L’Amministrazione di Ariccia celebra Palazzo Chigi

L'Amministrazione di Ariccia guidata da Roberto di Felice celebra l'acquisizione da parte di Palazzo Chigi avvenuta trent'anni fa

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Ariccia
Ariccia Palazzo Chigi

Quest’anno ricorrono le celebrazioni per i trent’anni trascorsi dalla pubblica acquisizione del Palazzo Chigi, con i suoi arredi e il vasto parco, che fu ceduto a condizioni di favore dal principe Agostino Chigi Albani (1929-2002) al Comune di Ariccia allo scorcio del 1988, con un finanziamento dell’ex Cassa del Mezzogiorno (Agensud).

L’Amministrazione Comunale di Ariccia, presieduta dal Sindaco Roberto Di Felice, ha inteso celebrare questa importante ricorrenza, che ha avuto non secondari risvolti culturali e di promozione turistica per l’intera area romana, con una serie di eventi scansionati durante tutto il corso dell’anno.

Dopo la mostra in corso sul paesaggista del ‘700 Alessio De Marchis, inaugurata a marzo ed aperta sino a giugno, la presente mostra celebra le donazioni, i recuperi e i restauri di opere d’arte avvenuti nell’ultimo decennio, non registrati nei precedenti cataloghi.

La mostra è stata sponsorizzata della Banca di Credito Cooperativo Colli Albani e sostenuta anche dalla Università delle Tre Età di Ariccia.

Eventi e interventi che hanno ulteriormente potenziato le raccolte di Palazzo Chigi, dopo le storiche donazioni di interi gruppi collezionistici avvenute nel primo decennio di apertura del museo, tra il 2000 e il 2008 circa, a conclusione del completamento dei lavori di ristrutturazione dell’immobile con il Grande Giubileo del 2000. Ricordiamo le prestigiose collezioni Fagiolo, Lemme, Ferrari e Laschena.

Tra i donatori più recenti spicca Ferdinando Peretti, collezionista e celebre mercante d’arte di levatura internazionale, già socio con Jacob Rothschild negli anni ’70 della prestigiosa Colnaghi Gallery –  la più antica galleria antiquaria del mondo -, direttore e fondatore della Walpole Gallery di Londra: prima con una raccolta di 60 disegni eseguiti dall’artista del ‘700 romano Giacomo Zoboli, donata nel 2000, poi, fino ad oggi, con periodiche donazioni di dipinti.

Tra i benemeriti mecenati degli ultimi anni vanno citati: Robert V. N. Berg, Antonio Canestro, Franco Di Castro, Raniero Gnoli, Luciano Grimaldi, Alberto Laudi, Duccio K. Marignoli, Franco Scapellato ed anche vari eredi Chigi, tra cui Fabiola, Francesca e Gianluigi Bisleti, Ludovico Maraini.

Alcune opere, sottratte in furti quando il Palazzo era ancora proprietà dei Chigi, sono state recuperate dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico, come la spettacolare Veduta dell’Arsenale di Civitavecchia di Viviano Codazzi, raro documento dell’arsenale pontificio progettato da Bernini per Alessandro VII e distrutto nel 1944, e il Ritratto di Marta Ghezzi Baldinotti, facente parte della “galleria delle belle” di Ferdinand Voet da poco ritrovata.

Ci sono stati anche lasciti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Pubblica della Guardia di Finanza o dei Musei Vaticani.

Dal 1990 ad oggi si sono susseguiti interventi di restauro su dipinti, arredi e materiale grafico, curati dal Laboratorio dell’ex Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma e del Lazio, dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR, già Istituto Centrale del Restauro) e soprattutto con interventi diretti del Comune di Ariccia tramite economie del palazzo e sponsorizzazioni private.

Dal 1999 ad oggi Daniele Petrucci, storico dell’arte presso il museo, ha eseguito a costo zero in collaborazione con il restauratore Livio Jacuitti, restauri e manutenzioni su numerosissimi arredi, cornici e manufatti. Uno degli interventi più rilevanti è consistito nel restauro, riassemblaggio e rimontaggio di due parati completi in cuoio del XVII secolo, con i quali sono stati riallestite la “Sala dei Pavoni” e la “Sala Albani” (2011-12). Le spese sono state limitate ai costi dei materiali.

Numerose le incisioni antiche restaurate dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, a cura di Donatella Pucci. Tra gli interventi più recenti, l’Istituto ha eseguito tra il 2018 e il 2019, a cura di Mariabianca Paris, il restauro conservativo e il recupero di un importante fregio a grottesche di gusto manierista risalente alla fase Savelli, databile alla fine del XVI secolo.

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