Marini contro i disservizi del servizio postale

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Nicola Marini
Nicola Marini Sindaco di Albano Laziale
Nicola Marini
Nicola Marini Sindaco di Albano Laziale

Per Nicola Marini, Sindaco di Albano Laziale, la situazione legata alla consegna della posta è divenuta «inaccettabile e inammissibile». Il Primo Cittadino non usa mezzi termini per definire una situazione che, oggettivamente, è divenuta insostenibile per i cittadini. Marini interviene nuovamente sulla questione dopo che anche la celebre trasmissione “Mi manda Rai Tre” ha messo in evidenza l’enorme disagio legato al mancato recapito della corrispondenza. «In collegamento da Colonna – scrive il Sindaco sul suo profilo Fb – c’erano tanti cittadini arrabbiati e Sindaci di vari comuni che si trovano nella stessa situazione in cui si trova il Comune di Albano Laziale: da un lato siamo ricettori (impotenti) delle legittime arrabbiature dei cittadini, da un altro siamo interlocutori (inascoltati) di Poste Italiane».

Il Sindaco di Albano Laziale parla anche di un ulteriore, nuovo, disagio: «Mi segnalano inoltre che presso il centro di smistamento di Vallericcia non venga consegnata la corrispondenza, anche se il cittadino vi si reca di persona. Lo ripeto: è inaccettabile». Nello studio di Rai Tre il responsabile dell’assistenza clienti di Poste ha dichiarato che la situazione dei Castelli Romani è ben nota all’azienda e che stanno mettendo in campo “azioni straordinarie per ritornare alla normalità”. Lo stesso responsabile ha dichiarato che per la prima settimana di febbraio la situazione dovrebbe normalizzarsi. «Qualche dubbio ce lo abbiamo – replica Marini – alla luce della enorme quantità di posta da smaltire. Nei giorni scorsi anche noi abbiamo contattato la redazione di “Mi manda Rai Tre” per rappresentargli il grave disagio che vive Albano e i comuni limitrofi. Ora che il problema è nuovamente di dominio pubblico e gode di visibilità sui media nazionali – continua il Sindaco nel suo post – riteniamo che una grande azienda come Poste Italiane non possa rimanere sorda rispetto al disagio e alla indignazione dei cittadini».

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