Castel Gandolfo, la Fondazione Sordi premia Angelica Lucci

Da Castel Gandolfo storia ed esempio di amore e generosità verso gli anziani: La Fondazione Sordi premia la Lucci per i suoi gesti di solidarietà

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Premio Alberto Sordi ad Angelica Lucci
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Angelica Lucci e Milvia Monachesi

“Grazie Signore per avermi fatto incontrare Dina, per avermi dato la possibilità di donarle amore e conforto, perché nel momento del bisogno lei mi ha ricambiato come se fossi stata sua figlia”. Queste sono le parole con cui Angelica Lucci, una signora di Castel Gandolfo racconta la storia che dal 1977 la lega ad un’altra signora di Castel Gandolfo, Dina Marroni, che proprio quest’anno ha festeggiato 107, diventando la cittadina più longeva di Castel Gandolfo. E oggi la signora Angelica, Lella per gli amici, ha ricevuto sul palco del Palazzo dell’Arte Antica – Spazio Novecento a Roma il prestigioso Premio Alberto Sordi alla Solidarietà.

A consegnarle questo riconoscimento unico nel suo genere è la Fondazione Alberto che, nell’anniversario della nascita di Alberto Sordi, figura storica e centrale del cinema e della cultura italiana che nel 1992 volle dare vita a questa Fondazione dedicata alle persone anziane, celebra chi si è distinto nella nostra società per gesti di solidarietà in favore degli anziani.

Un premio ideato per dare “visibilità e voce a storie sommerse di generoso impegno a sostegno della popolazione anziana” come quella di Lella e Dina, con la volontà di “alimentare un processo virtuoso di replica di modelli di buone prassi condotte da donne e uomini di autentica umanità”, si legge sul sito della Fondazione.

La candidatura per la signora Lella è arrivata un po’ a sorpresa proprio per volontà del Sindaco Milvia Monachesi che, conoscendo la bellissima storia che lega la signora Lella e la signora Dina, ha voluto ringraziarla per questo suo costante quanto sincero affetto quasi materno, in cui l’amore reciproco gioca a mischiare i ruoli tra loro, rendendole a volte mamma, a volte figlia e altre volte sorelle.

“Appena ho saputo del bando per assegnare un Premio per la Solidarietà – racconta il Sindaco Monachesi – ho pensato che dovevo assolutamente riuscire a convincere la signora Lella ad accettare che io la candidassi, per conto di tutta la comunità che rappresento. Ci sono riuscita con non poca fatica, perché Lella è una persona molto riservata che ha sempre detto che “il bene si fa e non si dice” e soltanto perché le ho detto che la sua storia poteva essere utile ad altre persone.  La sua è la storia di un amore silenzioso, profondo e costante per Dina Marroni, una donna a cui era stato tolto tutto e che si era rassegnata a sopravvivere in solitudine, e alla quale lei è riuscita a ridare dignità, sicurezza, sostegno continuo e soprattutto amore”.

La storia di Lella e Dina inizia nel 1977 quando scoprì, tramite la Caritas, le precarie condizioni igienico sanitarie e psicofisiche in cui viveva Dina, che all’epoca aveva 70 anni. Armatasi di amore, pazienza e pasti caldi è riuscita a tirare fuori Dina dal locale-deposito in cui si era rifugiata anni addietro isolandosi dal mondo. Dina, nata a Castel Gandolfo il 31 gennaio 1911, ha vissuto i suoi primi 40 anni con i genitori nel loro albergo ristorante, frequentato anche da personaggi noti come Aldo Fabrizi e Tino Scotti, ed ancora oggi ricorda con molta nostalgia quel periodo felice. La poesia e la musica sono state sempre la sua passione, tanto da imparare a suonare il pianoforte da autodidatta. Purtroppo dopo la morte dei genitori l’albergo è fallito e Dina si è ritrovata sola e senza un sostegno economico, lasciandosi andare. Lella ha capito che se voleva aiutarla doveva impegnarsi in modo esclusivo per riuscire a restituirle la sua dignità dopo le tante sofferenze subite. E così, anche dopo un gravissimo lutto che colpì la signora Lella e la sua famiglia, il legame tra le due signore si è fatto ogni giorno più forte.

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