La presentazione a VIlla Apolloni di Roma Incisa di Roberto Mammuccari

0
1359
roma_incisa
Roma Incisa
roma_incisa
Roma Incisa

La presentazione del libro di Renato Mammuccari “Roma Incisa”, un testo sulle piante le vedute ed i costumi di Roma si terrà martedì 11 febbraio 2014 dalle ore 16:30 presso Villa Apolloni di Frascati a via Tuscolana, 26 ed è un’evento organizzato dell’Associazione Culturale Ettore Apollonj.

La miglior recensione di un opera è quella dell’autore stesso, di seguito le parole con cui Mammuccari descrive “Roma Incisa”: “A voler seguire il consiglio di Virginia Woolf – che, pur ritenendo Roma la città più bella del mondo era costretta ad ammettere, con quella malinconia a tutti noi ben nota, di non riuscire a farla sua in quanto la giudicava «fuggevole come una sensazione, cangiante come un colore e inafferrabile come il suono dell’acqua» – si dovrebbe rinunciare a scrivere un ennesimo volume su questa città. Ma voglio provare – continua Mammuccari – ugualmente a “leggere” Roma in maniera originale e appassionante al tempo stesso, convinto come non mai che con i libri non si debbano riempire dei vasi ma accendere dei fuochi e, quindi, se riuscirò a coinvolgere ed interessare anche un solo lettore nel mio percorso, più iconografico che letterario, mi riterrò soddisfatto e ripagato della fatica affrontata per il solo merito, come recita un vecchio adagio, di avergli messo le ali certo che poi avrebbe imparato a volareda solo. Sino ad ora, infatti, questa città a ben ragione definita eterna, è stata esaminata sotto infiniti punti di vista: dalla storia all’arte, dall’architettura all’archeologia, dalle chiese ai palazzi, dai monumenti alle fontane, dalle leggende agli aneddoti ed ai numerosi obelischi che sembrano volerla far congiungere al cielo. Tutto questo io cercherò di compendiare esaminando Roma nelle sue accurate e precise piante prospettiche, nelle sue stupende vedute panoramiche andando ad indagare gli scorci caratteristici e naturalmente i suoi costumi pittoreschi così come ce li hanno tramandati, sin dal Cinquecento, non i pittori ma gli incisori che, proprio grazie alla loro particolare tecnica che consentiva più “tirature” della stessa opera, riuscirono a far conoscere questa città in ogni parte del mondo, perlomeno in quello sino ad allora scoperto. Ecco perché – prosegue l’autore – più che la pittura, che sa dell’odore gradevole dei colori ad olio, ho preferito come compagne di viaggio le incisioni e non mi limiterò ad una mera elencazione delle piante, vedute o costumi di Roma ma, commentandole anche con l’apporto di chi nelle varie epoche le ha utilizzate, Ritengo che queste si “animeranno” con la parola ed il linguaggio si “colorerà” con le immagini. Spero di riuscire a farmi comprendere, per quanto possibile, con parole semplici e coinvolgenti anche dai profani in quanto credo che i libri d’arte ed in particolare i cataloghi delle mostre, come ha giustamente sottolineato Fernando Mazzocca, più che un esclusivo esercizio accademico – il cui fine sia l’affermazione dello status di studioso se non addirittura una ricerca da aggiungere al curriculum per ipotetici concorsi – debbano avere, invece, quali destinatari prioritari i lettori ed il pubblico e non quindi i soli studiosi. Tenterò, poi, di spiegare gli stili più eterogenei che negli anni si sono sovrapposti come tessere di un mosaico non in orizzontale ma in verticale così dimostrando che, invece di creare dissonanze, questi si sono armonizzati in una sintesi di rigore classicista e fantasia barocca, di allegorie che rimandano al rococó e prospettive rinascimentali ed il tutto cementato da miserie e privilegi, dal falso splendore delle corti alle infinite guerre, alla fame sempre presente, assedi, saccheggi, incendi, epidemie con la peste in agguato e l’inesorabile morte che da sempre non ha risparmiato neanche i potenti. Grazie alla vostra sensibilità, unita ad altrettanta pazienza, quell’antico splendore della civiltà romana – che ritengo scalfito ma non distrutto da quella desolazione causata più dall’ingiuria degli uomini che del tempo – sarà ancora lì ad attendervi a condizione di aver presente che non è lo spazio la vera dimensione di Roma, meno grande di tante altre capitali europee, quanto il tempo essendo una città che a fatica riesce a contenere i suoi tremila anni di storia. I monumenti, le basiliche, i palazzi, le vie, le piazze e la sua melanconica campagna – che cominciava già dentro la cerchia delle mura – sono stati dei fondali in attesa prima di qualcuno che li immortalasse nelle marcate xilografie pulite come solo queste possono essere, nelle dure acqueforti destinate a durare nel tempo e nelle delicate litografie da far invidia agli acquerelli e poi di qualcosa che li imprimesse con un semplice scatto sulla carta emulsionata “mercè” la luce. Mi auguro – ancora Mammuccari – infine di poter creare e suscitare nei lettori non tanto turbamenti, emozioni e suggestioni, e tanto meno conoscenza, quanto semplicemente stupore ossia quell’entusiasmo che entra d’impeto nei cuori, senza neanche il filtro della mente, restituendo e amplificando stati d’animo esaltanti ed irripetibili che, al pari delle note musicali, riusciranno come d’incanto – senza per questo contraddire la mia amata Virginia Woolf – a fargli possedere le sensazioni, a fermare i colori ed a consentirgli di afferrare anche il suono dell’acqua, facendo così che la città eterna diventi, per chi avrà la voglia di seguire questo percorso, una città eternata. Tali considerazioni, che spero siano anche le vostre, mi ha dato la forza ed il coraggio per intraprendere un “viaggio” lungo seicento anni – alla ricerca di una Roma “sparita” direbbe Ettore Roesler Franz – pur consapevole – conclude l’autore di “Roma Incisa” – che non c’è nulla di più noioso al mondo che leggere un ennesimo libro su questa città, tranne forse scriverlo”.

