L’Avis di Marino festeggia i 55 anni e lancia appello alle Istituzioni

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Cecchi e Giansanti
Cecchi e Giansanti Presidente Avis Marino
Cecchi e Giansanti
Cecchi e Giansanti Presidente Avis Marino

E’ un appello forte alle istituzioni che nasce dalla necessità di adeguare alle normative europee le tremila unità di raccolta sangue diffuse sul territorio nazionale (pena chiusura) quello che, sabato 29 giugno scorso al Museo Civico «Umberto Mastroianni», i rappresentanti locali, provinciali e nazionali dell’Associazione Volontari Italiani Sangue, hanno rivolto agli esponenti della politica locale e regionale in occasione delle celebrazioni del 55mo anno di vita della delegazione marinese.

Ad ascoltare e farsi interpreti delle loro necessità, finalizzate a sempre meglio svolgere l’importante servizio di utilità sociale fondato a Milano nel 1927 dal dottor Vittorio Formentano, il presidente del Consiglio comunale di Marino Stefano Cecchi che, insieme all’assessore alla Cultura Arianna Esposito, ha accolto il presidente Avis Marino Paolo Giansanti, il coordinatore provinciale Eugenio Fratturato e il consigliere nazionale Riccardo Mauri.

A rappresentare la Pisana, i consiglieri regionali ed ex sindaci Adriano Palozzi (Marino) e Simone Lupi (Ciampino).

L’importante momento celebrativo ha visto riuniti nell’ex tempio gotico di Santa Lucia molti dei circa 900 volontari che fanno capo al gruppo locale nato nel 1958 per volontà del prof. Mario Giordani.

Tra loro i donatori benemeriti per i quali il presidente dell’Avis Marino ha disposto il conferimento della medaglia d’oro (50 donazioni) e medaglia d’oro con rubino (75 donazioni).

La cerimonia, accompagnata dalle note del Concerto Filarmonico «Enrico Ugolini» diretto dal M° Roberto Carmine Scura, è stata anche occasione per sottoscrivere un Atto di Gemellaggio con il Comune di Norma, rappresentato dal sindaco Sergio Mancini e dal presidente Avis Giovanni Santucci. Documento che, in nome dei comuni ideali di fratellanza, solidarietà e amicizia, sancisce la disponibilità al reciproco aiuto al servizio delle comunità.

Presenti gli allievi dell’Istituto di Formazione Alberghiera di Marino con la dirigente Teresa Di Santo e le delegazioni Avis di molti fra i comuni limitrofi.

«Costituita da oltre un milione di volontari che, gratuitamente, ogni anno donano circa due milioni di sacche l’Avis, il garante del sangue più grande d’Italia – ha detto il consigliere nazionale Mauri – si trova oggi più che mai nella necessità di ottenere aiuto dalle istituzioni. Il rischio chiusura delle sedi paventato dalla Comunità Europea qualora le stesse, in termini di attrezzatura e metratura, entro il 2014 non siano in linea con le nuove direttive, rischia di distruggere un lavoro di presenza costante, silenziosa e capillare sul territorio nazionale che va avanti da 86 anni. A tutto svantaggio della grande richiesta di sangue rilevata soprattutto nel territorio di Roma e provincia e dei donatori abituali che, non trovando più nelle vicinanze una sede deputata ad accoglierli, potrebbero desistere dalla volontà di offrire il loro sangue».

Concetto ribadito anche dal presidente provinciale Fratturato che ha sottolineato come la rete dei centri di raccolta provinciale, risponda bene alle sempre crescenti richieste di sangue presentate ogni giorno dagli ospedali del territorio. «Donare il sangue è semplice e sicuro – ha ricordato – lo si fa dai 18 ai 65 anni e con un peso corporeo di almeno 50kg. Il personale usa materiale sterilizzato e monouso, con nessun tipo di rischio per il donatore».

