracciamento, incapacità di trattamento tempestivo del contagio. Neanche le mascherine.

Attenzione. Wuhan dimostra che quando finisci il lockodwn, anche il più duro della storia, se non hai sviluppato strumenti adeguati, rischi di ricominciare da capo.

Se risalisse il contagio saremmo in grado di effettuare 11 milioni di tamponi in 10 giorni come a Wuhan? Ma siamo i primi al mondo. Leggendo la classifica al contrario.

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