Ed ecco alcune note biografiche di Renato Mammucari che viene al mondo nello stesso anno in cui lo lascia Gabriele D’Annunzio e, in un ideale quanto azzardato passaggio di testimone, nel 1988 per farsi perdonare l’incauto accostamento è promotore di una mostra nello “Stenditoio” del San Michele dedicata a “I pittori dell’Imaginifico” in ricordo del Cinquantenario della morte del Vate. Vive e lavora a Velletri come avvocato, dopo una lunga parentesi a Camerino dove, assistente universitario, si scontrò con un “barone” ma incontrò una “principessa” e, ribaltando la legge del contrappasso, perse il posto ma trovò moglie. Docente di Italiano e Storia, è andato in quiescenza per ringiovanire (è uno dei “famigerati” pensionati baby) lasciando anzitempo la scuola senza rimpiangerla e, soprattutto, senza che questa rimpiangesse lui. Perseguitato dal tarlo del collezionismo, il suo studio è tappezzato di quadri, incisioni, libri e ricordi che troppo sovente lo distraggono, complice e consenziente, dagli impegni forensi. Appassionato collezionista dell’Ottocento, infatti, da anni si dedica alla riscoperta di pittori che, dal Settecento al Novecento, hanno ritratto Roma e la sua Campagna, riproponendone le opere in pubblicazioni e mostre che gli hanno valso il premio per la Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche se gli è più caro il “Premio Simpatia” conferitogli in Campidoglio dall’indimenticabile Domenico Pertica. Quasi alla fine del suo cammino, nell’illusione di ricominciare, dalla critica d’arte è passato al romanzo con il solo timore di averne scritti due contemporaneamente, il primo e l’ultimo, ma dopo i suoi “Sogni romani”, che tali sono rimasti, è tornato nuovamente ai cataloghi d’arte con una originale guida dell’Urbs confessando candidamente, senza neanche essere interrogato, che piuttosto che nei libri che aveva scritto si ritrovava in quelli che aveva letto e quindi doveva ringraziare gli autori di questi e, soprattutto, sua madre Laura che glieli aveva fatti leggere così conducendolo per mano a scoprire una Roma che altrimenti non avrebbe mai conosciuta. Ora, per nulla intimorito dalla recidiva, presenta questa sua ultima (in tutti i sensi!) fatica dedicata a “Roma incisa” sicuro come non mai che le vedute si animeranno con le parole e queste si coloreranno con le immagini.

Print Friendly, PDF & Email