Kim Rossi Stuart, il salto verso la libertà con la scrittura

Kim Rossi Stuart, il salto verso la libertà con la scrittura: presentata alla Mondadori di Velletri la racolta di racconti “Le guarigioni”

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Kim Rossi Stuart

Tantissima gente alla Mondadori di Velletri, venerdì pomeriggio, per ascoltare l’attore Kim Rossi Stuart nella presentazione della sua prima opera, una raccolta di racconti. “Le guarigioni”, edito da La Nave di Teseo, è un nucleo di cinque storie tuttavia accomunate da un filo conduttore che è la volontà di cambiare in meglio, di guarire da qualcosa. Il noto volto del cinema e della televisione italiana, intervistato da Ezio Tamilia, ha destato entusiasmo e curiosità per questa sua esperienza scrittoria, che segue altri lavori da sceneggiatore. “Come prima esperienza” – ha detto Kim Rossi Stuart – “devo dire che ho apprezzato la naturalità di quello che scrivevo. Mi sono messo alla scrivania, a provare, e mi sono lasciato andare vista l’assenza di paletti rispetto al cinema. Ero abituato alle sceneggiature, dove bisogna pensare al cosa e al come è realmente rappresentabile, mentre qui il flusso di coscienza dà una grande libertà”. Cinque racconti che vedono protagonisti uomini e donne alle prese con l’amore, con la fede, con le problematiche. Un motivo di base che ha portato al completamento di questo lavoro lo ha rivelato l’autore: “Volevo riunire le guarigione perché la vita si può vedere in quest’ottica, di guarigione, con i suoi ostacoli e problemi”. Kim Rossi Stuart ha quindi analizzato, uno per uno, i singoli racconti, pur senza svelarne la trama: “Per quanto riguarda il primo, la lotta di Renato e Leo è un’immagine a me molto vicina. Ho vissuto in un maneggio, e quindi padre e figlio nella campagna laziale da far west li riconosco. L’obiettivo finale è quello di ritrovare un amore totale fra padre e figlio, che si perde con i conflitti e le fatiche…è bello pensare a una nuova tenerezza”. Al primo racconto di formazione fa seguito uno scritto psicanalitico: “Il protagonista ha difficoltà se non incapacità di instaurare un rapporto con le donne. È uno scrittore, ha disagi psichici e turbe dopo alcune relazioni fallite e tra le sofferenze decide di risolvere, con storie grottesche”. Nel terzo c’è invece un thriller, un giovane imprenditore che si innamora. Ne “Il chiodo” la protagonista, una donna atea, inizia ad interrogarsi sulla spiritualità. Trascinata in un pellegrinaggio da suo marito, le accade qualcosa di soprannaturale e partono diverse interrogazioni urgenti in merito a questo percorso. C’è un qualcosa di biografico, come ha confessato Kim Rossi Stuart: “Da un paio d’anni esploro questo universo, ero pieno di sovrastrutture ma ora credo in una sapienza profonda e sana al di là della fede che si ha”. L’ultimo racconto del libro porta con sé una riflessione di fondo: “Un giovane prete in una società semidistrutta” – ha detto l’autore – “irrompe sulla scena. La società è assalita dal Morbo di END, per cui i colpiti cadono in una bontà ipertrofica e rimangono incantati di fronte alle cose, come inebetiti. Il sacerdote si convince quindi di essere stato escluso dal morbo ad opera i Dio per reinserire nell’umanità quella dose necessaria di male. Con strazio interiore, dunque, rapisce e sottopone le persone a un trattamento non piacevole”. Cinque storie interessanti, ben raccontate da Kim Rossi Stuart. Impossibile, però, non parlare del cinema di oggi, vista la presenza di un illustre addetto ai lavori: “Il cinema va dietro a sintesi e istinto per formare le immagini. Nella vita bisogna saper cogliere il bello di ciò che ti arriva, e il mio mestiere, anche se è faticoso, mi spinge ad essere desideroso di renderlo pieno di significato. Se devo fare una critica direi che oggi si pensa troppo ad un sacrosanto intrattenimento purtroppo fine a se stesso. Nutrire il piacere sembra l’unica direttiva alle enormi voragini interiori”. Una giusta riflessione, a cui è seguito il firma-copie, lunghissimo, e le foto-ricordo. Un ottimo evento, ben riuscito, alla Libreria Mondadori di Velletri in attesa dei prossimi impegni: primo appuntamento in calendario sabato 20 aprile con Alberto Schiavone, alle ore 18.30, sempre nel Bookstore di via Pia.

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