Della necessità di investire, in termini di sensibilizzazione,  sui giovani di oggi ha parlato invece il presidente Avis Marino Giansanti sottolineando come la richiesta quotidiana di sangue esiga un numero sempre crescente di donatori. Nel ricordare il lungo e faticoso percorso che, dal 1958, ha portato l’ Avis da una piccola stanzetta del San Giuseppe alla sede, completamente a norma, di via Pietro Nenni 6 dotata di una sala prelievi e di tutti i requisiti di legge, Giansanti ha sottolineato gli importanti traguardi raggiunti in 55 anni di attività «per i quali – ha detto – la presenza dell’Amministrazione al nostro fianco, che ringraziamo per la sensibilità, è stata fondamentale».

Un impegno, forte, ad operare in funzione di un’attenzione continua alle attività e alle necessità dell’Avis «per lavorare, bene, per il territorio» è stato preso dai consiglieri regionali Lupi e Palozzi, con un passaggio particolare di quest’ultimo (sindaco di Marino dal 2006 al 2013) che ha espresso soddisfazione per il ruolo che l’Avis di Marino riveste oggi sul territorio. «Un esempio di come – ha detto ricordando gli anni della sua sindacatura – insieme al presidente Giansanti, spinti solo dal grande entusiasmo di poter fare qualcosa di buono per la comunità in nome del puro volontariato che anima questo straordinario gruppo di lavoro, che ringrazio a nome della mia città, siamo stati nel tempo e lo siamo di più ancora oggi, in grado di dare risposte vere e concrete a tanta gente».

Quindi l’intervento dell’assessore Esposito che, ringraziando l’Avis per l’importante servizio svolto, ha ribadito come nell’espressione, ampia, di cultura, la donazione ovvero la volontà di essere presenti, indirettamente, in un momento di necessità dell’altro, rappresenti vera espressione di civiltà e partecipazione. «Lo stesso concetto di cultura, nella sua accezione più ampia – ha detto – manifestato nel 1927 dalle 17 persone che, rispondendo all’appello pubblicato da Formentano sul Corriere della Sera dopo aver visto morire una giovane partoriente per mancanza di sangue compatibile, hanno di fatto dato vita alla prima unità di raccolta Avis, l’associazione senza fine di lucro, apartitica, aconfessionale, senza discriminazione di razza, sesso, religione, lingua, nazionalità, ideologia politica, oggi tra le più grandi in Italia».

Un plauso al prof. Mario Giordani che, nel lontano 1958, ha voluto dar vita all’Avis a Marino e a quelli che negli anni hanno lavorato affinché il servizio rimanesse attivo, è stato rivolto dal presidente del Consiglio comunale Stefano Cecchi, unitamente ad un rigraziamento ai primi donatori Cesare Colizza, Alfredo Limiti, Ugo Tramontozzi e Vito Quagliarini e ai presidenti Nicola Martellotta, Ugo Tramontozzi, Fausto Castellani, Bruno Fabrizi che negli anni tanto hanno dato per la crescita dell’associazione. «Una realtà resa viva dal contributo di molte persone che, in nome del bene, si adoperano a tutti i livelli per far sì che il risultato finale sia tangibile. Una voglia di essere presenti  – ha aggiunto –  espressa dall’unità di linguaggio e intenti che lega tutte le unità di raccolta presenti sul territorio. A dar vita ad una rete di solidarietà che trova nell’Anci (l’associazione nazionale comuni italiani nella quale Cecchi è coordinatore della Conferenza dei presidenti dei Consigli comunali del Lazio oltre che Delegato nazionale per l’elezione del nuovo presidente, ndr) un valido interlocutore» ha concluso ringraziando il comune di Norma per la presenza e la sensibilità collaborativa e le delegazioni Avis dei comuni vicini intervenute.

Al termine della cerimonia, la Santa Messa nella Basilica Collegiata di San Barnaba Apostolo celebrata da don Roberto Berruti, cappellano dell’ospedale di Genzano e responsabile dell’oratorio Evviva Maria di Roma e, infine, il pranzo con i soci con taglio della torta finale. Alle celebrazioni per i 55 anni di vita dell’Avis comunale di Marino, ha preso parte anche il consigliere comunale Enrico Iozzi e il presidente del Centro Anziani Marino Alberico Mazzone che, socio benemerito Avis, ha ricevuto da Giansanti la Medaglia d’Oro. www.avismarino.it / info@avismarino.it

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