La preoccupazione dei genitori per l’organizzazione della scuola I.C. di Frascati

Lettera di alcuni "genitori molto preoccupati" venerdì 25 settembre per denunciare la situazione della Scuola Secondaria di I grado dell'I.C. di Frascati

0
117
frascati
frascati

Riceviamo e pubblichiamo da alcuni “genitori molto preoccupati” della Scuola Secondaria di I grado dell’I.C. di Frascati:

“Oggi (venerdì 25 settembre ndr), abbiamo saputo che il giorno 28 settembre 2020 si terrà una riunione, esclusivamente per i genitori rappresentanti di classe delle terze e delle seconde classi della Scuola Secondaria di I grado dell’I.C. di Frascati.

Si ipotizza che tale incontro sia stato organizzato a seguito di numerose lamentele dei genitori molto preoccupati per la nuova organizzazione della scuola secondaria di I grado Via D’Azeglio.

La riunione però esclude completamente i genitori delle classi prime e non prevede possibilità di delega, in caso in cui un genitore non possa partecipare.

L’I.C. di Frascati a settembre ha fatto elaborare un Layout dell’Istituto dall’ente a cui è stato affidato l’incarico per la sicurezza della scuola.

Dal Layout (misurazione aule e disposizione arredi per verifica capienza alunni) elaborato nel plesso via D’Azeglio/via Mamiani EMERGE CHE i locali hanno misure atte a contenere ogni gruppo classe integro. Questo in base alla normativa in vigore per Covid e per la sicurezza.

Ad oggi è previsto un metro di rima buccale tra alunni e 2 metri dalla cattedra per normativa Covid. Altro discorso è per la scuola dell’infanzia per cui è prevista una misurazione di 1.80 m. ad alunno. https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/indicazioni.html

Sappiamo che alcune classi della primaria di Vanvitelli, inizialmente divise per gruppi di lavoro, sono adesso state riaccorpate.

Sappiamo che l’I.C. Frascati 1, che aveva ipotizzato i laboratori, ha poi abbandonato l’idea.

Non si comprende per quale motivo la scuola secondaria di I grado Via D’Azeglio stia persistendo, nonostante non ci siano più i presupposti dell’emergenza spazi, in questa decisione di far uscire 3/4 alunni al giorno da ogni aula  per portarli in un’altra aula dove vengono mescolati ad altri 6 sottogruppi di altre classi (laboratori).

Questa organizzazione risulta priva di ogni motivazione e di ogni tutela sul piano della sicurezza, della legalità e dell’offerta formativa obbligatoria.

Se non ci sono più i presupposti di emergenza, visti i risultati delle misurazioni di un ente certificato, i laboratori non possono essere attuati in quanto:

–          creano una maggiore promiscuità tra alunni, situazione che porterebbe, in caso di un alunno con Covid, alla quarantena di tutte le classi che hanno partecipato ai laboratori anziché alla quarantena di un’unica classe

–          non offrono un potenziamento dell’offerta formativa in quanto per partecipare ai laboratori gli alunni sono ASSENTI durante le ore curricolari di una scuola dell’obbligo

–          non sono autorizzati in quanto se i laboratori non sono per emergenza, ma vogliono essere una scelta didattica, tale progetto  doveva essere inserito nel PTOF.

I genitori non hanno avuto alcuna possibilità di scegliere una tale offerta formativa, né tantomeno hanno mai ricevuto la richiesta di autorizzazione per far uscire dall’aula i propri figli.

INOLTRE i genitori non hanno ricevuto alcuna circolare ufficiale riguardante la formazione dei gruppi dei laboratori. Nel calendario dei laboratori, messo sul sito, sono segnalati solo i numeri dei gruppi.

L’organizzazione è vaga, i ragazzi confusi.

Sappiamo che alcuni ragazzi non hanno capito dove si dovevano recare e in che giorno, di conseguenza hanno vagato fuori dall’ingresso della scuola, altri sono entrati in classe e poi sono stati fatti uscire dai loro insegnanti e inviati al laboratorio. Siamo sicuri che questi minori siano tutelati?

Lasciamo i nostri figli a scuola per poi constatare che risultano assenti sul registro?

In realtà è così sono assenti, non sono affidati all’insegnante della classe che li avrebbe in carico in quelle ore e non frequentano le lezioni curricolari.

Il recupero delle ore curricolari a carico di ogni docente poi ci sembra veramente un’ipotesi astratta, sappiamo bene quanto hanno perso i nostri figli nel periodo della quarantena e quanta necessità hanno adesso delle lezioni in presenza delle materie previste.

Ci chiediamo, se gli spazi sono sufficienti, anche se non ampi, ma sufficienti per la normativa oggi in vigore, A CHI GIOVA TUTTO QUESTO?

Siamo curiosi di sapere cosa ne pensa il Miur”.

Firmato

GENITORI MOLTO PREOCCUPATI

Print Friendly, PDF & Email