Marino Città del Vino, botta e risposta tra Colizza e Pci

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Marino fontana Mori
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Marino fontana Mori

“Apprendiamo dal giornale “La Torre”, che il sindaco M5S di Marino avv. Carlo Colizza, ha giustificato il recesso, da noi denunciato, dall’iscrizione del Comune alla Associazione Nazionale Città del Vino. Nell’articolo, completo del nostro punto di vista e dell’azione amministrativa, il primo cittadino conferma la scelta. Sostanzialmente indica anche due caposaldi a motivazione della scelta. Il primo sono i costi. 4.000 euro l’anno, da parte del Comune di Marino, per essere associati alla maggiore e tra le più prestigiose, e attive, organizzazioni di promozioni dell’enogastronomia in Italia, secondo il sindaco cinquestelle sono una “spesa inutile da tagliare”. La seconda, inclusa la “suspence”, è l’annuncio che il comune ha una migliore idea di promozione e si vedrà – inizia così la nota del Pci Marino.

Sul primo punto, prendiamo atto che 4.000 euro creano dissesto finanziario a Marino. Mentre è segno di risparmio oculato rinunciare a 350.000 euro per opere che la Regione non ci darà più perché non li abbiamo richiesti, intanto che eravamo presi a risparmiare gli eurini suddetti. Ma in aggiunta, possiamo solo ricordare – della non utilizzata Associazione a Marino dalle giunte di destra – la levatura dell’associazione? Ad esempio, la prima cosa che si legge sul sito nazionale è: “Era il 21 marzo 1987 quando 39 sindaci si riunirono a Siena per dar vita all’Associazione Nazionale Città del Vino. Erano i sindaci e gli amministratori di Alba, Asti, Barbaresco, Barile, Barolo, Buonconvento, Canale, Carema, Carmignano, Castagneto Carducci, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Diano d’Alba, Dogliani, Dozza, Firenze, Frascati, Gaiole in Chianti, Gattinara, Greve in Chianti, Jesi, La Morra, Marino, Melissa, Monforte, Montalcino, Montecarotto, Montefalco, Montescudaio, Neive, Nizza Monferrato, Ovada, Pramaggiore, Radda in Chianti, Rufina, San Severo, Siena, Treiso d’Alba e Zagarolo.” Cioè ne siamo gli inventori. Il secondo rilievo, sempre sull’Associazione, che dovrebbe aiutare un saggio e pragmatico amministratore, è che a livello castellano troviamo impegnati qui, il comune di Frascati, che proprio in questi giorni sta raddoppiando le iniziative enogastronomiche con partner l’associazione; il comune di Genzano che, iscrittosi dopo di noi, ha talmente utilizzato la possibilità che ha deciso di dare una parte del Palazzo Sforza-Cesarini all’associazione che ora ne ha lì una prestigiosa sede; il comune di Roma Capitale è associata; come altri comuni nei Castelli romani – continua così la nota.

Sul secondo punto, non siamo più in campagna elettorale dove il candidato Colizza ci dice sull’argomento “faremo”. Ora Colizza è il Sindaco. Lo è da oltre quattro mesi. Se aveva progetti avrebbe, con la Giunta, già dovuto presentarli ed attivarne la realizzazione. Invece, Colizza dice: faremo. Oltre questo dato sconcertante, non è dimostrato, semmai vale il contrario, che ove anche venisse studiata una strategia di nuova promozione, l’Associazione in quanto tale, e l’adesione ad essa, siano di impedimento. Non crede il saggio e pragmatico amministratore che una realtà già robusta, solo da utilizzare, potrebbe tornare utile nell’interagire con nuove strategie di promozione? Negare questo, è negare il buonsenso amministrativo.

Per questi motivi, nei prossimi giorni, il PCI, promuoverà una iniziativa comunale volta al mantenimento della adesione alla Associazione Città del Vino, e a contribuire al confronto con operatori economici sulla promozione enogastronomica – si conclude così la nota – di Marino e dei Castelli Romani”.

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