La vendetta di Alexis Tsipras sul rosso ribelle Varoufakis

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Alexis Tsipras festeggia la vittoria alle elezioni politiche del 20 settembre 2015 in Grecia. Immagine di Afp tratta da www.repubblica.it
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Alexis Tsipras festeggia la vittoria alle elezioni politiche del 20 settembre 2015 in Grecia. Immagine di Afp tratta da www.repubblica.it

“Dagli amici mi guardo io, dai nemici mi guardi Dio” diceva un vecchio detto popolare che si attaglia bene all’esito del referendum greco “pro e contro” Tsipras andato in scena alle elezioni legislative anticipate del 20 settembre 2015.

Al di là dei bizantinismi da analisi del voto, quella rincorsa all’opinione dissacrate o rigorosa sul dato numerico di ogni elezione, rimane un dato incontrovertibile che va oltre la vittoria del Premier Alexis Tsipras: l’archiviazione di tutti gli esponenti fuoriusciti da Syriza, che dopo aver fatto andare il Paese alle elezioni anticipate hanno perso il seggio e ci si permetta: la faccia.

Nulla contro Varoufakis e company, né nessun elogio per il camaleontico Tsipras, ma un dato di fatto è chiaro: al di là dei giudizi sul referendum pro-contro Euro dell’estate e sui comportamenti tra Premier ed ex ministro delle Finanze, i “ribelli” ex Syriza sono esclusi dal parlamento ellenico ed ininfluenti dal punto di vista politico.

Il giovane premier greco si dimostra scafato ed abile manovratore delle urne e del governo: una sorpresa solo per alcuni, non per tutti.

Tsipras vince più che numericamente (una maggioranza di seggi poco sopra la soglia dei 151 necessaria per governare, l’alleanza Syriza-Anel raccoglie 155 voti in parlamento), politicamente preparandosi ad un nuovo mandato che è già iniziato (bontà degli zero bizantinismi ellenici su trattative, consultazioni e incarichi da dare al Premier) senza opposizione interna.

Il tempo dirà se se ne creerà una nuova.

Anel rimane alleato di Tsipras e torna al governo, Nuova Democrazia Meimarakis, (28% dei voti), salva la faccia, ma non riesce a ribaltare il risultato delle elezioni del gennaio 2015

Alba Dorata con il 7,1% è terza forza in parlamento, a sottolineare il vento di protesta che pervade Atene e tutta la Grecia che boccia Unità Popolare di Varoufakis e company sotto la soglia minima di entrata nel parlamento locale del 3%.

Prevedibile la bassissima affluenza attestatasi al 51,7%, ma al di là dei numeri Tsipras è in sella e Varoufakis viene appiedato dalla sua moto, un contrappasso dantesco dopo le dimissioni di quest’ultimo all’indomani del referendum estivo e poi delle piroette del Premier verso i dettami dell’Europa:

così è la politica.

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