La scuola adotta l’opera, anzi il balletto

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schiaccianoci
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Schiaccianoci

Nuovi orizzonti per gli studenti romani di ogni età, invitati ad assistere al teatro Costanzi allo “Schiaccianoci”. Non sappiamo se la trasposizione di Giuliano Peparini dello “Schiaccianoci”, il più celebre balletto di Cajkovskij e, forse, della storia, passerà ai posteri per particolare virtuosismo scenico. Di sicuro, però, rimarrà impressa indelebilmente nella memoria di centinaia di studenti, in quanto primo spettacolo da loro mai visto all’Opera. Il teatro dell’Opera di Roma, infatti, spalanca le porte a qualunque scuola laziale voglia aderire, con un progetto che si propone di far conoscere ed apprezzare il melodramma a studenti che, magari, non avranno altra occasione di approcciarvisi. Stavolta, però, Martedì 20 Dicembre, al rumoroso e novizio pubblico viene proposto il balletto, ed il balletto più classico in assoluto, ma con un adattamento per niente banale e, soprattutto, dall’effetto per niente noioso sulla platea. Ci si poteva chiedere se gli straordinari passi di Susanna Salvi o l’energica direzione di David Coleman avrebbero fatto il dovuto effetto sul giovane pubblico; ebbene, le opinioni sono ovviamente discordanti, ma allo spegnersi delle luci del palcoscenico la platea si è come d’incanto ammutolita (e in precedenza il rumore era non poco), per poi sperticarsi in applausi alla loro riaccensione, dopo due ore di coreografia e musica. Forse sta proprio in questo la grandezza delle opere che si dicono universali, di cui lo “Schiaccianoci” fa certamente parte: ognuno, in ogni epoca, di qualunque età ed estrazione sociale, non può che ritrovarsi quantomeno a fischiettare la danza della Fata Confetto. E chissà che qualcuno dei giovani presenti non faccia anche un pensierino sul ritornarci, all’opera.

Servizio di Valentina Guerra e Angelo Gargiulo.

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