Ius Soli, ne parliamo con Luca Malcotti

Diamo spazio al lavoro sullo Ius Soli dei ragazzi del Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca: oggi spazio alle domande rivolte a Luca Malcotti

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Luca Malcotti

Abbiamo intervistato l’ex consigliere regionale del Lazio Luca Malcotti per discutere con lui a proposito dello ius soli, legge approvata alla Camera nel 2013 ma tutt’oggi motivo di accese discussioni al Senato.  Nel corso dell’intervista sono stati discussi i seguenti temi: conseguenze relative all’approvazione o bocciatura dello ius soli; conseguenze economiche e politiche; famiglie “spaccate” da cittadinanze separate.

Per iniziare, consigliere Malcotti, la ringraziamo per aver dato la sua disponibilità.  Esordiamo con una domanda relativamente semplice, pensa che lo ius soli  debba essere approvato?

“No. Penso che la proposta di legge denominata ius soli non sia una priorità del Paese e che serva a distogliere la pubblica opinione dalle questioni vere: sicurezza, lavoro, sviluppo, tutela della famiglia, eccesso di burocrazia. Più precisamente lo ius soli è il “feticcio” utilizzato da una Sinistra di governo, che ha ormai abdicato a tutti i suoi obiettivi di giustizia sociale, per recuperare il consenso perduto della parte più ideologica del suo elettorato”;

Quali crede che potrebbero essere le conseguenze economiche e sociali se questa legge dovesse venir approvata?

“Milioni di persone che fuggono dal terzo e quarto mondo vedrebbero nell’Italia un approdo più accogliente e facile. Si tratterebbe di uno spot che richiamerebbe un’immigrazione che non siamo in grado di gestire. L’Italia è un paese con una profonda crisi economico-sociale che la legge sullo ius soli può solo aggravare”;

E se invece dovesse essere rifiutata?

“È evidente che l’Italia rafforzerebbe l’idea di essere un paese capace di controllare il fenomeno migratorio”;

Se lo ius soli dovesse venire approvato, così da garantire ai figli minorenni la cittadinanza ma non ai loro genitori, pensa che queste divisioni familiari potrebbero creare problemi sociali? 

Questo è l’aspetto più delicato della legge. È evidente che i bambini diventerebbero il passe-partout per l’immigrazione. Infatti, la nostra ottima legislazione per la tutela dei minori sicuramente imporrebbe che dovunque fosse presente un bambino cittadino nessun genitore possa essere espulso, nemmeno se fosse un Imam sospetto di attività di proselitismo terrorista. Rischieremmo un’aumento delle donne incinta sui barconi, perché la nascita del bambino garantirebbe la cittadinanza a lui, la permanenza alla madre e il ricongiungimento a padre e fratelli. Si attiverebbe un terrificante mercato dello ius soli che genererebbe altro sfruttamento. Tutto questo induce a maggior ragione a non approvare questa legge”;

Quali potrebbero essere le conseguenze economiche e culturali della cittadinanza agli immigrati?

“Il fenomeno migratorio esiste e deve essere gestito. La migrazione non può né essere fermata in assoluto né si può stabilire un generico diritto di immigrazione senza limiti. Una società può sopportare una certa dose di immigrazione, se viene superata si generano problemi sociali, di sicurezza e anche di rigetto. Gestire vuol dire quindi selezionare dal punto di vista quantitativo e qualitativo l’immigrazione. Purtroppo lo ius soli rappresenta l’esatto contrario, cioè la rinuncia a gestire il fenomeno migratorio che verrebbe affidato alle scelte degli scafisti. Non selezionare e limitare l’immigrazione significa aumentare l’impatto sui costumi sociali compresi l’alimentazione e le attitudini religiose”;

Secondo lei, la NON approvazione dello ius soli diminuirebbe il rischio attentati? 

“No, nell’immediato. Tuttavia l’esperienza francese e belga, e per certi versi anche quella inglese, ci dimostrano che la cittadinanza non è di per se sufficiente a garantire l’integrazione. Non a caso sono gli immigrati di seconda generazione spesso a fare gli attentati. L’Italia non ha la stessa storia coloniale di altri paesi europei e non vive questo fenomeno; lo ius soli è lo strumento con il quale rischiamo di costruire una generazione di immigrati non integrati preda di estremismi religiosi”.

Ringraziamo il Consigliere regionale Luca Malcotti per esser stato esaustivo e molto disponibile, e ringraziamo anche i lettori che han voluto spendere 10 minuti leggendo quest’intervista.

3BL Amaldi

 

 

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