L’attualità di Andy Warhol in mostra a Roma

Andy Warhol, un'esposizione che con oltre 170 opere traccia la vita di uno dei più acclamati artisti della storia

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La mostra di Warhol al Vittoriano di Roma
Andy Warhol

La mostra di Andy Warhol, in esposizione al Complesso del Vittoriano dal 3 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019, che sta già riscuotendo un grande successo, ci fa riflettere su diversi temi e ci fa chiedere soprattutto perché una mostra d’arte di questo tipo debba essere presentata a una città grande come Roma, proprio adesso.

Senza ombra di dubbio la grandezza del genio è molto ben rappresentata dall’esposizione artistica, astutamente organizzata e sapientemente allestita da Arthemisia, grande società di produzione e realizzazione di mostre d’arte a raggio mondiale. La mostra incentrata solo ed esclusivamente sul grande artista, è divisa per tre grandi sezioni, costituite da musicamoda e quella dedicata alle icone.

Sono 170 le opere che il Complesso ci presenta: la parte icone ci fa conoscere le famosissime serigrafie di Marilyn, tutte uguali ma tutte diverse, o le stesse di Mao. Grandissimi capolavori di Andy Warhol, esse ci introducono al concetto di ripetibilità e di equivalenza tra copia e originale, alla base della sua arte.

Nella sezione musica, molto suggestiva, sono presentati i diversi rapporti che l’artista aveva con il panorama musicale di allora. Le opere di Andy Warhol erano ambite da diversi musicisti come i Rolling Stones, Michael Bosè, Grace Jones e i Velvet Underground. Sono note le copertine per i vinili delle due grandi band. Che cosa avesse Warhol di così speciale, così tanto da ammaliare l’intero mondo di star che gli girava intorno, era l’originalità delle sue opere e il fatto di aver sradicato il concetto artistico vigente e rivoluzionato i veri e propri canoni artistici in corso.

Andy Warol inventa la Pop Art, l’arte cosiddetta popolare, quella accessibile a tutti. Infatti l’artista, servendosi del cinico consumismo sviluppatosi in America in quegli anni, inventa un’arte che ritrae oggetti comuni e consumati, come il detersivo Brillo o le lattine di Coca-Cola, o quelle della Campbell’s Soup. Insomma l’arte non è più elitaria, ma è alla portata di tutti e tutti possono comprenderla, perché ciò che hanno sul tavolo ogni giorno possono rivederlo trasposto in un’opera d’arte, comprenderlo e così contemplarlo. Ciò che Warhol mette in dubbio è anche il concetto di unicità dell’opera d’arte: essa infatti non è più unica, ma l’originalità si sovrappone alla duplicità, e l’opera d’arte diventa solo una copia della copia della copia, come le lattine di Coca-Cola che escono dalla casa fabbricatrice o dalle copertine dei vinili stampate per i Velvet Underground. Warhol dice:«La grandezza dell’America sta nell’essere la prima nazione in cui i più ricchi comprano le stesse cose dei più poveri. Guardi la tv, vedi la Coca-Cola e sai che il presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola e pensaci, anche tu puoi bere Coca-Cola. Una Coca-Cola è sempre una Coca-Cola e nessuna quantità di soldi potrà fartene avere una migliore di quella che sta bevendo il barbone all’angolo. Tutte le Coca-Cola sono uguali e tutte le Coca-Cola sono buone. Lo sa Liz Taylor, lo sa il presidente, lo sa il barbone e lo sai anche tu». 

Questo viene sottolineato anche dal modo di produzione dell’artista, che utilizza la particolare tecnica della serigrafia, ma anche della fotografia. Infatti per Warhol, la polaroid è uno strumento essenziale da portare sempre con sé. Essa riesce non solo a catturare l’attimo, come una normale macchina fotografica, ma anche a stamparlo istantaneamente e a renderlo così già una copia. Durante la mostra è possibile ammirare le polaroid realizzate da Warhol, in un’ala interamente dedicata a queste, che mostra anche la sequenza di fotografie scattate al gruppo di Drag Queen, ma anche a star del cinema come Silvester Stallone e Schwarzenegger, e perché no, anche autoritratti.

Andy era amato, cercato e desiderato da tutti, tutti lo ammiravano e tutti volevano le sue opere. Andy non era un’artista come gli altri, era un vero e proprio creativo, sapeva come attirare l’occhio della gente, come capirla e come fare pubblicità, come essere il manager di se stesso. Era una vera e propria icona, non solo di allora ma anche di oggi.

Il genio interpreta in modo impressionante il fenomeno del consumismo dilagato in America in quelli anni, ma prevede anche che quel sistema lì si sarebbe diffuso negli anni, nei decenni e nei secoli, fino ad arrivare ad oggi. Le sue opere fanno riflettere sul concetto di consumo e di duplicità, ci fanno avvicinare al nostro mondo, quello che viviamo oggi, divorato da un feroce consumismo in tutto e per tutto. Insomma, come dice lui stesso: “Se volete sapere tutto su Andy Warhol basta guardare alla superficie dei miei dipinti e di me stesso: io sono lì. Non c’è niente dietro”.

Orari

da lunedì a giovedì 9.30 – 19.30
venerdì e sabato 9.30 – 22.00
domenica 9.30 – 20.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti

Intero €13

Ridotto €11

Visitatori da 11 a 18 anni, visitatori oltre i 65 anni con documento, studenti fino a 26 anni non compiuti (con documento)

Indirizzo

Via di San Pietro in Carcere, 
00186 Roma

Ilaria Di Nardo

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