L’Istituto Murialdo “A scuola di empatia”

Il progetto, promosso da Vivere Impresa No profit, partirà il 31 gennaio in tutte le classi della scuola media dell'Istituto Murialdo

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L’empatia è in declino, ma c’è un Paese, la Danimarca, che prende molto seriamente la capacità di un individuo di comprendere in modo immediato i pensieri e gli stati d’animo di un’altra persona tanto da averla inserita per un’ora a settimana tra le materie scolastiche dei ragazzi dai 6 ai 16 anni. Prendendo spunto da questa esperienza denominata “Klassen Tid”, anche Vivere Impresa No profit si è fatta promotrice di un simile progetto presso l’Istituto Leonardo Murialdo di Albano Laziale che lo ha reso possibile attraverso la sua Onlus I’m. Partirà così mercoledì 31 gennaio “A scuola di empatia”, che coinvolgerà tutte le classi della scuola media per favorire negli alunni, sul modello danese, la capacità di immedesimazione nell’altro e apprendere modalità per gestire la propria intelligenza emotiva. I corsi verranno condotti dalla dottoressa Daniela Olivieri, psicologa dell’età evolutiva, psicoterapeuta e delegata agli Aspetti psicologici di Vivere Impresa con il coordinamento della dottoressa Flavia Cece, responsabile dei Servizi educativi dell’Istituto Murialdo. Il corso verrà realizzato in orario scolastico per la durata di cinque settimane attraverso giochi di ruolo, confronti, letture di storie a tema ed esercizi pratici. Ai docenti di riferimento verrà somministrato un questionario per capire quali sono la composizione e le caratteristiche delle classi destinatarie del progetto, le eventuali problematiche riscontrate, le soluzioni adottate finora dal corpo docente per arginarle e con quali esiti. Infine, verrà chiesto cosa ci si aspetta dal progetto stesso. “Tra le finalità della nostra associazione – afferma Barbara Sarrecchia, presidente di Vivere Impresa – c’è la valorizzazione del territorio attraverso la realizzazione di iniziative a favore di singoli o di gruppi sociali. Questa volta abbiamo deciso di dedicarci ai più giovani, ai ragazzi che rappresentano la linfa vitale della società. Il progetto sull’empatia li aiuterà a stare meglio con gli altri e a diventare adulti più felici e consapevoli”.

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