La pericolosità delle strade limitrofe dei Castelli Romani

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spianata tor vergata
La spianata di Tor Vergata
spianata tor vergata
La spianata di Tor Vergata

Sulle strade limitrofe dei Castelli Romani, mi riferisco esattamente quella che porta direttamente all’Università e all’Ospedale di Tor Vergata ,  proprio quella dalle esagerate rotonde costruite,  a loro dire,  per evitare incidenti e che invece tutti si sentono autorizzati a farsi le leggi da sé, ossia non rispettare i cartelli stradali dove è scritto con chiarezza i comportamenti sia riferiti agli automobilisti, motociclisti e ciclisti. Quest’ultimi forse i più arroganti, incoscienti e alcune volte presuntuosi che da quando sorge il sole fino alla sua ritirata,  non fanno altro che farsi i propri affari,  ignorando tutto e tutti trasgredendo mandando gli altri conducenti al limite della sopportazione e di conseguenza ad una guerra di presunzione a chi per primo ha il diritto di sorpassare o mettersi al margine della strada come dovrebbe fare il ciclista, che regolarmente non gli passa nemmeno dall’anticamera del cervello e continua a chiacchierare con gli altri amici messi non in fila indiana al lato della strada,  bensì,  occupando mezza corsia della carreggiata,  impedendo gli automobilisti di andare con tranquillità per la propria strada,  causando disagi nervosismi a volte con sfuriate e battibecchi volgari, come è di consueto abituata la società moderna che oggi abbiamo, questo è il meno grave,  ma se si continua a questa guerra di presunzione può anche capitare quello che, spero, nessuno si augura,  l’incidente grave, l’ irreparabile, una vita che se ne va per sempre, ne sono successi diversi non ultimo il più recente avvenuto ai danni di Domenico Calabrò, il 2 luglio 2013 alle 6,15   e che ancora li dove è avvenuta la disgrazia ha lasciato non solo l’immenso dolore ai familiari che con le mani legate sono rimasti:  impotenti, attoniti, ma consapevoli,  dopo aver accettato,  che non c’è nulla da fare, ma anche un ricordo proprio lì,  dove la disgrazia è avvenuta,  sicuramente un mazzo di fiori sempre freschi, e in questo caso,  l’arma traditrice:” la tanto amata bicicletta” tutta bianca, appesa come di solito si dice: “ al muro” e tutte le volte che passi di li, il pensiero torna alla memoria anche se in quel momento fatale non eri presente, ma con un po’ di fantasia lo immagini,  e mai auguri a nessuno nemmeno al tuo peggior nemico. Rimane solo tanta amarezza per una presunzione e trasgressione,  in più,  la mancanza di presenze che contano per regolare questa strada ben ripristinata che porta dai Castelli Romani,  sia all’Ospedale, uno dei più all’avanguardia del momento, che l’Università di Tor Vergata   ritenuta importante e ben  attrezzata nonché molto considerata al  livello internazionale.

Concettina Maso

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