Lavoratori San Raffaele Rocca di Papa senza stipendio scendono in piazza

Lunedì 15 Giugno alle 12:00 flash mob dei lavoratori della clinica San Raffaele di Rocca di Papa rimasti senza stipendio durante l'emergenza Covid

0
453
san_raffaele_rocca_emergenza_covid
Il San Raffaele di Rocca di Papa durante l'emergenza Covid

Si terrà lunedì 15 Giugno alle ore 12:00 a Rocca di Papa il flash mob dei dipendenti del San Raffaele rimasti senza stipendio. Annunciata anche la partecipazione della Sindaca della cittadina dei Castelli Romani Veronica Cimino.

Questa la lettera in cui gli operatori sanitari ed i dipendenti della struttura vogliono portare all’attenzione il loro caso: “In un periodo caratterizzato dallo scoppio di questa pandemia mondiale che ha stravolto le vite di ogni cittadino e fatto salire alla ribalta il lavoro silenzioso di medici e operatori sanitari, stride in maniera assordante la vicenda che sta devastando i lavoratori del San Raffaele di Rocca di Papa. Mentre la Regione Lazio sbandiera ai quattro venti l’apertura dell’iter per la revoca di accreditamento e autorizzazione della struttura e la ASL Roma 6, contravvenendo si ai dettami regionali di fatturazione in anticipo del budget per il 90% del fatturato, blocca la liquidazione delle fatture in virtù di un possibile danno erariale dovuto al provvedimento di cui sopra , l’azienda San Raffaele Spa pensa bene di far partire la procedura di licenziamento collettivo dei 160 lavoratori impiegati nella clinica, contravvenendo oltretutto ai dettami del decreto cura Italia che blocca i licenziamenti collettivi per 5 mesi.

Sembra un film dell’orrore ma purtroppo è tutto vero : questo è il ringraziamento e il trattamento riservato a quei lavoratori che hanno prestato servizio in condizioni di estrema difficoltà, si sono prodigati, e nello stesso tempo ammalati per fronteggiare il focolaio di Coronavirus sviluppatosi in clinica. La domanda sorge spontanea a questo punto : ma i lavoratori cosa avranno fatto di male per meritarsi tutto questo? E ‘ un mistero che deve per forza di cose fornire delle risposte da parte di tutti i soggetti in causa.

Chiediamo alla Regione Lazio di pensare non una ma cento volte prima del pronunciamento sulla richiesta di revoca dell’accreditamento : spieghi con trasparenza i reali motivi che la hanno portata a intraprendere questo percorso , considerato che siamo l’unica struttura italiana in questa pandemia globale a essere oggetto di un provvedimento dalla simile portata. che potrebbe essere giustificato solo presupponendo un comportamento di tipo doloso nell’esercizio della gestione dell’emergenza coronavirus. Non vorremmo che , prendendo a pretesto il momento particolare e cavalcata l’onda mediatica , sia in atto una manovra di tipo esclusivamente politico che coinvolga regione e proprietà con i lavoratori spettatori e ostaggio della situazione. Quindi a scanso di equivoci il Dott. D’Amato – Assessore regionale alla Sanità ndr – indichi chiaramente le soluzioni per far si che i lavoratori non perdano il posto di lavoro , magari prendendo a prestito il modello della Regione Toscana che , è notizia di qualche giorno fa, è subentrata nella gestione diretta di tre RSA garantendo la continuità assistenziale e il lavoro a tutti i dipendenti.

Chiediamo alla San Raffaele SPA di annullare la procedura di licenziamento collettivo e di essere accanto ai lavoratori dando un segnale tangibile di vicinanza agli stessi dimostrando con i fatti di tenere al capitale umano, soprattutto in questi momenti di estrema difficoltà nello svolgimento della propria professione. Un segnale tangibile che a nostro avviso non può prescindere dall’applicazione immediata del contratto AIOP ARIS di fresca pretesa di rinnovo e dal superamento del contratto pirata AIOP RSA fonte di evidenti disparità tra i lavoratori che giornalmente operano fianco a fianco e che hanno trattamento economico e normativo diverso.

Chiediamo infine al primo cittadino di Rocca di Papa di sostenerci quanto più possibile nella nostra battaglia e di esercitare la sua opera di persuasione nei confronti delle istituzioni i preposte affinché venga salvaguardata la struttura patrimonio del paese da oltre 100 anni a garanzia della continuità assistenziale e dei servizi per la cittadinanza e il territorio circostante.

L’auspicio è che tutto questo brutto periodo passi presto e diventi un lontano ricordo , vogliamo soltanto tornare alla normalità e ad esercitare il nostro ruolo con la consueta dedizione e professionalità. Ci si è riempiti la bocca sbandierando una nuova stagione di attenzione verso la Sanità , proprio grazie al problema del Covid – 19 , sarebbe delittuoso dimostrare con i fatti il contrario abbandonandoci al nostro destino”.

Print Friendly, PDF & Email