La luna non è sola

La solitudine della donna di Charles Baudelaire, la violenza di genere ed il ruolo dei consultori: perché la luna non è sola

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In occasione della giornata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne di qualche giorno fa e successivamente a tutte le manifestazioni, incontri ed eventi che ne sono conseguiti nei giorni a seguire, parlare della donna anche da un punto di vista letterario e, più in particolare, poetico potrebbe valere sia come omaggio a questa figura sia come spunto per una riflessione non per nulla banale.

 

Posiamo il nostro sguardo su Charles Baudelaire, uno dei più grandi poeti della storia della letteratura, e in particolar modo sulla sua opera, forse la più celebre, “Les Fleurs du Mal”. Già solamente sfogliando le pagine dell’indice, notiamo quanto molte delle poesie siano dedicate a delle donne.

Nelle varie tradizioni poetiche, il più delle volte, la musa ispiratrice del poeta era una donna dalle connotazioni e dai poteri quasi angelici e salvifici. Ma la donna di Baudelaire è leggermente più complessa. Certo è che per il poeta essa viene vista come portatrice di luce, grazia e gioia ma notiamo anche che la figura femminile si fa espressione di sensualità, di erotismo, di mistero, di incomunicabilità. Qui, la donna è, si, fonte di piacere ma anche di dolore, di tristezza e di dipendenza. Essa è rappresentata attraverso connotazioni più naturali, più umane.

Alla luce di ciò risulta spontaneo dire che allora la donna, in quanto essere umano, non si può, giustamente, classificare in modo univoco e non deve rientrare in una sola categoria fissa che la rappresenti nella tua totalità (fisica e caratteriale). Dato questo concetto per assodato, può capitare, a volte, che alcune donne, vengano giudicate ed emarginate solamente perché esprimono loro stesse nella loro naturalità, complessa o meno che sia. Molte altre subiscono addirittura maltrattamenti e discriminazioni. Una delle tante conseguenze è che si possano sentir sole come si sentiva sola la luna, protagonista di “Tristezze della luna” in “Les Fleurs du Mal” di Baudelaire. Sebbene vi siano varie interpretazioni che identificano questa poesia come una poesia d’amore, la luna potrebbe essere personificazione della donna la quale si sente sola mentre “s’abbandona sfinita” (cit. in “Tristezze della luna) e “lascia a volte in segreto scivolare una lacrima” (cit.).

In un periodo come questo, in cui vi sono donne che vengono discriminate, maltrattate ed uccise in qualsiasi ambito, che sia sociale, lavorativo e domestico, ci chiediamo cosa rende l’uomo legittimato ad agire in modo violento. A causa di come la donna si veste? Per come si comporta? Perché non “sta al suo posto”? Perché è troppo buona? O perché è forte ed indipendente?

Molto spesso accade che donne che subiscono ingiustizie a lavoro e a casa si isolano, si rifugiano nella paura. Ma le donne non possono sentirsi sole come quella luna. Ecco perché oggi, nella nostra realtà seppur preoccupante, esistono degli squarci di luce dove le donne che hanno subito o che subiscono maltrattamenti non si sentano mai più sole. I consultori sono un sostegno notevole. Ed è proprio questo il motivo dell’Open Day che si è svolto la mattina del 30 Novembre in vari consultori del nostro territorio, come quello di Grottaferrata, Ariccia, Marino, Pomezia, Velletri, Nettuno. Evento che si è fatto e si fa portatore di valori a cui la società odierna non può rinunciare. Luoghi di accoglienza, di sostegno, luoghi dove le donne possono sentirsi ascoltate e aiutate. Luoghi che informano e che insegnano senza distinzione di genere. L’informazione è sempre l’idea migliore e non possiamo assolutamente rinunciare al valore enorme di tesori come questi.

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