Lettera aperta di Carlo Valle sull’Europa

Il segretario del Partito Democratico di Genzano Carlo Valle pubblica una lettera aperta ai cittadini sull'Europa. In vista delle elezioni del 26 maggio

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Carlo Valle

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta ai cittadini dei Castelli Romani dal segretario del Partito Democratico di Genzano Carlo Valle, in vista delle elezioni europee del 26 maggio prossimo:

Ogni cambiamento è impossibile senza partecipazione: per questo a premessa di questa riflessione il mio vuole essere un appello a tutti affinchè domenica 26 Maggio ci si rechi a votare in massa. Dopo di ciò mi soffermo su ciò che rappresenta l’Europa per noi cittadini italiani, con quello che è il valore più importante che il progetto europeo ha garantito fino ad oggi, ossia la pace. Dopo due guerre mondiali nate in Europa e dai nazionalismi europei, è stata l’idea di Europa che, non ostante la cortina di ferro, ha permesso il più lungo periodo di pace della storia dell’uomo nel nostro continente. Di questo ci si dimentica, perché la pace è come la libertà, ci si accorge del suo valore solo quando viene a mancare, ma quando ciò avviene è troppo tardi ed il sangue ha già iniziato a scorrere. La pace e la libertà dunque sono i primi interessi nazionali che ogni cultura politica dovrebbe tutelare. Il 26 Maggio in gioco non ci sono visioni contrapposte dell’Europa, non si fronteggiano uno schieramento che la vuole conservare così com’è ed un altro che la vuole cambiare con le riforme. In gioco c’è la sopravvivenza stessa dell’Europa come comunità di destino, come Patria comune, come spazio di libertà e pace, come soggetto regolatore della globalizzazione. Infatti a fronteggiarsi sono da una parte coloro che l’Europa amano, e sulla base di questo amore la vogliono fare avanzare, riformandola, adeguandola ai tempi della nuova competizione mondiale, a pari dignità con Cina, Russia, Usa e paesi emergenti, dall’altra coloro che la vogliono abbattere, scegliendo la sostanziale e concreta uscita dell’Italia dall’Unione, non solo monetaria, ma anche politica e geografica. Non c’è un confronto tra programmi: non è un caso che il nostro governo in campagna elettorale sta parlando di tutto tranne che di Europa, con una certa compiacenza dei media pubblici e privati, ma la contrapposizione di due idee di società e di mondo. Un mondo fatto di nazioni e popoli deboli in perenne conflitto tra loro, ed un mondo che fatica per darsi regole e leggi di convivenza e competizione, a garanzia dei più deboli, di chi da una competizione selvaggia e senza valori verrebbe altrimenti schiacciato. Dove andrebbe l’Italia da sola nel confronto con i giganti globali? Veramente si pensa che vendere qualche chilo di arance alla Cina ci salverà dal diventarne di fatto una colonia? Ai nazionalisti di sempre che oggi si fanno chiamare sovranisti, rammento che ci sarà sempre un sovrano più grande e forte di te, che troveremo sempre un nazionalismo che piegherà il nostro al suo volere, fino a renderci subalterni e sottomessi. A chi in buona fede sente l’esigenza di un Italia più forte ed autorevole, dico che l’unica sovranità che può garantirci un futuro di sviluppo è la sovranità europea: l’unica che, se opportunamente riformata dall’interno, può confrontarsi e competere nella globalizzazione, con quelle caratteristiche di cultura e tradizione sociale che ci rende unici.

Carlo Valle

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