Luciano Ciocchetti a Meta “Con Forza Italia per ricomposizione del centrodestra”

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Luciano Ciocchetti, Forza Italia
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Luciano Ciocchetti, Forza Italia
Luciano Ciocchetti, Forza Italia

INTERVISTA – Ultima settimana di campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo e Meta Magazine ospita una esclusiva intervista con uno dei più importanti protagonisti della politica regionale e nazionale. Già vice presidente della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti sta affrontando questa campagna elettorale da candidato di Forza Italia nel collegio Italia Centrale (Lazio, Marche, Umbria e Toscana): noi gli abbiamo chiesto i perchè del suo rinnovato impegno in prima persona.

Onorevole Ciocchetti perchè la scelta di entrare in Forza Italia?

“Dopo le ultime elezioni regionali del Lazio, insieme a molti amici abbiamo formato il gruppo “Idee più Popolari”, rivendicando la necessità di restare nell’alveo del centrodestra e dell’area politica alternativa alla sinistra; oggi Forza Italia secondo noi è l’unico partito politico capace di garantire questa prospettiva per noi strategica. Per questo motivo abbiamo deciso di dare il nostro contributo, volendo rafforzare il centrodestra, per l’oggi e soprattutto in prospettiva futura”.

L’unico argomento della campagna elettorale Italiana di respiro europeo sembra essere il dibattito attorno all’Euro: dentro o fuori, Euro si Euro no? Quale la posizione di Forza Italia e sua personale su questo?

“la mia posizione coincide perfettamente con quella di Forza Italia, in quanto l’uscita dall’Euro non solo non risolverebbe alcun problema ma al contrario aggraverebbe la crisi economica delle famiglie. Semplicemente se invece dell’Euro oggi avessimo la Lira staremmo tutti molto peggio. Da cambiare al contrario è la politica monetaria europea, dando alla Banca Centrale un ruolo con rinnovati poteri, sul modello della  Federal Reserve statunitense”.

Spesso i cittadini si sentono lontani dalle Istituzioni Europee, ma l’Europa offre importanti possibilità di sviluppo e crescita ai Paesi membri, soprattutto attraverso l’uso dei suoi fondi. L’italia si sta distinguendo negativamente per la scarsa capacità di spendere i fondi a lei assegnati: se eletto come si porrà e cosa farà per afffrontare questa problematica?

“Due sono le tipologie di fondi che l’Europa mette a disposizione: quelli diretti, assegnati dalla Commissione, come ad esempio il programma Horizon 2020, e quelli indiretti, i cosiddetti fondi strutturali, erogati alle regioni su programmazioni di settore specifiche. Per questa seconda fattispecie in particolare ritengo necessario che le regioni allineino le loro programmazioni in maniera sempre più ampia e corrispondente alle linee guida continentali. Un esempio virtuoso di capacità di spesa dei fondi strutturali sono stati i programmi Plus della Regione Lazio che, proposti quando io ero vice presidente della giunta regionale presieduta da Renata Polverini, hanno permesso e tutt’ora stanno permettendo a numerosi comuni di far partire i lavori per molte opere pubbliche: penso a città come Viterbo, Latina ed altre realtà più piccole che ne stanno usufruendo. Progetti chiari per avviare lavori su opere immediatamente cantierabili per rilanciare lo sviluppo e l’occupazione. Io personalmente se sarò eletto istituirò una task force di esperti a disposizione delle imprese, penso in particolar modo al tessuto delle piccole e medie realtà, e degli enti locali, specialmente i Comuni più piccoli che non hanno la forza da soli per intercettare molte opportunità economiche che l’Europa offre. Attraverso questo nucleo di esperti forniremo tutta l’assistenza tecnica necessaria che accompagni il mondo produttivo e gli enti locali lungo il percorso che parte dall’idea di un progetto ed arriva al concreto ottenimento dei fondi per gli investimenti. In questo senso penso che l’eurodeputato debba essere il trait d’union tra il tessuto economico e sociale dei territori e le Istituzioni”.

Lei negli ultimi anni, soprattutto nei momenti di maggior divisione e scomposizione del centrodestra, ha rappresentato la posizione di coloro che si pongono l’obiettivo di costruire una realtà politica alternativa alla sinistra. Oggi che le polemiche sembrano prevalere, anche in queste ore, cosa auspica per il futuro?

“Io auspico e lavorerò per la ricomposizione del centrodestra. Quale la modalità per farlo, se in una coalizione o se in un soggetto unitario dipenderà dalla legge elettorale che si andrà ad approvare. In ogni modo credo che sia possibile e necessario ricostruire una coalizione di forze che facciano riferimento ai valori dei “moderati” Italiani, con pari dignità e nel rispetto di ogni sensibilità, parimenti al peso politico che gli elettori con il voto assegneranno ad ogni componente”.

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