Ladaga schiera Forza Italia con Alessandro Priori

Presentati i candidati della lista di Forza Italia a Velletri con Salvatore Ladaga capolista per sostenere il candidato Sindaco Alessandro Priori

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Salvatore Ladaga e Alessandro Priori

Un Comitato elettorale gremito, quello di Forza Italia, in viale Regina Margherita, per la presentazione dei candidati della lista forzista, che alle elezioni Comunali del 10 giugno sarà in sostegno della candidatura a sindaco dell’avvocato Alessandro Priori. Proprio il legale veliterno ha preso posto sul tavolo dei relatori, insieme al capolista Salvatore Ladaga, che ha sfoderato tutta la sua verve per caricare i suoi in vista dell’attesa consultazione elettorale. Lo ha fatto senza sottrarsi a niente, difendendo le ragioni della scelta.

Proprio Priori si è detto orgoglioso “che il progetto civico in mio supporto – parole sue – possa essere appoggiato dal primo partito di Velletri. Ringrazio Salvatore e il senatore Claudio Fazzone – ha aggiunto – che hanno dimostrato con totale correttezza di mettere il bene della città al primissimo posto. Abbiamo portato a compimento tutti i passaggi che potevamo per essere inclusivi con tutto il resto del centrodestra veliterno e abbiamo ragionato, fatto proposte e dato la nostra disponibilità a fare passi indietro per unire, ma qualcuno ha scelto altre strade, e questo ci rende più determinati che mai a vincere, forti di un programma che è ambizioso ma interamente realizzabile”.

Priori, che ha ringraziato Lamberto Trivelloni, fondatore di Patto Popolare, “per il suo prezioso lavoro di coordinamento dell’aggregazione civica”, ha poi lasciato la parola a Salvatore Ladaga, il cui intervento, protrattosi a lungo, ha scatenato più di qualche fragoroso applauso tra i presenti, a partire dall’espressione di vicinanza al sindaco Fausto Servadio, reduce da una delicatissima operazione chirurgica.

“Al centro di ogni nostro interesse – ha esordito Ladaga – ci sono i cittadini e la risoluzione dei problemi. Non è un periodo per cantastorie e per chi crea false aspettative. Abbiamo un programma concreto e realizzabile, che si muove sul doppio binario, quello degli interventi più facilmente realizzabili, che intendono migliorare la qualità della vita dei cittadini nell’immediato, e quelli che ci dovranno vederci pronti a cogliere le opportunità di sviluppo e ad assicurare un miglior futuro alla nostra città”.

Ladaga non ha mancato di evidenziare il suo rammarico per “una campagna elettorale iniziata nel peggiore dei modi”, e non ha mancato di replicare in maniera incisiva a chi, come Gianni Cerini, “preferisce una politica fatta di minacce e denunce, che non è certo nel mio stile. Sono un uomo moderato, che costruisce percorsi e pensa al bene della città, ma se continueranno a chiudere i loro comizi con le stupidaggini che ho sentito l’altro giorno non mancherò di reagire animosamente”.

Rispedite al mittente le accuse di essere il killer del centrodestra: “Quel che ci distingue, oltre a motivi di ordine prettamente politico è senza dubbio lo stile, a partire dalla pretesa di creare un consenso non denigrando l’avversario, ma edificandolo sulla bontà del proprio progetto. Non si può pensare che solo perché si è annunciata per primi la propria candidatura poi tutti gli altri debbano sottostare a quel progetto”.

Ladaga non le ha mandate a dire neppure a chi ha messo in campo voci di accordi precostituiti per il turno di ballottaggio: “A prescindere che non abbiamo mai imposto nulla a nessuno, perché siamo gente libera, ed è ben evidente a tutti che noi siamo in campo per vincere e non per favorire la vittoria di altri. Lo facciamo forti di un programma sul quale cercheremo il consenso dei cittadini e per gli stessi andremo ad amministrare la città che tanto amiamo. La rivoluzione vera, genuina e vincente siamo noi e lo faremo con un Sindaco che ci garantisce almeno 10 anni di amministrazione a passo veloce, a suggello di un programma partecipato e di un percorso da noi tutto condiviso”.

