Ius Soli, cos’è e perchè approvarlo

Diamo spazio al lavoro sullo Ius Soli dei ragazzi del Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca: oggi spazio alle ragioni a favore della legge

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Si Ius Soli

COS’È LO IUS SOLI E PERCHÉ APPROVARLO

I pro di una legge che dovrebbe essere approvata in Senato

La cronaca italiana di questi mesi è arricchita da un argomento complesso che ha alimentato polemiche di ogni sorta: stiamo parlando dello Ius Soli, una proposta di legge per il riconoscimento della cittadinanza a coloro che nascono nel nostro paese. Lo Ius Soli prevede infatti che chi nasce in uno Stato ne acquisisca la cittadinanza, ma al momento è un problema molto dibattuto in Italia che ha dato il via ad una vera e propria battaglia politica. Attualmente, nel nostro paese, è in vigore la legge n. 91 del 5 febbraio 1992, particolarmente legata allo Ius Sanguinis, il quale prevede l’acquisizione della cittadinanza da parte di coloro che nascono da un genitore o ascendente in possesso della cittadinanza. Questa legge secondo molti non aiuta il processo di globalizzazione e integrazione della Nazione. Invece lo Ius Soli favorirebbe la globalizzazione, questo consentirebbe l’arrivo in Italia di etnie differenti e comporterebbe l’espansione dei nostri confini a livello culturale. Tenendo inoltre in considerazione che la maggior parte delle persone che entrano nel nostro paese sono giovani in grado di lavorare, si favorirebbe un aumento del tasso d’occupazione e di conseguenza un aumento delle entrate dello Stato; quindi una maggior sicurezza di esigibilità futura delle pensioni. Per concludere questa nostra trattazione è il caso di affermare con forza che per affrontare un tema così delicato sarebbe necessaria una lunga discussione di tutti i pro e contro possibili perché il tema è complesso e non può essere affidato al sentito dire o all’approssimazione tipica degli atteggiamenti xenofobi. Si dovrebbe assicurare una informazione esaustiva che raggiunga tutta la popolazione, per eliminare la paura, dovuta il più delle volte all’ignoranza delle leggi e dello stato dei fatti; quindi si potrebbe infine optare per un Referendum consultivo, utilizzato a livello nazionale una sola volta, nel 1989 per chiedere un parere riguardo il rafforzamento politico delle istituzioni europee. Si tratta di una forma di democrazia diretta che non ha valore vincolante ma può far ben comprendere ai rappresentanti politici quale siano i pareri della cittadinanza.

3BL Amaldi

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