La Asl Roma 6 sottoscrive il Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita

La Asl Roma 6 Roma 6 sottoscrive il Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita. La cerimonia giovedì 12 dicembre 2019

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La Asl Roma 6 Roma 6 sottoscrive il Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita

Nove diritti che garantiscono l’assistenza religiosa e spirituale per i pazienti che si trovano in strutture sanitarie nel momento finale della loro vita. E’ il Manifesto Interreligioso dei Diritti nei Percorsi di Fine Vita, firmato questa mattina dalla ASL Roma 6, all’Ospedale dei Castelli. L’obiettivo non è solo sancire la necessità ineludibile del rispetto nei confronti dei credenti di tutte le religioni, ma anche tradurre i nove diritti in procedure operative. “Sottoscrivere il Manifesto interreligioso oggi significa sigillare un patto di pace tra i popoli. Il diritto alla tutela della salute è per noi addetti ai lavori un irrinunciabile principio morale, che non ha mai fatto differenze né discriminazioni”, ha detto Narciso Mostarda, Direttore generale della ASL Roma 6. Il Manifesto rappresenta un importante traguardo del dialogo interreligioso in ambito sanitario ed è particolarmente significativo che tutte le confessioni religiose abbiano sottoscritto un testo comune. Promosso da ASL Roma 1, GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore e Tavolo Interreligioso di Roma, consiste nei seguenti diritti: Diritto di disporre del tempo residuo; Diritto al rispetto della propria religione; Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale; Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale; Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale; Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi; Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari; Diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem; Diritto al rispetto reciproco.  Oltre al Gruppo Promotore, i firmatari del Manifesto sono: ASL Roma 6, ASL Roma 5, Centro Islamico Culturale d’Italia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, Hospice Villa Speranza – Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione Comunità Ebraiche Italiane, Unione Induista Italiana, Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno, Vicariato di Roma, AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), CSV Lazio (Centro Servizio per il Volontariato), Cittadinanzattiva – Tribunale per i Diritti del Malato, un Operatore Socio Sanitario in rappresentanza della categoria. Presenti alla cerimonia di firma, Narciso Mostarda Direttore generale ASL Roma 6, Mario Ronchetti Direttore sanitario ASL Roma 6, Roberto Corsi Direttore Medico di Presidio Ospedale dei Castelli, Alessandro Bazzoni Dirigente ASL Roma 1, Mariangela Falà Presidente del Tavolo Interreligioso di Roma, Pier Francesco Meneghini Presidente GMC – Università Cattolica del Sacro Cuore, gli Operatori della ASL Roma 6, Mons. Marcello Semeraro Vescovo di Albano, i Referenti delle chiese e delle comunità religiose, i Volontari delle associazioni aderenti al Tavolo misto di Partecipazione.

I DIRITTI

  1. Diritto di disporre del tempo residuo

Ogni persona ha il diritto di conoscere ed essere reso consapevole del suo percorso di cura e del possibile esito, secondo i protocolli terapeutici più aggiornati, affinché possa gestire la propria vita in modo qualitativamente soddisfacente, anche in relazione alla propria spiritualità e fede religiosa.

  1. 2. Diritto al rispetto della propria religione

Ogni persona ha il diritto di comunicare la propria fede religiosa alla struttura sanitaria affinché possa essere rispettata, in conformità alla normativa sulla privacy.

  1. 3. Diritto a servizi orientati al rispetto della sfera religiosa, spirituale e culturale

Ogni persona ha il diritto di usufruire di servizi rispettosi della sua sfera religiosa, spirituale e culturale, compatibilmente con le possibilità organizzative. A tal fine la struttura sanitaria deve promuovere adeguati percorsi informativi e formativi per gli operatori.

  1. 4. Diritto alla presenza del Referente religioso o Assistente spirituale

Ogni persona ha diritto di avere accanto il proprio Referente religioso o Assistente spirituale cui sia garantito l’accesso, compatibilmente con l’organizzazione dei servizi sanitari.

  1. Diritto all’assistenza di un mediatore interculturale

Ogni persona ha il diritto nel percorso di fine vita di potersi avvalere di un mediatore interculturale o altra persona competente autorizzata, il cui intervento viene favorito dalla struttura sanitaria.

  1. Diritto a ricevere assistenza spirituale anche da parte di Referenti di altre fedi

Ogni persona ha il diritto di chiedere, qualora l’Assistente spirituale della propria fede non fosse disponibile, l’assistenza da parte di un Referente di altra fede.

  1. Diritto al sostegno spirituale e al supporto relazionale per sé e per i propri familiari

Ogni persona ha il diritto di ricevere all’interno della struttura sanitaria il sostegno spirituale e il supporto relazionale per sé e per i propri familiari.

  1. Diritto al rispetto delle pratiche pre e post-mortem

Ogni persona ha diritto al rispetto delle pratiche pre e post mortem previste dalla religione di appartenenza. La struttura sanitaria è tenuta a conoscere tali pratiche, a formare adeguatamente il proprio personale e a creare le condizioni perché queste pratiche possano essere realizzate, in conformità con la normativa vigente.

  1. Diritto al rispetto reciproco

Ogni diritto porta come conseguenza il dovere di ognuno di rispettare il credo religioso degli altri, siano essi pazienti, familiari o personale di cura.

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