Sarà una campagna elettorale di piazza, “perché al di là dei social sentiamo forte l’esigenza di guardare negli occhi ogni cittadino. Mi interessa il rilancio della Politica, quello con la P maiuscola, da costruirsi insieme a tutto il gruppo dei civici”.

Non sono mancati passaggi concreti sulla Sanità, a partire dal progetto di riaprire la clinica San Raffaele: “Mi sono battuto in prima linea, cercando un confronto costruttivo con i miei amici Angelucci, affinché quella struttura non fosse riservata ad ospitare le centinaia di migranti di cui si parlava, e non perché non abbia rispetto per chi è nel bisogno, ma perché per Velletri sarebbe stata una bomba sociale non indifferente, e si sarebbe tradita la vocazione sanitaria della struttura. Fui proprio io a scrivere la convenzione di quella che allora si chiamava Villa Letizia e quella clinica può tornare ad essere il gioiello che era ed è un nostro dovere far si che torni ad essere operativa e ad erogare servizi, generando economia sul territorio, a partire dai tanti veliterni che vi lavorano. E’ per questo – ha aggiunto Ladaga tra gli applausi – che ho chiesto ai vertici del mio partito di fare un incontro lì dentro, perché voglio che ognuno si impegni per la sua riapertura”.

Il passaggio ha fornito il destro per auspicare “che chi fa impresa e garantisce posti di lavoro abbia un sostegno, perché altrimenti Velletri sarà destinata ad impoverirsi sempre di più e in un momento di profonda crisi sociale è qualcosa che non possiamo permettere”.

Dopo aver evidenziato l’opportunità di una politica che rilanci i servizi dell’Ospedale, evitando sprechi e disservizi, e aver lodato quanto si fa presso la Clinica Madonna delle Grazie, ribadendo l’esigenza di procedere verso “un mondo di eccellenze e specializzazioni continue”, il capolista si è soffermato proprio sul sociale: “A Velletri c’è un disagio sommerso diffuso, con gente che fa fatica ad arrivare a metà mese e a fare la spesa o comprare le scarpe ai figli. Problemi di cui ci dobbiamo far carico, riservando una maggiore attenzione sul sociale, creando sinergie con gli operatori  del settore e persino con la Chiesa. Gli interventi a spot non servono a nulla, ma serve una regia costante, che parta con l’assicurare a tutti la dignità del lavoro”.

Ladaga ha infine ribadito l’esigenza di “semplificazione della pubblica amministrazione. La politica ci deve mettere la faccia e dare gli opportuni indirizzi, senza più dipendere dalla discrezionalità dei dirigenti”. “La nostra città ha l’inestimabile vantaggio di un territorio così esteso, che ci consente di pensare ad uno sviluppo che metta il centro storico in una condizione ideale per diventare una sorta di salotto, come accaduto in tante realtà dell’Umbria, dove hanno puntato tanto, riuscendoci, su un turismo di nicchia e qualità”.

Dall’inopportunità di un’Area Artigianale ad Acquavivola, ritenuta ormai fuori tempo, all’idea di uno sviluppo per la zona dei Cinque Archi il passo è stato breve: “Dobbiamo avere la capacità di interloquire con Ferrovie dello Stato e io già l’ho fatto, per fare in modo che si possa arrivare a creare una stazione di Carano lungo il tratto ferroviario Roma-Napoli.  Una volta avuta la certezza di una fermata potremo pensare ad una sorta di nuovo quartiere, dove non mancheranno opportunità di sviluppo e nuovi posti di lavoro. E’ nostro compito – ha concluso – generare sviluppo e nuove opportunità, con attenzione e lungimiranza, un po’ quanto accadde qualche anno fa con la 167, che grazie ad alcune felici intuizioni è diventata la City di Velletri”.

 

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