La storia di Roberto Urbini scomparso nella tragedia del Titanic

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AIUTATEMI A SCOPRIRE IL VOLTO DI MIO “CUGINO” ROBERTO URBINI SCOMPARSO NELLA TRAGEDIA DEL TITANIC

Il Titanic è affondato 104 anni fa, ma solo da poco tempo ho saputo che a bordo di quella nave, nella tragica e gelida notte del 15 aprile del 1912, c’era anche un mio lontano parente, Roberto Urbini.
Un giorno, nell’aprile del 2012, mio padre, Manlio Mancini, ricevette una telefonata dal Comune di Roma in cui gli veniva riferito che cercando negli antichi archivi, avevano scoperto che un suo familiare si era imbarcato sul Titanic insieme ad un altro italiano Roberto Vioni e che il 12 aprile 2012, a cento anni dall’affondamento della nave, si sarebbe svolta a Villa Borghese a Roma, presso la Casa del Cinema, la cerimonia celebrativa in memoria dei due italiani.
Mio padre rimase sorpreso e lusingato da questo onore, cominciò ad andare indietro nel tempo e ricordò di qualcuno che all’epoca gli disse che in famiglia c’era stato un giovane ragazzo scomparso durante l’affondamento, ma i ricordi rimangono ancora oggi offuscati dal trascorrere dei tanti anni.

Quando mio padre mi riferì la notizia rimasi anche io piuttosto meravigliata, l’emozione che provai fu un misto di stupore per una cosa tanto inaspettata e di compassione per un povero ragazzo pieno di speranze brutalmente annegate nelle acque dell’Atlantico.

Tuttavia la curiosità di scoprire chi fu per la mia famiglia Roberto Urbini, era ed è ancora tanta, mi misi a fare delle ricerche su Internet e ad indagare tra i miei parenti ma purtroppo questi umili strumenti non sono serviti a molto.

Tutto quello che so è che il cognome Urbini, era il cognome di mia nonna paterna Giulia Urbini nata nel 1907, dunque Roberto proveniva da quel ceppo genealogico ma che grado di parentela avrà avuto con mia nonna? Era figlio di suo zio, quindi un suo cugino? Dunque cugino di secondo grado di mio padre Manlio nonché mio cugino di terzo grado?
Quello che sappiamo per certo grazie al ritrovato documento d’identità è che Roberto Urbini è nato il 14 giugno del 1891, suo padre si chiamava Attilio, il suo stato civile era celibe e che il suo ultimo indirizzo di residenza era a Roma in via del Babbuino 172.

Da questi dati ne deduciamo che al momento dell’imbarco sul Titanic il povero Roberto, ignaro della sua fine, aveva solo 20 anni. Inoltre grazie all’enciclopedia del Titanic presente online ho scoperto che il giovane era salito su quella nave per lavorare come cameriere per il più prestigioso ristorante presente a bordo, ossia il ristorante Gatti dell’omonimo italiano denominato Mr Gatti, i clienti erano esclusivamente passeggeri di prima classe e appartenevano alle famiglie più altolocate ed in vista del tempo. Mi fa pensare alle numerose scene del film Titanic ambientate nel ristorante di prima classe, una tra queste rappresenta la cena a cui era stato invitato l’umile Jack Dawson che improvvisamente si trova in un mondo completamente sconosciuto in cui non sa quale posate usare ma riconosce molto bene l’apparenza di superiorità sotto la quale si celano dei bassissimi propositi.

Inoltre è scritto che Roberto Urbini ha abitato per un lungo periodo in Inghilterra e che aveva una compagna che aspettava un figlio da lui ma questo è molto difficile appurarlo.
Ad oggi quello che rimane di Roberto Urbini e del suo compagno di viaggio Roberto Vioni, è una targa commemorativa sita alla Casa del Cinema di Villa Borghese inaugurata nella primavera del 2012 dall’ex sindaco di Roma Giovanni Alemanno che ha consegnato a mio padre ed ai suoi fratelli Elio e Clara Mancini una medaglia di bronzo e argento coniata dal comune di Roma con lo stemma romano S.P.Q.R e sul rovescio la seguente scritta: Roma capitale ricorda Roberto Urbini nel centenario del disastro del Titanic.

Nei miei sentimenti invece, persevera la voglia di scoprire chi era questo giovane ragazzo che alla ricerca della fortuna ha invece trovato sul suo cammino una delle più grandi tragedie umane mai esistite, chissà se ha tentato di salvarsi o se come tanti si è lasciato andare al suo triste destino e se prima di morire avrà pensato alla sua amata…Questo non lo scopriremo mai ma quello che invece vorrei fosse riportato alla luce dal profondo di quegli abissi che hanno inghiottito i suoi sogni ed il suo corpo che non è mai stato ritrovato, è la sua identità ed il suo grado di parentela con la mia famiglia, chissà se da qualche parte esiste una sua foto, per quanto abbia cercato online non c’è nulla che possa far avere un’idea del suo volto. Ecco, questo mi piacerebbe molto, conoscere il volto del mio probabile lontano cugino Roberto Urbini e restituirlo alla sua città natale in onore della sua memoria.

Faccio un appello a tutti coloro che hanno accesso ad archivi specifici, a parenti lontani che ne sappiano più di me o a tutti coloro che potrebbero aiutarmi ad aggiungere dei pezzi alla mia ricerca.

Concludo questo articolo citando le parole del poeta Thomas Hardy dedicate alla tragedia del Titanic ed impresse per l’occasione sulla targa commemorativa presente nella Casa del Cinema di Villa Borghese che vi consiglio di andare a visitare.

“Nella solitudine del mare a un abisso dalla vanità umana e dall’Orgoglio della Vita che la progettò, essa in silenzio giace.”

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Scheda di Roberto Urbini
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