Lega Frascati, la Bracci sul consiglio a porte chiuse

Lega Frascati, nota della coordinatrice cittadina Anna Maria Bracci: "La città attende risposte, non risse a porte chiuse"

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Anna Maria Bracci
FRASCATI, LEGA, BRACCI: LA CITTA’ ATTENDE RISPOSTE, NON RISSE A PORTE CHIUSE
“Il giorno venerdì 22 febbraio si è tenuto il Consiglio Comunale in cui si è discussa a porte chiuse la mozione di sfiducia al Presidente del Consiglio Comunale Franco D’Uffizi richiesta dalle opposizioni, che nell’occasione hanno firmato una mozione all’unanimità, a seguito dei fatti occorsi nelle scorse settimane che lo riguardavano. Tale mozione è stata discussa a porte chiuse e segretata come da votazione dell’assemblea su proposta del Segretario Comunale, ed ha avuto una durata di oltre 5 ore.
Non solo. In questo Consiglio, dovevano essere discusse anche altre mozioni, prima e dopo questa. Nella fattispecie tredici mozioni che nella scaletta erano prima di quella della sfiducia, con un voto all’inizio del Consiglio, i promotori di tali mozioni hanno deciso di ritirarle per andare a discutere subito quella in questione. In queste mozioni erano presenti parecchie questioni “ calde” che riguardavano la città, ma, a quanto pare, meno importanti. Dopo 5 ore e mezza di discussione a porte chiuse, sembra anche molto dura, la mozione è stata bocciata, e si è discussa un’altra mozione prima di rinviare tutto ad un prossimo Consiglio Comunale. Questi i fatti. Come Lega Frascati, abbiamo evitato in queste settimane di commentare in alcun modo i fatti che hanno portato alla richiesta di dimissioni del Presidente del Consiglio, e lo abbiamo fatto perché preferiamo mettere al primo posto della nostra attenzione i problemi della cittadinanza. Abbiamo altresì assistito e non commentato la mozione di sfiducia presentata a reti unificate da tutte le variegate forze che compongono l’opposizione, le quali sembra abbiano trovato il primo collante politico in questa richiesta di dimissioni. Ma guardando a come si sono comportati sia in maggioranza che opposizione in questo Consiglio Comunale, non possiamo non sottolineare alcune cose che ci sono sembrate stonate, e fare alcune considerazioni. Innanzitutto, la presentazione di una mozione comune pone politicamente un problema di primogenitura dell’iniziativa, che nel bene o nel male si intesta chi la propone. E non ci sembra affatto che la primogenitura sia stata di centrodestra, quanto semmai, ci è apparso chiaro come tale dicitura venga elargita anche a sproposito quando si tratta di autoproclamarsi portatori di titoli, ma nei fatti risulta essere un vestito che viene smesso all’occorrenza, andando politicamente a rimorchio del PD. Non ci sono piaciute affatto sia la richiesta di segretazione votata a maggioranza, sia l’iniziativa di ritirare tutte le mozioni precedenti per discutere, evidentemente, quella che questi rappresentanti della città reputano il “vero” problema principale, ovvero quello di provare a mettere in difficoltà la Giunta, invece che discutere e risolvere i problemi della città. Come Lega Frascati, riteniamo che la mozione in questione non fosse la più urgente, nè che fosse necessario discuterla segretando la seduta. Riteniamo che i consiglieri che hanno votato per la segretazione abbiano un obbligo morale di rendicontare alla cittadinanza, non dei particolari personali della vicenda, bensì del contesto politico-amministrativo che ne fa da cornice, che invece interessa – e molto – i cittadini frascatani. Riteniamo oltremodo grave – nel metodo e nel merito – l’avere volontariamente ritirato tutte le mozioni precedenti per fare posto alla mozione numero quattordici. Con tutto il rispetto, ma francamente la cosa che viene in mente può essere solo che i problemi della cittadinanza per costoro vengano in secondo piano rispetto ai “giochi politici”, e che la risoluzione dei problemi della città alla fine non sia il vero ed unico scopo per giustificare la presenza in quei banchi. Troviamo infine politicamente un errore ed inopportuno da parte dell’opposizione l’avere accettato di discutere la mozione di sfiducia invece di ritirarla dopo la proposta di voto per segretarla. Avere parlato di trasparenza, di questione politica piuttosto che personale, e poi accettare di discuterla a porte chiuse senza neanche un verbale che testimoni quanto detto, come Lega Frascati lo troviamo sbagliato nei confronti dei cittadini che si vogliono rappresentare in Consiglio Comunale. Riteniamo, per concludere, che tali comportamenti politici non rappresentino la città, né i cittadini, e come Lega Frascati ci dissociamo da questo modo autoreferenziale di gestire l’amministrazione della città. Il vero danno, il vero scandalo in tutto questo, riteniamo che sia proprio l’avere dato quasi per scontato che quanto avvenuto venerdì sia stato “normale”, soprattutto che i “giochi di palazzo” abbiano sopravanzato ancora una volta i reali problemi della città, senza tenere conto delle richieste dei cittadini che votano e pagano le tasse. Questa città ha bisogno di un’amministrazione che lavori e risolva i problemi, e di un’opposizione che controlli rigorosamente, non di una elìte autoreferenziale che gestisce il potere della città a porte chiuse. Noi come Lega stiamo lavorando perché ciò non si ripeta in futuro” dichiara Anna Maria Bracci, coordinatrice Lega Frascati
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