Manifestazione a Roma per il popolo curdo

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Manifestazione a favore delle popolazioni curde
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Manifestazione a favore delle popolazioni curde

Lunedì 29 settembre, tra le 9 e le 14, il Centro socio – culturale Ararat, UIKI onlus e la Rete italiana di solidarietà con il popolo curdo hanno tenuto un SIT IN a Roma in Piazza SS. Apostoli. L’iniziativa di mobilitazione mirava a far conoscere la situazione del Kurdistan occidentale (o Siria settentrionale), dove l’organizzazione ISIS terrorizza sempre più l’intera regione, e a rompere il silenzio di fronte ai ripetuti attacchi brutali. “Lo stato islamico dell’Iraq e del Levante”, noto anche con la sigla ISIS, è uno dei gruppi islamici sunniti più estremisti in circolazione. Non è la prima volta che in Occidente si sente parlare di ISIS: da più di due anni, infatti, l’ISIS combatte nella guerra civile siriana contro il presidente sciita Bashar al Assad, e da circa un anno ha cominciato a combattere non solo le forze governative siriane ma anche i ribelli più moderati, creando di fatto un secondo fronte di guerra. L’ISIS è un’organizzazione molto particolare: definisce se stesso come “stato” e non come “gruppo”. Controlla tra Iraq e Siria un territorio esteso approssimativamente come il Belgio, e lo amministra in autonomia, ricavando dalle sue attività i soldi che gli servono per sopravvivere. Teorizza una guerra totale e interna all’Islam, oltre che contro l’Occidente, e vuole istituire un califfato. A parte gli attacchi sulle regioni curde nell’Iraq settentrionale, dove ISIS ha ripetutamente massacrato curdi, cristiani e turcomanni, dalla metà di settembre il gruppo islamico ha ripreso ad attaccare le regioni della Siria settentrionale con armi pesanti usate contro i villaggi. In particolare, il bersaglio principale è la regione di Kobane, uno dei tre cantoni del Rojava (Kurdistan occidentale/Siria settentrionale) in cui è stata dichiarata l’autonomia democratica a novembre 2013, con la partecipazione di tutti i gruppi religiosi ed etnici. La creazione di strutture democratiche di autogoverno di base rappresenta un’alternativa democratica per l’Intero Medio Oriente, e contrasta con le visioni nazionaliste, religiose, fondamentaliste, patriarcali e capitalistiche. Per proteggere queste istituzioni democratiche le forze di difesa dei cantoni nel Rojava hanno formato un fronte militare congiunto con diverse unità combattenti appartenenti all’Esercito Libero Siriano con lo scopo di combattere contro ISIS a Kobane. Il modello democratico del Rojava è una spina nel fianco di gruppi terroristici come Al Qaeda, così come per le forze regionali e internazionali e il sostegno a ISIS da parte del governo turco avviene davanti agli occhi dell’opinione pubblica internazionale.

Per ora, si punta sulla rottura del silenzio: è questo che tenta di fare l’Associazione Socioculturale Ararat, costituita da una comunità di uomini e donne esuli dal Kurdistan che nel 1999 occupò uno spazio all’interno dell’ex mattatoio al Testaccio, nel Campo Boario. Ararat, dal nome del monte più importante del Kurdistan ma anche della nave che portò il primo grande gruppo di esuli curdi in Italia, non è solo un luogo di accoglienza, ma uno spazio rivolto ai rifugiati e ai richiedenti asilo.

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