Le mamme NoPfas in udienza da Papa Francesco

Una delegazione del Comitato delle mamme NoPfas ricevute da Papa Francesco a Roma e il racconto di una loro a Meta Magazine

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Mamme No Pfas

“L’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale, perché determina la sopravvivenza delle persone, e per questo è condizione per l’esercizio degli altri diritti umani”.

Sicuramente Papà Francesco si sarà ricordato del messaggio, da lui inviato in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del creato del primo settembre 2018, quando ha pensato di invitare una delegazione di mamme NoPfas in udienza in Vaticano mercoledì 19 giugno.

Il comitato delle mamme NoPfas, che da anni denuncia il più grande inquinamento industriale delle falde acquifere della storia italiana, è arrivato a Roma per 3 appuntamenti fondamentali.

Al mattino, nella redazione del Salvagente, la presentazione della video-inchiesta di Andrea Tomasi, che ricostruisce accuratamente un danno ambientale, sanitario ed economico di proporzioni spaventose.

350mila persone interessate all’inquinamento da Pfas in quella che è definita zona Rossa A, 800mila in un’area che si allarga sempre di più, fino a raggiungere il delta del Po.

I Pfas sono composti perfluoro-alchilici utilizzati da un’azienda della provincia di Vicenza (ma non solo perché adesso l’allarme si sta estendendo a tutta la penisola ndr), la Miteni, per impermeabilizzare i tessuti che produceva.

Peccato che queste sostanze siano nocive per l’uomo, lo dice la Convenzione di Stoccolma.

Sono invisibili ma letali: tiroide, colesterolo, diabete, Alzheimer e demenza, ipertensione, tumore al rene e al testicolo, sterilità femminile e possibili modifiche a livello genitale nei bambini, queste le conseguenze di elevate concentrazioni di Pfas nel sangue.


La Miteni ha scaricato per 30 anni i residui della sua lavorazione nei torrenti, uno di questi, il Poscola, addirittura un sito di interesse comunitario, e da lì ai bicchieri della gente è un attimo.

Persone che bevevano “l’acqua del Sindaco” perché si fidavano delle istituzioni; gente che ha l’orto in casa, i polli; gente che compra a km zero

O meglio, comprava, perché oggi quella terra amata è nemica.

Oggi l’acqua non è vita.

“In dieci anni di matrimonio non siamo riusciti a rimanere incinte. Poi la prima gravidanza, tiroide, e finisce male; la seconda, tiroide, e finisce male; la terza va a buon fine ma mi viene diagnosticato il diabete”, fa male ascoltare il racconto di Monica Graizzaro, guardarla negli occhi sapendo di guardare una donna che ha trasmesso i suoi Pfas alla figlia dalla placenta, che glieli ha passati allattandola, e neppure sa in che concentrazioni perché le analisi, sotto una certa età, non vengono effettuate.

Le Mamme No Pfas dicono di condividere con Papa Francesco l’attenzione all’ambiente, espressa in particolare nell’enciclica “Laudato si’” che recita “l’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri ed acquiferi”.

Sono emozionate, la prima corrispondenza con il Papa inizia nel 2017 con una lettera in cui Papa Francesco in una sua lettera aveva scritto: “andate avanti con pazienza e perseveranza nel cercare le vie buone per la soluzione del problema”.

Sono andate avanti le mamme e non da sole. Con mariti, figli, amici giornalisti, medici.

All’udienza non erano sole, c’era una rappresentanza del gruppo “Mamme da Nord a Sud”, Movimento in cui stanno confluendo molteplici gruppi ambientalisti di varie zone d’Italia. Lo scopo è di fare rete per difendere non solo i propri territori dalle devastazioni ambientali ma in modo particolare il bene più prezioso: i figli. 

“Aria, acqua e terra sono la casa comune, sono il grembo materno che ci permette di vivere. Se questi vengono avvelenati, lentamente lo sono anche le vite di tutti noi. Le Mamme Da Nord a Sud non possono accettare che i propri figli possano essere in pericolo a causa di chi non rispetta l’ambiente. Quindi si uniscono per gridare con voce più forte che i figli non si toccano e che faranno quanto è in loro potere per difenderli e per creare un futuro migliore”, si legge nella loro dichiarazione.

Sorrideva il Pontefice mentre riceveva la bandiera della pace sulla quale, nei mesi passati, gli abitanti dei comuni della zona rossa hanno apposto la loro firma come testimonianza di popolo inquinato e come richiesta di giustizia.

Sorridevano le mamme ed i bambini, i papà, i ragazzi.

Speriamo che motivi veri per sorridere li dia il ministro Costa, destinatario della lettera consegnata al Ministero dell’ambiente alle 16:00, fissando il limite nazionale di tolleranza per i Pfas a 0, come si era impegnato a fare al momento del suo insediamento.

Questo è il testo integrale della lettera del Comitato delle Mamme No Pfas che hanno consegnato a Papa Francesco:
“Carissimo Papa Francesco,
con gioia ed emozione le consegnamo la bandiera della Pace che abbiamo cucito con tanto amore e abbiamo fatto girare per i trenta comuni dell’area rossa delle provincie di Vicenza, Verona e Padova, contaminate da Pfas.
Vogliamo portare il messaggio di Pace ed il nostro impegno a difendere il Creato e in particolare l’acqua. Questa bandiera, carissimo Papa Francesco, contiene le firme dei nostri figli e della gente che come noi ha scoperto di avere il veleno nel sangue.  E’ il nostro grido di dolore e di rabbia ma anche di tanta speranza e fiducia in un mondo migliore perché pensiamo che l’uomo può cambiare se tornerà a vivere in armonia con il creato.  Vogliamo ringraziarLa di cuore per l’enciclica Laudato Sii che per noi è un riferimento sicuro, attuale, profetico ed attuale. Vorremmo nel prossimo anno, in occasione dei cinque anni dalla promulgazione, fare un convegno al quale invitare tutte le associazioni che operano nell’ambiente per rimetterci nella giusta rotta. Naturalmente non potrà non esserci l’autore. Nel dicembre 2017, tramite il Card. Parolin, ci ha fatto arrivare il Suo incoraggiamento e ci ha detto “andate avanti con pazienza e coraggio nella ricerca delle vie giuste per risolvere il problema”. Queste parole sono stampate nei nostri cuori e ci aiutano ad andare avanti sapendo che il Papa prega per noi e noi per Lui. Non è sempre facile capire quali sono le vie giuste e per questo chiediamo la Sua Benedizione assicurando la nostra preghiera. Caro Papa Francesco, le vogliamo tanto bene e vogliamo che ci senta al Suo fianco a difendere la nostra casa comune che il buon Dio ci ha donato così bella.
Con infinita riconoscenza.
La salutiamo con tanto affetto.
Mamme No Pfas”.
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